Tra difesa europea, Siria e Centrafrica

Tra difesa europea, Siria e Centrafrica

Scrivo mentre sono in viaggio per gli Emirati, dove domani parteciperò al Sir Bani Yas Forum con un panel sull’Iran. In questo momento è fondamentale preservare l’accordo sul nucleare tanto faticosamente raggiunto un anno fa, la cui piena realizzazione ho la responsabilità di garantire. Ma sarà soprattutto l’occasione per incontrare i ministri della regione e portare avanti il lavoro sul futuro della Siria che ho iniziato per l’Unione Europea in queste settimane, per costruire un terreno comune che le potenze regionali possano facilitare.

Ne ho parlato oggi con i leader dell’opposizione siriana a Bruxelles (qui il comunicato sull’incontro), perché il futuro della Siria va disegnato innanzitutto dai siriani. E ne abbiamo parlato pochi giorni fa, sempre a Bruxelles, con il ministro degli Esteri del Libano Gebran Bassil, con il quale abbiamo anche concluso il “compact” per il nostro sostegno ai rifugiati siriani nel paese e concordato le priorità del nostro partenariato, proprio nel momento in cui il Libano lavora per superare le proprie divisioni interne, con l’elezione di un Presidente dopo più di due anni di stallo istituzionale (qui il video della nostra conferenza stampa).

Ma questa è stata una settimana importante soprattutto per il lavoro che abbiamo fatto sulla sicurezza e la difesa europea con i ministri degli Esteri e della Difesa dei 28. Lunedì tutti gli Stati Membri hanno approvato le proposte che ho presentato per rafforzare la nostra cooperazione in questo settore: è un vero cambio di passo, fatto a 28, nel momento in cui l’Europa ha bisogno più che mai di rilanciare la sua unità, la capacità di guardare al futuro insieme, e di realizzare progetti importanti in comune (qui la conferenza stampa in cui spiego tutto).

Martedì abbiamo poi preparato con il Segretario Generale della Nato, Jens Stoltenberg, il rafforzamento della nostra cooperazione, in un momento in cui abbiamo bisogno e interesse a investire nel futuro dei rapporti transatlantici (qui la conferenza stampa).

Un’ultima cosa importante: ieri abbiamo ospitato la Conferenza internazionale per la Repubblica Centrafricana, organizzata dall’Unione Europea insieme al governo del Centrafrica. È un paese che tre anni fa era in piena guerra civile, e che ancora ospita un numero enorme di sfollati. Ma in questi anni la Repubblica Centrafricana ha fatto passi avanti impressionanti, eleggendo un nuovo governo in modo libero e democratico, e il potenziale del paese è enorme. Ieri la comunità internazionale si è impegnata a investire più di due miliardi di euro in Centrafrica nei prossimi anni, una cifra che ha superato tutte le aspettative. E l’Unione Europea è ancora una volta il primo donatore. Qui il mio discorso in apertura della conferenza, qui la conferenza stampa finale.