Due decisioni importanti e un errore storico

Due decisioni importanti e un errore storico

Scrivo dopo un Consiglio europeo difficile: i capi di Stato e di governo hanno rinviato la decisione di aprire i negoziati per l’ingresso di Albania e Macedonia del Nord nell’Unione europea, nonostante i progressi straordinari compiuti dai due paesi e contro il parere della Commissione europea. È molto più di un’occasione perduta: è un errore storico, che spero possa essere rettificato al più presto.

Il Consiglio ha preso invece due decisioni importanti: ha approvato il nuovo accordo col governo di Londra per l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea; e ha confermato le decisioni che avevamo preso lunedì coi ministri degli Esteri sull’intervento militare della Turchia in Siria.

La nostra risposta all’attacco di Ankara contro i curdi siriani è stata forte e unita. Non solo abbiamo condannato l’intervento, ma abbiamo deciso che gli Stati membri smetteranno di vendere armi alla Turchia – ciascuno nel rispetto delle proprie legislazioni nazionali – e abbiamo adottato delle sanzioni economiche in risposta alle attività turche al largo delle coste di Cipro. Qui la conferenza stampa dopo il Consiglio affari esteri a Lussemburgo, e le parole che avevo scambiato coi giornalisti a inizio giornata. Già la settimana scorsa, al Parlamento europeo, avevo chiarito che se la Turchia decidesse di trasferire centinaia di migliaia di profughi siriani in una “zona cuscinetto” nel nord-est della Siria, per sostituire le popolazioni locali, non potrebbe di certo contare sul nostro sostegno economico. Qui il mio intervento.

Il giorno in cui è stato annunciato il ritiro delle truppe americane dal nord-est della Siria ero in Giordania, dove ho incontrato il re Abdullah, il principe Hussein e il ministro degli Esteri Ayman al Safadi. Qui la conferenza stampa ad Amman.

Questi giorni ho avuto molte occasioni per fare un bilancio del lavoro di questi anni. Prima alla EU Diplomacy Lecture del Collegio d’Europa di Bruges, dove dal prossimo anno insegnerò un corso sulla politica estera europea – qui il discorso. Con la Foundation for European Progressive Studies (Feps) e l’Istituto di affari internazionali (Iai) ho parlato invece dei tratti fondamentali di una politica estera europea progressista – qui l’evento. E all’Università di Oxford abbiamo parlato dei principali risultati di questi cinque anni – qui il discorso.

La scorsa settimana, al Parlamento europeo, ho avuto invece l’occasione per un bilancio di cinque anni di lavoro con l’Ucraina.

E a Barcellona ho partecipato alla mia ultima riunione ministeriale dell’Unione del Mediterraneo: è un’organizzazione con un potenziale unico per favorire la cooperazione a livello regionale, che aveva smesso di riunirsi a livello ministeriale e che abbiamo riavviato all’inizio del mio mandato. Qui il mio discorso.

Un’ultima cosa: giovedì a Bruxelles ho firmato un accordo per la partecipazione del Vietnam nelle nostre missioni civili e militari – un segno della cooperazione sempre più stretta con i nostri partner asiatici, per la sicurezza dell’Europa e dell’Asia. Qui il mio intervento.