Europa e Stati Uniti, partner naturali nonostante le divergenze

Europa e Stati Uniti, partner naturali nonostante le divergenze

Scrivo dopo una settimana trascorsa tra Boston, Bruxelles e Milano. Prima all’Università di Harvard, per una giornata di incontri con studenti e professori sui rapporti tra Stati Uniti ed Europa: nonostante le divergenze attuali su singole questioni, rimaniamo partner naturali. Qui il mio discorso ad Harvard e parte del dialogo con studenti e professori.

Di ritorno a Bruxelles, il lavoro comune tra le due sponde dell’Atlantico è proseguito con la riunione dei ministri degli Esteri della NATO. Ci siamo occupati soprattutto della cooperazione coi nostri partner nei Balcani, di Afghanistan e della situazione nel Mar d’Azov. Qui le parole che ho scambiato coi giornalisti prima della riunione.

Di autonomia strategica e del lavoro che stiamo facendo sulla difesa europea ho parlato alla conferenza annuale dell’Istituto di studi per la sicurezza dell’Unione europea, qui il video.

Mentre le tensioni tra Russia e Ucraina sono state anche al centro della riunione di giovedì dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, ospitata dall’Italia a Milano. E a Milano ho incontrato sia il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov sia quello ucraino Pavlo Klimkin, che sarà nostro ospite al Consiglio affari esteri di lunedì prossimo. Qui il mio intervento a Milano.

Mercoledì invece, alla riunione settimanale del Collegio dei Commissari europei, abbiamo preso tre decisioni importanti: abbiamo approvato la proposta di accordo sull’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea, un nuovo piano per contrastare le campagne di disinformazione, e una strategia sulle nuove frontiere nel campo dell’intelligenza artificiale.

In settimana a Bruxelles ho incontrato anche il presidente libico Fayez al Sarraj, il ministro degli Esteri armeno Zohrab Mnatsakanyan, i ministri degli Esteri e della Difesa di Skopje, Nikola Dimitrov e Radmila Shekerinska, e l’inviata dell’Onu per Cipro Jane Holl Lute. E poi un bell’incontro con donne siriane e yemenite, per sostenere la loro partecipazione nei negoziati per mettere fine alla guerra nei due paesi – qui il comunicato.