In Messico e Colombia, con qualche buona notizia

In Messico e Colombia, con qualche buona notizia

Scrivo di ritorno da Bogotà, dove ho portato tutto il sostegno – politico ed anche finanziario – dell’Unione Europea al processo di pace in corso in Colombia. Uno dei conflitti più lunghi e dolorosi del nostro tempo può arrivare nelle prossime settimane a conclusione, con gli ultimi passi del lungo negoziato con le Farc all’Havana.

Colombia ninosEd è incontrando i bambini vittime del conflitto, usciti dalla violenza della guerriglia o delle bande criminali, che più si capisce il senso del nostro lavoro: portare aiuto, nell’immediato, sostenendo i tanti progetti che salvano o migliorano la vita delle persone – a partire dallo sminamento della terra più minata del mondo dopo l’Afghanistan. E, insieme, lavorare con la politica e la diplomazia perché il conflitto finisca.

Di questo abbiamo parlato ieri con il Presidente Juan Manuel Santos, la ministra degli esteri María Ángela Holguín, il ministro per il post conflitto Rafael Pardo. Portando tutto il nostro sostegno al negoziato, e lavorando già ai progetti per la riconciliazione e la rinascita del paese. Qui il video della conferenza stampa.

Prima della Colombia, la mia sesta visita in America Latina mi aveva portato in Messico, per incontrare il presidente Enrique Peña Nieto, la ministra degli esteri Claudia Ruiz Massieu, e annunciare l’avvio dei negoziati per un nuovo accordo bilaterale. Insieme al ministro degli interni Miguel Ángel Osorio Chong abbiamo poi aperto il dialogo Messico-Unione Europea su sicurezza e giustizia.

Ma a Città del Messico ho anche incontrato molte organizzazioni della società civile, impegnate in particolare nella difesa dei diritti umani. E ho portato la voce dell’Unione Europea all’assemblea della Cepal, la Commissione economica per l’America Latina e i Caraibi: qui il video del mio intervento.