L’unico modo di proteggere i nostri interessi nazionali

L’unico modo di proteggere i nostri interessi nazionali

Scrivo dopo una settimana di lavoro su sicurezza, migrazioni, crescita economica. Nel dibattito di questi giorni si sente parlare tanto di interesse nazionale e sicurezza nazionale. Ma nel mondo di oggi l’unico modo per proteggere gli interessi nazionali è lavorare con i partner fuori dai nostri confini, costruire alleanze solide, investire nel multilateralismo e nella cooperazione internazionale.

Per questo lunedì ho riunito, per la quarta volta in questi anni, i ministri degli Esteri dei cinque paesi del Sahel, una regione fondamentale per la sicurezza dell’Europa e per gestire i flussi migratori. Qui la conferenza stampa col ministro degli Esteri del Niger Kalla Ankourao, presidente di turno del G5 Sahel, sul nostro contributo alla forza militare congiunta dei paesi del Sahel, sul sostegno all’economia della regione, e sul lavoro che ci ha consentito di aiutare decine di migliaia di migranti a rifarsi una vita nel loro paese d’origine.

C’è una minaccia alla nostra sicurezza su cui non si lavora abbastanza: è la minaccia che arriva dai cambiamenti climatici, che stanno già provocando distruzione e instabilità in tutto il mondo, e alle porte dell’Europa. Ne abbiamo parlato venerdì a Bruxelles alla Conferenza ministeriale che ho convocato su clima e sicurezza. Qui il mio intervento.

E la conferenza è stata anche l’occasione per un lungo incontro con Sushma Swaraj, il ministro degli Esteri dell’India – qui il comunicato.

Mercoledì invece ho presieduto il Consiglio con l’Armenia (qui la conferenza stampa col ministro degli Esteri Zohrab Mnatsakanyan), e in settimana ho firmato un accordo per rafforzare la cooperazione tra l’Unione europea e l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (qui i dettagli). Mercoledì ho anche incontrato il ministro degli Esteri del Qatar Mohammed bin Abdulrahman Al Thani (qui il comunicato).

Di come proteggere gli interessi economici europei puntando su cooperazione e multilateralismo ho discusso martedì con un gruppo di rappresentanti di imprese italiane ed europee, in un incontro organizzato dal Club Ambrosetti. Venerdì ho partecipato al Transatlantic Strategic Dialogue dell’Aspen Institute: un’occasione per incontrare tanti interlocutori arrivati a Bruxelles da oltreoceano, e per parlare di rapporti tra Stati Uniti e Unione europea.

Un’ultima cosa importante: domani ospiterò i presidenti di Serbia e Kosovo, Aleksandar Vucic e Hashim Thaci, per continuare a lavorare alla normalizzazione delle relazioni tra Belgrado e Pristina (qui il comunicato).