A Parigi, per una politica estera sempre più europea

A Parigi, per una politica estera sempre più europea

Ieri in visita ufficiale in Francia, per incontrare il primo ministro Manuel Valls e il Ministro degli Esteri Jean-Marc Ayrault. Dall’Africa alla Libia, dalla Siria all’Ucraina, dal contrasto al terrorismo alla gestione dei flussi migratori, molti e fondamentali sono i settori su cui la Francia contribuisce in modo determinante alle politiche europee. E la Francia che ho incontrato ieri, con la quale lavoro ogni giorno, sa molto bene che se vuole dare risposte vere – e durature – alle priorità dei propri cittadini, è solo attraverso un forte investimento nelle politiche comuni europee che può farlo.

È stato così per l’accordo sul clima, formalmente firmato proprio ieri a New York da tutti i capi di stato e di governo, raggiunto a Parigi grazie ad un lavoro di mesi che l’Europa ha portato avanti insieme, con una grande capacità di coordinamento che ha fatto la differenza. Ora dobbiamo mettere la stessa determinazione nell’applicare da subito l’accordo: ne ho scritto qui insieme a Miguel Arias Cañete, Commissario per il clima e l’energia.

E l’accordo sul clima è uno dei successi della politica estera europea che Obama ha ricordato proprio ieri da Londra, insieme all’accordo sul nucleare iraniano. Il presidente ha ripetuto ai nostri amici britannici che l’Unione non indebolisce ma rafforza la voce degli Stati Membri nel mondo. L’ho voluto citare in apertura del mio intervento alla conferenza annuale del nostro Istituto di Studi Strategici (EUISS): i nostri partner globali chiedono un’Europa unita, perché solo così saremo in grado di far fronte alle sfide che tutti insieme ci troviamo davanti. Sta a noi rispondere a questo appello. Sta a noi preservare e rinnovare la nostra Unione, ogni giorno.