Una forza di pace e sicurezza, anche dopo Brexit

Una forza di pace e sicurezza, anche dopo Brexit

Scrivo dopo la prima riunione del Consiglio europeo a 27, senza la Gran Bretagna, per decidere insieme la nostra posizione nei negoziati sulla Brexit. Oggi ho visto una grande unità e la consapevolezza della responsabilità – per noi che rimaniamo – di far funzionare al meglio la nostra Unione, per il bene dei cittadini europei e per promuovere pace e sviluppo nel mondo. L’Unione Europea resterà infatti, anche senza la Gran Bretagna, la seconda economia del mondo, il più grande mercato, il più grande motore di sviluppo e di cooperazione sulla terra. Qui quello che ho detto ai giornalisti arrivando all’incontro.

Nei giorni scorsi ero invece a Malta, per la riunione informale dei ministri degli Esteri e della Difesa dei Ventotto. Tre giorni di lavoro comune che hanno portato alcuni risultati importanti.

Sulla difesa, innanzitutto. Abbiamo deciso di continuare a procedere verso una vera Unione Europea della sicurezza e della difesa: stiamo preparando una “cooperazione rinforzata” tra Stati membri sulla difesa e un meccanismo annuale di coordinamento delle spese militari, per dare più sicurezza agli europei e investire in modo più efficiente. E stiamo rimuovendo gli ostacoli che finora hanno impedito di usare i “battlegroup”, la forza di reazione rapida europea. Qui l’arrivo alla riunione dei ministri della Difesa e la conferenza stampa finale.

E qui la visita alla nave San Giusto dell’Operazione dell’Unione Europea Sophia, che continua a salvare vite nel Mediterraneo, arrestare trafficanti e aiutare la guardia costiera libica a fare lo stesso all’interno delle loro acque territoriali.

Ma non ci siamo occupati solo di difesa. Con i ministri degli Esteri ieri abbiamo concordato una posizione comune sullo stato dell’arte e il futuro dei nostri rapporti con la Turchia, in particolare dopo il referendum sulle modifiche costituzionali nel paese. Ne ho poi parlato direttamente con il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu, in una riunione bilaterale che abbiamo avuto a Malta ieri sera. Qui l’arrivo all’incontro dei ministri degli Esteri e la conferenza stampa conclusiva.

A Malta hanno partecipato a parte dei nostri lavori anche i ministri degli altri paesi candidati a entrare nell’Unione Europea, dei Balcani. Una regione fondamentale per l’Europa, e dalla quale in questi giorni vengono notizie estremamente negative – qui il mio comunicato, insieme a Johannes Hahn, sulla situazione a Skopje.

Infine, a Malta ho partecipato alla Conferenza Interparlamentare, incontrando delegazioni del Parlamento Europeo e dei parlamenti nazionali per un confronto sulla nostra politica estera e di sicurezza comune. Qui il video del mio discorso di apertura e del botta e risposta coi parlamentari.