A Malta, coi nostri partner africani e libici

A Malta, coi nostri partner africani e libici

Scrivo in viaggio verso gli Stati Uniti, dove avrò una serie di primi incontri con la nuova Amministrazione americana, a partire dal segretario di Stato Rex Tillerson e dal National Security Advisor Michael Flynn. Ne scriverò nei prossimi giorni.

Ma oggi voglio raccontare innanzitutto una giornata importante di lavoro con la Presidenza maltese e con i nostri partner libici e africani. Prima all’incontro per fare il punto sul lavoro sulla migrazione che stiamo facendo insieme – Europa, Africa, organizzazioni internazionali come l’Agenzia Onu per i rifugiati (Unhcr) e l’Organizzazione per le migrazioni (Iom) – dopo il vertice di Valletta di un anno fa: smantellare le reti dei trafficanti, salvare vite, investire nello sviluppo locale. Un lavoro che inizia a dare i primi frutti, e che continueremo a portare avanti insieme. Cooperazione, partenariato, rispetto: questa è la via europea alla gestione delle migrazioni, ed è anche per questo che il nostro lavoro acquista un’importanza particolare, in un mondo che sempre più si chiude nell’illusione dei muri. Qui il video del mio intervento oggi a Malta.

E il segno della cooperazione, del rispetto e del partenariato è anche quello che oggi ci ha portato a bordo della nave San Giorgio per consegnare, insieme al primo ministro maltese Joseph Muscat e al ministro della Difesa italiano Roberta Pinotti, i diplomi di fine corso al primo gruppo di guardiacoste libici addestrati dall’Operazione dell’Unione Europea Sophia. Nelle acque internazionali abbiamo in questo anno salvato più di 33.000 persone, consegnato alla giustizia più di 100 sospetti trafficanti, reso inutilizzabili quasi 400 imbarcazioni. Ora, con la formazione della guardia costiera libica, rafforzeremo la capacità dei nostri partner di operare nelle acque territoriali e sulle coste del paese, con una particolare attenzione agli standard di diritti umani, sui quali abbiamo lavorato con le agenzie delle Nazioni Unite competenti. Qui il video del mio intervento sul ponte della San Giorgio, qui la conferenza stampa.

Ma il nostro lavoro con la Libia non si limita alla gestione dei flussi migratori: pace, sicurezza, sviluppo, ed un processo politico in grado di unire il Paese, sono al centro del nostro impegno europeo per il paese. Di questo abbiamo parlato anche lunedì a Bruxelles, coi ministri degli esteri dei Ventotto al Consiglio Affari Esteri (qui le conclusioni del Consiglio sulla Libia). Un Consiglio in cui abbiamo lavorato anche sulla situazione in Ucraina e sul Processo di Pace in Medio Oriente (qui il comunicato sulla decisione israeliana di legalizzare colonie in territorio palestinese). Qui i video delle mie conferenze stampa prima e dopo il Consiglio.

Altre piccole grandi cose da raccontare di questi ultimi giorni: la soluzione (dopo tanto lavoro di mediazione) della vicenda del ponte di Mitrovica; l’incontro con il ministro degli Esteri della Bosnia Erzegovina Igor Crnadak (qui il comunicato); il lavoro con il Marocco per rilanciare le nostre relazioni bilaterali ed il nostro lavoro regionale; la visita del presidente dell’Azerbaijan Ilham Aliyev e del nuovo presidente della Moldova Igor Dodon per discutere di come rafforzare il nostro partenariato; la visita di un ragazzo e una ragazza colombiani che sono riusciti a sottrarre la propria vita alla guerriglia delle Farc, e oggi guardano al futuro – loro e del loro paese – con la speranza della pace e della riconciliazione.