Una settimana di lavoro coi Balcani, un anno decisivo per la regione

Una settimana di lavoro coi Balcani, un anno decisivo per la regione

Scrivo in partenza per il Sud-Est asiatico: prima il Bangladesh, dove visiterò uno dei campi che ospitano i profughi Rohingya, e poi il Myanmar, per il vertice ministeriale Europa-Asia.

Questi ultimi giorni – dopo la storica decisione di avviare una Cooperazione strutturata permanente sulla difesa – li ho dedicati al lavoro coi nostri partner nei Balcani. Il 2018 può essere un anno decisivo per tutta la regione, nel suo cammino verso l’Unione europea, e vogliamo accompagnare questo cammino con una nuova strategia dell’Unione verso i Balcani, che prepareremo per febbraio.

Tutti i nostri partner hanno fatto passi avanti importanti, che ora possono consolidarsi e rendere il percorso verso l’Unione Europea irreversibile. Skopje ad esempio, che è uscita da una lunga crisi politica e ora sta portando avanti riforme importanti. Martedì ho incontrato il vicepremier Bujar Osmani e il ministro degli Esteri Nikola Dimitrov – qui il comunicato.

Mercoledì ho presieduto il Consiglio di associazione e stabilizzazione con l’Albania, insieme al ministro degli Esteri Ditmir Bushati. Tirana ha avviato riforme significative sulle giustizia, la lotta alla corruzione, alla criminalità organizzata e al traffico di droga. E su tutte le principali questioni di politica estera, Albania e Unione europea sono allineate al cento per cento. Anche per questi motivi, ho confermato la nostra determinazione a portare avanti il percorso di integrazione europea dell’Albania. Qui la conferenza stampa dopo il Consiglio.

Giovedì ho presieduto il Consiglio di associazione e stabilizzazione con la Serbia, con la premier Ana Brnabic. Con lei e col presidente Aleksandar Vučić il giorno prima ho parlato del percorso della Serbia verso l’Unione europea: il governo serbo sta mostrando la volontà politica di portare avanti riforme in molti settori – dall’economia alla giustizia – non solo per avvicinarsi all’Unione, ma soprattutto perché è nell’interesse del paese e dei cittadini. Qui la conferenza stampa, qui il comunicato sull’incontro con Vučić.

Ma ovviamente abbiamo lavorato molto anche sul dialogo tra Belgrado e Pristina: i due presidenti si sono impegnati a portare il dialogo in una fase nuova, verso una piena normalizzazione dei rapporti. E la volontà politica delle due parti è fondamentale per raggiungere l’obiettivo che loro stessi hanno fissato.

Ne abbiamo parlato anche venerdì al Consiglio di associazione e stabilizzazione col Kosovo, che ho presieduto insieme al premier Ramush Haradinaj. E anche col Kosovo abbiamo discusso delle riforme da portare avanti, dalla pubblica amministrazione all’economia. Qui il comunicato.

Un’ultima cosa importante: giovedì, insieme al sottosegretario agli Esteri cileno Edgardo Riveros, abbiamo avviato i negoziati per modernizzare il nostro accordo commerciale col Cile. Un segno della nostra vicinanza al paese e a tutta l’America Latina: qui il comunicato.