La mia ultima Conferenza degli Ambasciatori, e un nuovo “Erasmus” su religione e società

La mia ultima Conferenza degli Ambasciatori, e un nuovo “Erasmus” su religione e società

Scrivo da L’Avana, dove sono arrivata per il secondo incontro del “Consiglio congiunto” che abbiamo creato con lo storico accordo di cooperazione tra Unione europea e Cuba di tre anni fa. Nei prossimi giorni, da Cuba mi sposterò in Messico e Colombia.

La settimana appena conclusa l’ho trascorsa invece a Bruxelles, dove abbiamo riunito come ogni settembre tutti gli ambasciatori dell’Unione europea nel mondo. Lunedì ho aperto questa mia ultima Conferenza degli ambasciatori raccontando i risultati di questi cinque anni – dalla difesa europea al sostegno al multilateralismo, dai nuovi rapporti con l’Africa al cammino dei Balcani verso l’Unione europea – qui il mio discorso. Nei giorni successivi ho accolto alla Conferenza anche Ursula van der Leyen e Charles Michel, che guideranno la Commissione e il Consiglio per i prossimi cinque anni.

Venerdì, ancora a Bruxelles, ho annunciato una nuova iniziativa europea: un “Erasmus” per esponenti della società civile che si occupano di fede e inclusione sociale. In giro per il mondo ci sono tante storie straordinarie di rispetto e di coesistenza pacifica tra comunità di fede diversa. Storie di cui non si sente parlare spesso, perché l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica si concentra inevitabilmente sugli scontri e le tensioni. Con questo Erasmus su religione e società vogliamo dare voce alle storie di successo, ma anche connettere tra loro e aiutare concretamente questi “costruttori di ponti”. Qui il mio discorso e i dettagli sull’iniziativa.

In settimana ho anche incontrato il presidente moldavo Igor Dodon (qui il comunicato) e ho parlato con l’Alto Commissario dell’Onu per i rifugiati Filippo Grandi, soprattutto di Venezuela, Libia e Siria – qui il comunicato.