Per il futuro della Siria

Per il futuro della Siria

Oggi scrivo di ritorno da Lussemburgo, dove ho presieduto un Consiglio affari esteri nel corso del quale abbiamo seguito insieme le notizie terribili che arrivavano da San Pietroburgo. Ho espresso le condoglianze dell’Unione Europea a Sergei Lavrov – qui il comunicato.

Il Consiglio oggi è stato dedicato prevalentemente alla Siria. Da domani ospiteremo infatti a Bruxelles la conferenza internazionale per sostenere il futuro della Siria: un incontro con più di 70 delegazioni per continuare a sostenere la popolazione siriana dentro e fuori il paese, ma anche – e con forza – per accompagnare i negoziati di Ginevra e la mediazione dell’Onu, e per cominciare a discutere di come mobilitare le risorse necessarie per ricostruire la Siria dopo la guerra, quando sarà cominciata la transizione.

Oggi, coi ministri degli esteri, abbiamo definito la posizione comune europea, con una strategia comune dell’Unione Europea per la Siria. Qui il testo delle conclusioni che abbiamo adottato, qui il testo della Strategia, qui le parole che ho scambiato coi giornalisti prima del Consiglio, qui la conferenza stampa finale.

A Lussemburgo abbiamo ospitato anche il segretario generale della Lega Araba, Ahmed Aboul Gheit, dopo che la scorsa settimana avevo avuto l’onore di partecipare al vertice della Lega araba in Giordania.

La mia presenza al summit in Giordania e la partecipazione di Abul Gheit al Consiglio oggi sono un riconoscimento della cooperazione sempre più stretta tra Unione europea e Lega araba, fondamentale per risolvere le crisi aperte nella nostra regione comune. Oggi in particolare ci siamo concentrati su Libia e Yemen – qui le conclusioni del Consiglio –, ma anche su Siria, Iraq, e processo di pace tra Israele e Palestina. Qui il punto stampa di oggi con Ahmed Aboul Gheit, qui il mio discorso al vertice in Giordania.

Il vertice in Giordania è stato anche un’occasione per tanti incontri coi leader della regione. Con i nostri ospiti giordani, innanzitutto: il re Abdullah II, il premier Hani Mulki, il ministro degli Esteri Ayman Al-Safadi. E poi i ministri degli Esteri dell’Arabia Saudita Adel Al-Jubeir, degli Emirati Arabi Abdullah bin Zayed Al-Nahyan, del Qatar Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, del Marocco Salaheddine Mezouar, oltre al Rappresentante Speciale del presidente degli Stati Uniti, Jason Greenblatt.

Un’attenzione particolare è andata al conflitto tra israeliani e palestinesi, dopo che lunedì avevo incontrato a Bruxelles il presidente palestinese Mahmoud Abbas (qui la nostra conferenza stampa). In Giordania ho discusso di pace in Medio Oriente in un incontro coi ministri degli Esteri della Giordania, Ayman Al-Safadi, dell’Egitto, Sameh Shoukry, e col capo negoziatore palestinese Saeb Erekat. A tutti ho confermato che per l’Europa l’unica soluzione realistica è quella dei due stati, e che continueremo a lavorare con tutta la comunità internazionale – anche coi nostri amici americani – per aiutare israeliani e palestinesi a fare passi avanti concreti verso la pace.

Altre due questioni importanti. La scorsa settimana la Gran Bretagna ha annunciato ufficialmente di voler avviare i negoziati per uscire dall’Unione Europea. È una scelta dolorosa, che peserà soprattutto sui cittadini britannici. L’Unione Europea rimane una potenza globale, il più grande mercato al mondo, uno spazio di diritti e di libertà, una forza indispensabile per proteggere i nostri cittadini e i loro interessi nel mondo globalizzato.

In molti oggi dicono di voler restituire ai cittadini il controllo delle proprie scelte. Ma l’unico modo di restituire davvero ai cittadini europei il controllo delle loro vite è con un’Europa più forte. Possiamo governare davvero le nostre economie, la nostra sicurezza, i flussi migratori, solo se lo facciamo insieme, come Unione europea.

Al termine dei negoziati, la Gran Bretagna sarà un partner importante, anche se fuori dalla nostra Unione. Della nostra cooperazione con la Gran Bretagna in materia di sicurezza e difesa ho parlato anche alla riunione ministeriale della NATO venerdì scorso a Bruxelles, qui il video in inglese e in italiano.

Per finire, la scorsa settimana è stata intensa anche per il lavoro con i nostri vicini orientali, col Consiglio di associazione con la Moldova (qui il video) e il mio incontro col ministro degli esteri ucraino Pavlo Klimkin.