Prima di partire per l’Iran e il Sud-Est asiatico

Prima di partire per l’Iran e il Sud-Est asiatico

Si chiude una settimana ancora intensa, prima di altri due viaggi che dalla prossima settimana mi porteranno di nuovo in Iran, per la cerimonia di inaugurazione del presidente Hassan Rouhani (qui il comunicato) e poi a Manila per il vertice tra Unione Europea e ASEAN e per partecipare al Forum regionale dell’ASEAN.

Sarà un’occasione anche per discutere con i nostri partner asiatici ed internazionali della situazione nella penisola Coreana. Qui il nostro comunicato in reazione all’ultimo test che la Corea del Nord ha effettuato venerdì.

Dall’altra parte del mondo, il voto di oggi in Venezuela rischia di far crescere ulteriormente la tensione nel paese. Qui la mia dichiarazione a nome dei Ventotto paesi dell’Unione Europea.

Per venire più vicini a noi, nei giorni scorsi, a Bruxelles, abbiamo preso una decisione importante: martedì abbiamo prolungato il mandato dell’Operazione Sophia, che da due anni combatte i trafficanti di uomini nel Mediterraneo e salva vite umane. Abbiamo deciso di ampliare i compiti della missione, con un migliore addestramento della guardia costiera libica. Qui la decisione del Consiglio.

Lunedì e martedì abbiamo riunito a Bruxelles il Consiglio di associazione tra Egitto e Unione europea, per la prima volta dall’inizio delle rivolte nel mondo arabo. Qui la conferenza stampa.

Negli stessi giorni abbiamo tenuto il Dialogo politico tra Turchia e Unione Europea: qui la conferenza stampa finale con il ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu e quello per l’Europa Omer Celik.

Egitto e Turchia sono due partner fondamentali per affrontare le principali crisi in Medio Oriente e Nord Africa: abbiamo discusso soprattutto della guerra in Siria, delle tensioni a Gerusalemme, della crisi nel Golfo al mio rientro dal Kuwait, e della situazione in Libia, insistendo con entrambi sulla necessità di accompagnare e favorire il dialogo tra Fayez Serraj e Khalifa Haftar, per arrivare ad un accordo sostenibile nel tempo che consenta al paese di trovare unità ed un governo dell’intero territorio. Sulla Libia, abbiamo preso come Unione Europea l’importante decisione di finanziare un progetto da 46 milioni di euro per il controllo delle frontiere libiche (qui il comunicato).

Infine, un incontro importante: quello con il segretario generale di Amnesty International, Salil Shetty. Gli ho ribadito che tutti gli attivisti per i diritti umani potranno sempre contare sul sostegno e la protezione dell’Unione Europea, ovunque nel mondo.