Risultati concreti sulla difesa europea

Risultati concreti sulla difesa europea

Negli ultimi giorni il lavoro è stato particolarmente intenso, con risultati importanti e concreti sulla difesa europea. Abbiamo fatto passi avanti che fino a solo un anno fa sarebbero sembrati del tutto impossibili.

Giovedì scorso, a Bruxelles, è nato il primo centro di comando unico per le missioni militari europee di addestramento e assistenza: quando abbiamo cominciato a parlarne, qualche mese fa, mi sono sentita dire che ci sarebbero voluti anni. Ci abbiamo messo qualche settimana. Qui il comunicato ufficiale.

Sempre giovedì ero a Saragozza, in Spagna, per inaugurare il primo centro di addestramento europeo per il trasporto aereo militare. Fino a qualche anno fa, gli equipaggi dei paesi europei dovevano andarsi ad addestrare negli Stati Uniti. Oggi finalmente possono farlo in Europa, in una struttura comune per tutti gli Stati membri, che sta già generando interesse anche fuori dall’Unione Europea. Qui il mio discorso a Saragozza.

Mercoledì, invece, ero a Bruxelles per inaugurare ufficialmente il Fondo europeo per la difesa, che finanzierà progetti comuni di ricerca e di sviluppo industriale nel settore militare (qui la conferenza stampa con Jyrki Katainen). Sono tutti passi concreti e importanti verso un’Unione Europea della sicurezza e della difesa: è la risposta migliore al bisogno di sicurezza dei cittadini europei e dei nostri partner, ma anche a chi accusa la nostra Unione di essere troppo lenta e burocratica. Le cose cambiano, quando c’è la volontà di farle cambiare per il meglio. Ne ho parlato venerdì alla Conferenza di Praga sulla sicurezza (qui il mio discorso), e ieri in Finlandia insieme al presidente Sauli Niinistö (alla conferenza di Kultaranta, qui). E qui il documento sul futuro della difesa europea che abbiamo presentato con la Commissione europea in questi giorni.

Altre due cose importanti da raccontare sul lavoro di questi ultimi giorni: innanzitutto, le nostre politiche per lo sviluppo. I paesi dell’Unione Europea, insieme, investono in cooperazione allo sviluppo più di tutto il resto del mondo messo assieme. Mercoledì, per la prima volta nella nostra storia, abbiamo approvato una strategia comune per le politiche di sviluppo non solo di tutte le istituzioni europee, ma anche di tutti gli Stati Membri. Ne ho parlato alle Giornate europee per lo sviluppo, qui il video. E sempre mercoledì ho presentato, insieme alla Commissione, una proposta per rafforzare la “resilienza” dei nostri partner nel mondo. Dietro una parola difficile si nasconde un’idea semplicissima: quasi un quarto della popolazione mondiale vive in situazioni di fragilità che, se non affrontate, potrebbero trasformarsi in nuove guerre, nuove crisi umanitarie, nuove crisi dei rifugiati. L’Unione Europea ha a disposizione un mix unico al mondo di strumenti per evitare queste crisi del futuro. Qui il comunicato sulle nostre proposte.

Alle Giornate dello sviluppo ho avuto modo di incontrare alcuni dei nostri partner: Alpha Condé, presidente della Guinea e dell’Unione africana, Macky Sall, presidente del Senegal, e Daniel Kablan Duncan, il vice presidente della Costa d’Avorio, con cui stiamo organizzando il prossimo vertice Unione Europea-Africa. Con il Commissario dell’Agenzia ONU per i profughi palestinesi, Pierre Krähenbühl, abbiamo firmato un nuovo accordo per il sostegno dell’Unione Europea al lavoro dell’UNRWA (qui il comunicato).

Ultima cosa, ma estremamente importante. In questi ultimi giorni abbiamo lavorato molto con i nostri partner nel Golfo per evitare ulteriori tensioni dopo la decisione dell’Arabia Saudita e di altri paesi di rompere le relazioni col Qatar. Ho ricevuto venerdì a Bruxelles il Ministro degli Esteri del Qatar Mohammad al Thani, e parlato più volte con il Ministro degli Esteri dell’Arabia Saudita Adel al Jubeir, invitandoli a seguire la strada del dialogo e ad accettare la mediazione offerta dal Kuwait. Ne ho parlato con il Ministro degli Esteri del Kuwait, Sabah al Khalid al Sabah, offrendogli tutto il sostegno che l’Unione Europea può dare per evitare che la crisi si approfondisca ulteriormente, e per trovare una via politica per risolvere le tensioni in un’area cruciale per la sicurezza, la stabilità, l’economia di gran parte del mondo – inclusa l’Europa. Qui la mia conferenza stampa.

Ed oggi continueremo certamente a parlarne a Oslo, dove incontrerò tra gli altri il Ministro degli Esteri Javad Zarif – a cui ho espresso le mie condoglianze per l’attentato a Tehran la settimana scorsa. La visita in Norvegia sarà per me l’occasione per partecipare all’Oslo Forum, e di rendere omaggio alle vittime dell’attentato di Utoya, che sei anni fa portò via la vita a così tanti giovani che avevano deciso di dedicare una parte importante del loro tempo alla politica del loro paese, e a migliorare il nostro mondo.