«L’Europa acceleri, o si rischia l’implosione»

«L’Europa acceleri, o si rischia l’implosione»

Una chiacchierata con Marco Zatterin della Stampa, di ritorno dal viaggio in Turchia. Abbiamo parlato della questione dei rifugiati, e del lavoro che stiamo facendo con Ankara e con gli altri vicini della Siria. Ma soprattutto abbiamo parlato del bisogno sempre più forte di Europa. Gli Stati membri hanno preso decisioni importanti su come gestire il flusso di migranti e rifugiati, ma troppe di quelle scelte non sono state ancora tradotte in gesti concreti. Negli scorsi mesi s’è visto che i singoli Paesi, da soli, non sono in grado di rispondere all’emergenza: la scelta oggi è tra fare un passo avanti, investendo su una risposta europea ai problemi comuni, oppure tornare indietro. Rischiando l’implosione.

Poi, sull’Italia e il suo ruolo in Europa:

«È giusto che l’Italia renda esplicite le sue posizioni, anche il suo interesse nazionale. Serve affermare la propria posizione, e serve costruire le alleanze, trovare le soluzioni migliori per il paese e per l’Europa. Sulle banche, c’è stato un ottimo accordo fra Commissione e Italia, frutto di posizioni chiare del governo e di costante lavoro con le istituzioni. È la prova che i canali ci sono e funzionano. Non vedo contrapposizioni, vedo sinergie».

A Roma, il risultato di tutto questo, sono le voci di un grande freddo fra lei e Renzi.  

«Ci conosciamo da dieci anni. Possiamo avere stili diversi, può esserci maggiore o minore accordo su alcune singole questioni, ma questo non cambia il fatto che Matteo è il presidente del Consiglio del governo di cui ho fatto parte, e delle cui scelte sono fiera, ed è il segretario del mio partito. Abbiamo obiettivi comuni. Siamo sempre stati, siamo e saremo dalla stessa parte».

Qui il testo integrale dell’intervista.