A New York per la Siria, tra geopolitica e vite umane

A New York per la Siria, tra geopolitica e vite umane

Oggi a New York, per l’incontro del Gruppo Internazionale di Sostegno per la Siria insieme a John Kerry, Sergei Lavrov, Ban Ki-moon e i Ministri degli Esteri degli altri paesi con i quali nei mesi scorsi a Vienna abbiamo avviato il negoziato per una soluzione della crisi siriana. Oggi abbiamo concordato l’avvio del dialogo tra rappresentanti del regime e dell’opposizione a gennaio, ed in parallelo il lavoro su un cessate il fuoco che consenta di unire le forze contro Daesh e di garantire accesso umanitario. Perché mentre ragioniamo di geopolitica, la priorità è e resta salvare la vita di centinaia di migliaia di persone.

L’obiettivo è quello di avviare la transizione politica a Damasco, sostenuta dall’approvazione – già oggi – di una Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che sostenga e accompagni questo processo. Un percorso difficile perché le posizioni, fuori e dentro la Siria, restano diverse. Ma un passo importante e nella giusta direzione, perché è solo la strada della diplomazia e del multilateralismo che potrà portare pace alla Siria, e sicurezza a tutta la regione.