Di ritorno da Teheran

Di ritorno da Teheran

Scrivo di ritorno dall’Iran dove ho incontrato il presidente Hassan Rouhani e il ministro degli Esteri Javad Zarif. Non è stata una semplice visita bilaterale, ma l’inizio di un lavoro che l’Unione Europea ha deciso di costruire con le altre potenze regionali sul futuro della Siria. L’emergenza è certamente fermare i combattimenti, portare aiuti umanitari alla popolazione e mettere fine alla guerra attraverso il processo politico in cui sono impegnate le Nazioni Unite. Ed anche di questo abbiamo parlato, a Teheran. Ma intanto, l’Europa insieme ai paesi della regione può aiutare a creare le condizioni perché quel processo parta, e iniziare a lavorare sulla ricostruzione materiale, politica e sociale di un paese che il giorno dopo la fine del conflitto avrà bisogno di reinventarsi.

Saranno i siriani a decidere dell’assetto politico e istituzionale del loro Paese, ma i paesi della regione possono accompagnare e non ostacolare questo processo. E lo può fare l’Unione Europea, in stretto contatto con l’Onu, attraverso un dialogo con tutti i Paesi chiave – grazie al fatto che abbiamo ottimi canali di comunicazione e cooperazione con tutti, nella regione. Dall’Iran, dove ero oggi, all’Arabia Saudita, dove sarò lunedì. Dal Qatar, il cui ministro ho incontrato nei giorni scorsi, alla Turchia, che visiterò a breve per lo stesso lavoro, mirato, sul futuro della Siria.

Lavorare su soluzioni politiche è il migliore investimento su un futuro stabile. È vero anche dentro i confini dell’Unione europea. Ieri sono stata a Cipro per incontrare il presidente Nikos Anastasiades e il ministro degli Esteri Ioannis Kasoulides, e il leader turco cipriota Mustafa Akıncı, e sostenere i loro sforzi per risolvere le questioni ancora aperte. Dopo 42 anni, i cittadini dell’isola potrebbero finalmente vivere in una Cipro unita ed europea. E sarebbe un bell’esempio per tutta la regione. Qui la conferenza stampa con Kasoulides.

Abbiamo bisogno di notizie positive. E domani una buona notizia arriverà da Bruxelles: si firma l’accordo commerciale Ceta tra Unione Europea e Canada, insieme al nostro accordo di partnership politica. Abbiamo lavorato molto a questa che è l’intesa più avanzata al mondo in materia di commercio. E che potrà da domani essere un importante elemento di crescita economica e di creazione di posti di lavoro, e costituire un punto di riferimento per gli standard globali del commercio internazionale. Una buona notizia, che l’Unione Europea è riuscita a costruire insieme a un paese tanto vicino a noi come il Canada.