Dalla Siria alla Corea, le giornate di Monaco

Dalla Siria alla Corea, le giornate di Monaco

Sono stati giorni intensi alla Security Conference di Monaco. Del lavoro sulla Siria e sul Medio Oriente ho già raccontato. Ma sono stati moltissimi gli incontri bilaterali e le altre occasioni di confronto: la conversazione con Javad Zarif sull’Iran e il futuro della regione, il coordinamento con Jens Stoltenberg sul lavoro della Nato e dell’Unione Europea nell’Egeo, l’incontro con la delegazione del Parlamento della Libia sul futuro del paese ed il sostegno della comunità internazionale al prossimo governo di unità nazionale.

E poi gli incontri con il Presidente dell’Ucraina Petro Poroshenko, con il Presidente della Slovenia Borut Pahor, con il Presidente della regione del Kurdistan iracheno Masoud Barzani, con il Primo Ministro della Georgia Giorgi Kvirikashvili, con il ministro degli esteri della Moldova Andrei Galbur. Con il ministro degli esteri dell’Egitto Sameh Shoukry ho sollevato la necessità di una piena collaborazione con le autorità italiane per fare chiarezza sulla morte di Giulio Regeni.

Con il ministro degli esteri della Repubblica di Corea Yun Byung-se abbiamo coordinato una risposta comune alle inaccettabili attività nucleari della Corea del Nord. Ho visto il Primo Ministro della Bosnia Herzegovina Denis Zvizdic, la cui candidatura a paese candidato a membro dell’UE riceveremo lunedì a Bruxelles, e Tzipi Livni, con la quale è stato un piacere parlare delle prospettive del processo di pace tra Israele e Palestina. E ancora, molti incontri informali e molte occasioni di parlare con la stampa: qui sotto qualche frammento dall’intervista alla Bbc.

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