Non possiamo scegliere in che epoca vivere. Ma possiamo cambiare la nostra epoca

Non possiamo scegliere in che epoca vivere. Ma possiamo cambiare la nostra epoca

Scrivo dopo una settimana trascorsa tra Bruxelles e la Germania, conclusa con un Consiglio europeo che aveva in agenda tante questioni importanti per la sicurezza degli europei e del mondo.

A partire dalla Corea del Nord: i capi di governo dei Ventotto hanno sostenuto la nostra decisione di imporre nuove sanzioni contro Pyongyang, nel tentativo di aprire un canale di dialogo per uscire dalla crisi (qui le conclusioni del Consiglio). Venerdì pomeriggio, qui a Bruxelles, ne ho parlato anche con il ministro degli Esteri della Corea del Sud, Kang Kyung-wha (qui c’è il comunicato).

Il Consiglio ha anche dato il suo sostegno al lavoro che stiamo facendo per preservare l’accordo sul nucleare iraniano, per gestire i flussi migratori e per lo sviluppo del continente africano. Ne parlo qui con i giornalisti.

E poi abbiamo confermato che entro la fine dell’anno saremo in grado di avviare, per la prima volta nella storia dell’Unione, una Cooperazione permanente tra Stati membri sulla difesa. È il completamento di un lavoro che va avanti da quasi due anni, ma anche l’inizio di un capitolo nuovo, per un’Unione che sia ancora di più forza di pace e di sicurezza per gli europei e per il mondo.

Altre tre cose importanti di questi giorni. Oggi, a Ginevra, l’Unione europea ha ospitato insieme al Kuwait una conferenza per aiutare i profughi Rohingya in fuga dal Myanmar. Abbiamo annunciato altri 30 milioni di aiuti per i Rohingya in Bangladesh, qui il comunicato. E della situazione in Myanmar – anche in vista del vertice Europa-Asia che si terrà lì a novembre – ho discusso mercoledì scorso con Aung San Suu Kyi (qui il comunicato).

Martedì invece ero in Germania, dove ho ricevuto il premio “Imperatore Ottone” della città di Magdeburgo. Un premio dedicato all’integrazione europea e all’unificazione del nostro continente: qui il mio discorso, e qui la laudatio di Ursula von der Leyen.

Mercoledì, di ritorno a Bruxelles, ho partecipato a “Europe Together” – uno degli eventi organizzati dal gruppo dei Socialisti e Democratici per definire il cammino da qui alle elezioni europee del 2019. C’erano tanti ragazzi con la voglia di fare qualcosa di bello e di utile per migliorare i nostri tempi difficili. Perché nessuno di noi può scegliere il tempo in cui vivere – ma possiamo scegliere di provare a cambiare il nostro tempo, insieme. Qui il mio intervento, testo e video.