Di ritorno dalla Giordania. Passi concreti su difesa europea e sviluppo

Di ritorno dalla Giordania. Passi concreti su difesa europea e sviluppo

Scrivo di ritorno dalla Giordania, dove ho partecipato al World Economic Forum per il Medio Oriente, occasione di incontro con tanti partner importanti per il nostro lavoro nella regione, e oltre: dal re di Giordania Abdullah al re di Spagna Felipe; dal premier georgiano Giorgi Kvirikashvili al presidente del Niger Mahamadou Issoufou; da Chemi Peres, del Peres Centre for Peace, a Tzipi Livni; da William Lacy Swing dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni a Peter Maurer della Croce Rossa​. Al Forum ho discusso anche del futuro dell’Europa e di quello della Siria, e parlato con i giornalisti della rielezione di Hassan Rouhani in Iran – una notizia importante per tutta la regione.

 

Il Medio Oriente è stato al centro anche dei lavori della plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo, la settimana scorsa. Qui il mio intervento in aula sulla Siria, e la replica ai parlamentari. Qui il discorso sulla situazione dei cristiani in Medio Oriente e il dibattito (in italiano). E qui un mio commento alle belle e importanti parole che il Segretario Generale dell’Onu Antonio Guterres ci ha rivolto in aula a Strasburgo, sul valore della nostra Unione Europea per il mondo.

Ma quella che si è conclusa è stata soprattutto una settimana importante di lavoro con i ministri dei Ventotto, in particolare sulla nostra difesa comune e sulle politiche per lo sviluppo.

Tra lunedì scorso e giovedì, con ministri degli Esteri e della Difesa, abbiamo fatto un altro passo verso una Unione Europea della sicurezza e della difesa. Con tre scelte concrete. Primo: abbiamo deciso come funzionerà in concreto la Cooperazione rafforzata sulla difesa, per quei paesi che sceglieranno di spendere meglio le proprie risorse investendole in progetti comuni con altri paesi della nostra Unione. Secondo: abbiamo dato il via libera alla creazione a Bruxelles del primo centro di comando unico per le nostre missioni militari di addestramento e di assistenza. Terzo: abbiamo portato avanti il lavoro per rendere operativa la nostra forza di reazione rapida, i Battlegroup. Qui le parole che ho scambiato con i giornalisti prima del Consiglio Difesa e dopo, in conferenza stampa (la mia introduzione, e il botta e risposta).

E tanto lavoro sulle nostre politiche di sviluppo, in particolare quelle che portiamo avanti coi nostri partner africani. Lunedì scorso, al Consiglio Affari Esteri, abbiamo accolto Moussa Faki, il presidente della Commissione dell’Unione Africana: qui la nostra conferenza stampa congiunta, e qui quella che ho fatto al termine del Consiglio Affari Esteri. Venerdì invece ho riunito i ministri dello Sviluppo, per approvare la nostra nuova politica comune di Cooperazione. Qui l’arrivo al Consiglio e gli incontri con il Vice-segretario generale delle Nazioni Unite, Amina Mohammed, e il ministro degli Esteri del Mali Abderrahmane Sylla.

Un’ultima cosa importante. Venerdì ho accolto a Bruxelles Cho Yoon-je, l’invitato speciale per l’Unione Europea nominato dal nuovo presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in. È la prima volta che la Repubblica di Corea manda un inviato speciale presso le istituzioni europee: è un segnale importante del nostro ruolo per la sicurezza dell’Asia, e in particolare del contributo che possiamo dare per risolvere le tensioni con la Corea del Nord e per denuclearizzare la penisola coreana. Qui il comunicato.