Una giornata storica per l’Unione

Una giornata storica per l’Unione

Oggi è stata davvero una giornata storica per l’Unione europea: ventitré paesi europei hanno sottoscritto l’impegno per una “Cooperazione strutturata permanente” nel campo della difesa. Tecnicamente si chiama Pesco, praticamente è la base della futura difesa europea. Gli Stati membri hanno deciso di lavorare insieme per rafforzare la sicurezza dei cittadini europei, di razionalizzare le spese investendo insieme in ricerca e in sviluppo di nuovi mezzi, di mettere in campo iniziative comuni per essere più efficaci ed efficienti. Perché stare insieme significa affrontare meglio un contesto internazionale più fragile che mai.

Ricevere la lettera formale di notifica firmata da ventitré ministri è stata un’emozione. Le porte del cambiamento si sono aperte un anno e mezzo fa, quando per la prima volta ho lanciato agli Stati membri la proposta di gettare finalmente dopo sessant’anni le basi di quella difesa comune immaginata già dai padri fondatori dell’Ue. È stata una scommessa sulla capacità dell’Unione europea di lasciarsi alle spalle i fantasmi del passato, di fronte a un mondo in cambiamento rapidissimo. E ce l’abbiamo fatta. Abbiamo dato l’esempio di una Unione che può servire le priorità degli Stati membri e portare risultati, un esempio che spero possa essere seguito in altri campi.

E abbiamo superato i tabù del passato, comprese alcuni timori che una difesa europea possa essere in competizione con la Nato: al contrario, in questi anni abbiamo reso ancora più solido il rapporto con l’Alleanza Atlantica. Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, è regolarmente invitato alle riunioni di ministri della Difesa europei, così come io sono ospite delle ministeriali Nato. Un’Europa più forte rende più forte anche la Nato.

Ora si decideranno i primi progetti su cui i Paesi lavoreranno insieme – ne sono stati presentati già cinquanta – così che a dicembre si possa formalmente iniziare la cooperazione. Il cammino è iniziato.

Qui le parole che ho scambiato coi giornalisti a inizio giornata e la conferenza stampa finale – anche con gli altri temi di cui abbiamo discusso coi ministri degli Esteri: il vertice tra Unione africana e Unione europea di fine mese, la delicata situazione politica in Libano e il lavoro sulla comunicazione strategica.