In partenza per l’Asia centrale, per la pace in Afghanistan

In partenza per l’Asia centrale, per la pace in Afghanistan

Scrivo in partenza per Tashkent – in Asia centrale, Uzbekistan – dove aprirò insieme al presidente afghano Ashraf Ghani la conferenza internazionale per avviare un processo di pace in Afghanistan.

La settimana scorsa era invece iniziata con il Consiglio dei ministri degli Esteri dell’Unione, dove abbiamo lavorato sulla Siria, la Corea del Nord, l’accordo sul nucleare iraniano, la situazione in Ucraina e la nostra reazione all’attacco di Salisbury. Qui le parole che ho scambiato con i giornalisti all’inizio della giornata, qui la conferenza stampa finale. E qui il punto stampa che abbiamo fatto con il ministro degli Esteri coreano Kang Kyung-wha, che è stata nostra ospite al consiglio per parlare di come l’Unione Europea può continuare a sostenere e accompagnare efficacemente il lavoro della diplomazia nella penisola coreana.

Al Consiglio è stato con noi anche Staffan de Mistura, l’inviato speciale dell’Onu per la Siria, per preparare insieme la seconda conferenza di Bruxelles sulla Siria, che ospiteremo tra un mese esatto. Riuniremo la comunità internazionale per affrontare il dramma umanitario in corso nel paese, mobilitando risorse per gli aiuti, ma anche per provare a rilanciare le trattative diplomatiche per mettere fine alla guerra. E di Siria ho parlato anche mercoledì con Peter Maurer, della Croce rossa internazionale.

Coi ministri degli Esteri abbiamo discusso anche del lavoro per preservare l’accordo sul nucleare iraniano, dopo che nei giorni precedenti, a Vienna, tutti i firmatari dell’accordo hanno confermato che l’Iran sta rispettando i propri impegni. Dato certificato anche dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica con dieci rapporti: martedì a Bruxelles ne ho parlato con Yukiya Amano, il direttore dell’Aiea.

Ancora in Medio Oriente: martedì, insieme al ministro degli Esteri norvegese Ine Eriksen Soreide, ho ospitato la riunione dei donatori internazionali per la Palestina. È la seconda riunione del Comitato dei donatori che teniamo a Bruxelles nel giro di poche settimane, per affrontare una situazione difficilissima sia sul piano umanitario sia su quello politico. Qui la nostra conferenza stampa.

Infine, è stata una settimana dedicata ai Balcani, di cui abbiamo discusso anche al Consiglio Europeo giovedì e venerdì con i capi di stato e di governo dei 28 paesi membri dell’Unione (qui il mio punto stampa al Consiglio europeo). Martedì, al Parlamento europeo, con il premier albanese Edi Rama e il ministro degli Esteri Ditmir Bushati, insieme ad Antonio Tajani e David Sassoli, abbiamo discusso di come procedere sulla strada dell’integrazione nell’Unione Europea del paese nei prossimi mesi. Qui il mio intervento sull’Albania.

Sempre nei Balcani, due cose importanti nella settimana che si è conclusa: il parlamento del Kosovo ha ratificato finalmente l’accordo di demarcazione dei confini con il Montenegro (qui il comunicato). E venerdì ho ospitato i due presidenti di Serbia e Kosovo, Aleksandar Vucic e Hashim Thaci, per portare avanti insieme il lavoro verso una normalizzazione dei rapporti tra Belgrado e Pristina. Qui il comunicato.