Al Consiglio affari esteri, per salvare Aleppo e per il futuro della Siria

Al Consiglio affari esteri, per salvare Aleppo e per il futuro della Siria

Scrivo dopo una lunga giornata di riunione del Consiglio affari esteri a Lussemburgo, dedicata in gran parte a quella che sta diventando la più drammatica catastrofe umanitaria dal dopoguerra a oggi, alle porte dell’Europa: il conflitto in Siria. La priorità ora è salvare Aleppo. Il regime siriano e la Russia devono fermare i bombardamenti aerei e consentire l’arrivo di aiuti umanitari, e questa è la linea che abbiamo espresso insieme con tutti i ministri degli Esteri dell’Unione Europea. Abbiamo preparato già da qualche settimana un piano europeo per fare arrivare aiuti nella parte orientale della città sotto assedio e per trasferire i malati più gravi. Siamo pronti a iniziare, non appena ci sarà una tregua di qualche ora che lo consentirà.

Ne abbiamo parlato con l’inviato speciale delle Nazioni Unite, Staffan de Mistura, dopo gli incontri di Losanna e Londra. Come Unione Europea abbiamo sempre preso parte e sostenuto gli sforzi diplomatici dell’Onu e di tutte le parti coinvolte. Oggi abbiamo deciso di fare ancora di più iniziando in raccordo con l’Onu un percorso di dialogo sul futuro della Siria con le potenze regionali, a partire da Iran, Arabia Saudita e Turchia. E intensificando il lavoro che da mesi stiamo portando avanti con la società civile siriana per coinvolgere le opposizioni, ma anche le Chiese, le organizzazioni non-governative, le organizzazioni di donne: quando un giorno questo conflitto finirà, saranno loro a dover ricostruire il paese e riconciliarlo. E saremo noi a poterli accompagnare, con un lavoro che può cominciare già oggi.

La nostra Unione è nata dalle rovine di un conflitto mondiale: conosciamo bene quel dramma e siamo pronti ad accompagnare un processo che sarà lungo e difficile. Davanti alla devastazione di queste settimane, può sembrare un lavoro fuori sincronia. Invece iniziare a pensare a un futuro, al futuro della Siria, può anche facilitare il cammino diplomatico per mettere fine alla guerra. Qui qualche parola che ho scambiato coi giornalisti sulla Siria.

Nell’agenda di oggi c’è stato spazio anche per altri grandi temi su cui l’Unione Europea, insieme a tutti i 28 Stati Membri, lavora. Come la cooperazione con la Tunisia, su cui nel 2017 investiremo fino a 300 milioni di euro. E come l’immigrazione. Ai ministri ho anticipato il rapporto sui primi mesi di lavoro sui migration compact con Niger, Nigeria, Etiopia, Mali e Senegal che la Commissione adotterà domani. La cooperazione è avviata e i primi risultati stanno arrivando. Li spiegherò nel dettaglio domani in una conferenza stampa. Qui invece la conferenza stampa di oggi, a fine giornata.