Lo stato dell’Unione, da Strasburgo a Skopje

Lo stato dell’Unione, da Strasburgo a Skopje

Scrivo alla fine di una settimana trascorsa tra Bruxelles, Strasburgo e Skopje.

Mercoledì il presidente Juncker ha pronunciato, come ogni anno, il suo discorso sullo Stato dell’Unione davanti al Parlamento europeo a Strasburgo. Uno dei temi centrali è stato il nuovo rapporto tra Europa e Africa: una collaborazione tra partner che hanno moltissimi interessi in comune. Venerdì a Bruxelles ho presentato le decisioni che abbiamo preso, qui il video.

A Strasburgo ho incontrato Zoran Zaev, il premier della ex Repubblica Yugoslava di Macedonia. Insieme a lui sono partita per Skopje: le persone che ho incontrato per le strade della città si sentono e sono pienamente europee. A tutti ho detto che il referendum del 30 settembre, per confermare l’accordo tra Skopje e Atene sul nome “Macedonia del Nord”, è un’occasione straordinaria per far sentire la loro voce e il loro desiderio di entrare nell’Unione europea. Il destino del paese è nelle loro mani. Qui l’incontro con la stampa a Skopje.

Durante la plenaria del Parlamento europeo ci siamo occupati anche dei nostri rapporti con gli Stati Uniti, nell’anniversario dell’attentato alle Torri Gemelle, di Cina, di Libia, di Palestina, di come regolare l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per scopi miliari, e di alcuni casi di violazioni dei diritti umani in Uganda, Cambogia e Myanmar. Ho anche ribadito l’importanza della Corte penale internazionale, mentre alcuni ne stanno mettendo in discussione l’esistenza. E ho incontrato i parlamentari europei che fanno parte dell’assemblea parlamentare dell’Unione per il Mediterraneo, per discutere delle nostre priorità nella regione.

Venerdì, di ritorno a Bruxelles, ho presieduto il consiglio dei ministri dello sviluppo, con i quali abbiamo continuato il nostro lavoro sull’Africa. E poi ho incontrato l’inviato dell’Onu per la Siria Staffan de Mistura, per discutere innanzitutto della situazione a Idlib – qui il comunicato. E di Siria ho parlato anche col presidente libanese Michel Aoun a Strasburgo, ma anche di come rafforzare un paese fondamentale per il Medio Oriente e per la nostra regione – il comunicato è qui. Continueremo il lavoro sulla Siria tra una settimana a New York, ai margini dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.