Perché un incontro delle donne ministro degli Esteri

Perché un incontro delle donne ministro degli Esteri

Scrivo in viaggio tra Montreal e New York, dove inizia oggi una settimana intensissima di lavoro per l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. A Montreal, in Canada, in questi ultimi due giorni abbiamo riunito per la prima volta tutte le donne ministro degli Esteri, insieme al ministro degli Esteri canadese Chrystia Freeland.

L’idea ci è venuta prima di tutto perché, nel nostro lavoro quotidiano, vediamo il contributo speciale che le donne sanno portare in politica estera, in un negoziato di pace, in un percorso di riconciliazione nazionale. Per questo abbiamo parlato delle grandi crisi internazionali, dalla Siria all’Ucraina, non solo tra noi ma invitando donne che lavorano per risolvere i conflitti, e che vogliamo sostenere nel loro difficilissimo ma importantissimo lavoro.

Ma ci siamo volute incontrare anche per raccontare le nostre storie alle ragazze e alle donne di tutto il mondo: dimostrare che non ci sono mestieri “da uomo”, e che ogni ragazza ha il diritto di fare ciò che vuole della propria vita. Continueremo a lavorare insieme, nelle prossime settimane e con un nuovo incontro il prossimo anno. Qui il mio intervento in apertura dell’incontro, qui la conferenza stampa finale.

In Canada abbiamo anche voluto ricordare una strage di quasi trent’anni fa, al Politecnico di Montreal: quattordici ragazze uccise per il solo fatto di essere donne, studentesse, libere e intelligenti. Qui il video.

La settimana era iniziata invece a Bruxelles, dove abbiamo presentato la nostra Strategia per rafforzare le connessioni tra Europa e Asia. È uno dei temi decisivi per il futuro delle nostre economie: le grandi infrastrutture che collegano i nostri continenti serviranno a creare nuove opportunità e nuovi posti di lavoro, in Europa come in Asia. Qui la conferenza stampa sulla Strategia.

A Bruxelles, nel corso della settimana, ho incontrato il Segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, il nuovo ministro degli Esteri colombiano Carlos Holmes Trujillo, il ministro degli Esteri dell’Oman Yousef bin Alawi bin Abdullah, il ministro degli esteri del Nepal Pradeep Kumar Gyawali. E ho parlato con il premier ucraino Volodymyr Groysman e con il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu, per discutere la situazione a Idlib.

Da Bruxelles a Salisburgo, mercoledì, per discutere di migrazioni e del lavoro che stiamo facendo con l’Africa insieme ai capi di Stato e di governo dell’Unione europea. Qui le parole che ho scambiato con i giornalisti in apertura dell’incontro.

Nei prossimi giorni, e già a partire da oggi, porteremo avanti la nostra cooperazione a tre con l’Unione africana e le Nazioni Unite, ai margini dell’Assemblea generale dell’Onu a New York. E come ogni anno, l’Assemblea generale sarà l’occasione per lavorare su tutti i temi più importanti per l’Europa e per il mondo.