Siria, una speranza da alimentare (e poi Turchia e Argentina)

Siria, una speranza da alimentare (e poi Turchia e Argentina)

Scrivo da Buenos Aires, dove sono appena arrivata per la prima visita ufficiale mai fatta in Argentina da un Alto Rappresentante dell’Unione Europea. Incontrerò il Presidente Mauricio Macri, il Ministro degli Esteri (e mia amica) Susana Malcorra, molti altri rappresentanti del governo e di diverse realtà della società argentina.

Gli ultimi due giorni li ho trascorsi tra Bruxelles e Strasburgo: ieri al Parlamento Europeo per un dibattito in plenaria sulla Siria (qui quello che ho detto in apertura e in chiusura del dibattito), e per la riunione settimanale del College della Commissione.

Lunedì tutto il giorno (e parte della notte) al Consiglio Europeo, preceduto da un incontro con il Primo Ministro turco Ahmet Davutoğlu per discutere delle possibilità di gestione comune di un flusso di rifugiati senza precedenti, che riguarda tanto la Turchia quanto l’Unione Europea, ed altri paesi della regione (sarò in visita in Libano e Giordania nelle prossime settimane). Per me, l’incontro è stato anche l’occasione per discutere con le autorità turche della necessità di rafforzare il cessate il fuoco in Siria e lavorare affinché i negoziati a Ginevra possano riprendere; ma anche della necessità per la Turchia di rispettare gli standard europei sullo stato di diritto e sui diritti fondamentali, a partire dalla libertà di stampa e di associazione, e di affrontare la necessità di riprendere il processo di pace con i curdi.

Di questo ho parlato anche con Selahattin Demirtaş, leader del principale partito di opposizione, durante l’incontro del Pse che ha preceduto il Consiglio Europeo (in basso a destra nella foto qui sopra).