In un mondo confuso, un’Europa forte e affidabile

In un mondo confuso, un’Europa forte e affidabile

Scrivo alla fine di una una settimana in cui l’Unione europea si è confermata un partner forte e affidabile in un momento di confusione globale. Sappiamo chi sono i nostri amici e i nostri partner, sappiamo quali sono gli interessi degli europei, crediamo nella forza della diplomazia multilaterale e del dialogo: ne ho parlato lunedì all’inizio del Consiglio affari esteri a Bruxelles, qui il video.

E il lavoro di questa settimana rende molto chiaramente l’idea del ruolo globale dell’Unione europea. Dalla diplomazia alla sicurezza al commercio.

Questa settimana abbiamo firmato il più grande accordo di libero scambio della storia, per rafforzare la nostra economia grazie a un commercio più libero e più equo col Giappone. Abbiamo riconfermato la nostra collaborazione con la Cina, con un Summit importante. E a inizio agosto sarò in Asia e nel Pacifico per incontrare i nostri partner della regione, con un’attenzione particolare alla situazione in Corea.

Lunedì e martedì abbiamo accolto a Bruxelles i ministri degli Esteri dell’America Latina e dei Caraibi, per il vertice tra Unione europea e Celac. Sono partner con cui condividiamo interessi e valori: in questa fase confusa della storia del mondo, noi sappiamo di stare dalla stessa parte – quella di una crescita economica più giusta, del multilateralismo, della cooperazione internazionale, del contrasto al cambiamento climatico, dell’affermazione dei diritti. Qui il mio intervento in apertura della riunione, qui la conferenza stampa e il comunicato finale, qui la consegna di un premio ad alcune organizzazioni della società civile, qui gli incontri con l’Alleanza del Pacifico e il gruppo dei paesi caraibici, qui il mio comunicato sulla situazione in Nicaragua.

Mercoledì ho riunito nuovamente a Bruxelles i presidenti di Serbia e Kosovo, Aleksandar Vucic e Hashim Thaci, e le loro delegazioni, per il nostro dialogo verso una normalizzazione delle relazioni tra Belgrado e Pristina: un lavoro difficile, ma non impossibile. Torneremo a incontrarci nelle prossime settimane. Qui il comunicato e qui la proposta che abbiamo avanzato, come Commissione europea, di consentire ai kosovari di viaggiare nell’Unione europea senza bisogno di un visto.

L’Unione europea è una forza di pace, nel nostro continente e nella nostra regione. Questa settimana abbiamo ospitato una conferenza internazionale sulla Somalia, in un momento di speranza per il paese e per tutto il Corno d’Africa: proprio per questo abbiamo aumentato ancora il nostro sostegno al governo somalo e all’Unione africana, per dare forza alla speranza di pace di tutti i somali. Qui il mio intervento e la conferenza stampa.

Lunedì ho aggiornato i ministri degli Esteri dell’Unione sul mio viaggio in Libia dello scorso fine settimana. In questi anni, l’Unione europea ha sostenuto non solo il processo politico guidato dall’Onu, ma ha anche progetti legati alla riconciliazione delle comunità locali, alla sicurezza, alla gestione dei confini e all’accoglienza dei migranti.

Per rafforzare il nostro impegno, lunedì ho proposto ai ministri degli Esteri di accelerare la revisione dei compiti di Operazione Sophia, lanciata nel 2015 per fermare i trafficanti di esseri umani nel Mediterraneo centrale, e iniziarla subito anziché a settembre come previsto. L’obbiettivo è tra l’altro di includere tra i compiti della missione il monitoraggio da Tripoli delle attività dei guardiacoste libici che addestriamo, così da rendere più efficace il loro lavoro nel salvataggio di vite umane e verificare il rispetto dei diritti umani, e il contrasto al contrabbando di petrolio. La proposta è stata discussa nei giorni scorsi a livello tecnico dai rappresentanti dei paesi UE e accolta da tutti gli Stati membri.

Qui la conferenza stampa al termine del Consiglio affari esteri, dove abbiamo parlato anche della difficile situazione nella Striscia di Gaza e in tutta la Terra Santa, del nostro partenariato con i paesi dell’Est Europa, e del nostro sostegno alla denuclearizzazione della penisola coreana.