La mia nomina ad alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza e vicepresidente della Commissione europea

La mia nomina ad alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza e vicepresidente della Commissione europea

Il 1° novembre  succedo a Catherine Ashton nel ruolo di alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza e vicepresidente della Commissione europea e inoltre a capo del Servizio europeo per l’azione esterna.

In agosto 2014 sono stata nominata alto rappresentante dai leader di tutti i 28 Stati membri dell’Unione europea. La mia nomina è stata approvata da un’audizione seguita dal voto del Parlamento europeo per l’intera Commissione europea, di cui sono vicepresidente.

Parlando durante l’audizione al Parlamento europeo il 6 ottobre 2014, ho detto:

«Credo che le domande cui dobbiamo rispondere siano quelle che ci pongono i nostri cittadini. In questo mondo difficile, in questi tempi difficili, cosa fa l’Unione europea? Da che parte stiamo? Come possiamo essere sicuri di adempiere al nostro ruolo in questi tempi difficili?»

Ho continuato:

«Gli strumenti li abbiamo: direi che, dopo il trattato di Lisbona, li abbiamo davvero in mano. Abbiamo attivato il Servizio per l’azione esterna, ad esempio. Durante i prossimi cinque anni dobbiamo plasmare la nostra politica, visione e strategia comuni. Questo è il mio primo compito per i prossimi cinque anni: dar forma a una vera politica comune.»

Fondamentali sono la responsabilità, il lavoro insieme e il coordinamento
Durante l’audizione con i parlamentari europei, la signora Mogherini ha fissato le tre cose necessarie per raggiungere l’obiettivo di una politica, una visione e una strategia comuni.

«Primo, penso che ci sia bisogno di responsabilità da parte di tutti noi, in tutti gli Stati membri. Dobbiamo costruire la nostra visione comune insieme fin dall’inizio.»

«Secondo, dobbiamo lavorare insieme. Sarò contenta se, fra cinque anni, non ci sarà più un “noi” e un “loro” quando le istituzioni europee si riferiranno le une alle altre, ma ci sarà solo un “noi, l’Unione europea”, cioè la Commissione, il SEAE, il Consiglio e il Parlamento europeo.»

«Terzo, dobbiamo coordinare tutte le azioni e le politiche che hanno un impatto esterno, non solo con i commissari per le Relazioni esterne, ma anche con gli altri, perché non c’è un solo portafoglio che non abbia un potenziale impatto sulle nostre politiche e azioni esterne. Faccio qui riferimento soprattutto all’energia, al commercio, alle migrazioni, al clima, all’ambiente e a tutti gli altri.»

Ministro degli Esteri e parlamentare italiana,
sono stata ministro per gli Affari esteri e la cooperazione internazionale dal febbraio 2014.

Sono stata eletta alla Camera dei deputati nel 2008 e rieletta nel 2013 e sono stata membro e segretario della commissione Difesa e membro della delegazione italiana all’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa e della commissione Affari esteri.

Il 1° agosto 2013 sono stata eletta a capo della delegazione italiana all’Assemblea parlamentare della NATO. Ho inoltre coordinato il gruppo interparlamentare per la Cooperazione allo sviluppo.

Sono membro dell’Istituto affari internazionali (IAI), del Consiglio per le relazioni fra Italia e Stati Uniti e membro del German Marshall Fund of the United States.

Sono nata a Roma nel 1973, sono sposata, ho due figlie e mi sono laureata in Scienze politiche.