Europa e Sud Africa, una sfida comune: restare “uniti nella diversità”

Europa e Sud Africa, una sfida comune: restare “uniti nella diversità”

Scrivo oggi tra Johannesburg e Pretoria, da una terra che per la mia generazione è legata indissolubilmente all’esempio e alla memoria di Nelson Mandela. Tre anni dopo l’ultimo incontro, ho co-presieduto il dialogo ministeriale tra Unione Europea e Sud Africa con la Ministra degli Esteri Maite Nkoana-Mashabane. Il Sud Africa è l’unico partner strategico dell’Ue nel continente africano e i settori in cui cooperiamo sono molti, dall’economia alla ricerca, fino ai grandi temi globali come i cambiamenti climatici e gli obbiettivi di sviluppo sostenibile. La nostra è una cooperazione che ha radici solide e si basa su una lunga amicizia, ma è tanto più importante oggi in un momento di grande instabilità in diverse aree del mondo. Condividiamo gli stessi valori, a partire dalla centralità dei diritti umani e della lotta alle disuguaglianze, ma anche difficoltà che in alcuni casi sono parallele, se parliamo di occupazione dei giovani o di pieno accesso alle opportunità. O, ancora, della necessità di coltivare e preservare la nostra rispettiva “unità nella diversità”, combattendo ogni forma di razzismo e discriminazione.

Del resto questo è un Paese che solo vent’anni fa è uscito dal più odioso dei regimi di separazione razziale. E ancora deve consolidare conquiste che non vanno mai date per scontate. L’ho visto ieri a Soweto, da dove ho iniziato la mia visita in Sud Africa, visitando il quartiere con Antoinette, la sorella di Hector Pieterson, ucciso nel 1976 nella rivolta che diede inizio alla battaglia contro l’apartheid. Insieme siamo state anche al museo dedicato a Hector, morto ad appena 13 anni. Non era un eroe ma lo è diventato, mi ha detto Antoinette, e non è morto invano.

Ma la sua memoria, 40 anni dopo, va coltivata così come la memoria delle battaglie pacifiche condotte da Madiba, mentre il Sud Africa è attraversato da nuove tensioni. Dobbiamo continuare a lavorare sul valore della diversità nelle nostre società, a garantire pari diritti, a risolvere i conflitti con la mediazione e il confronto invece che con lo scontro o la violenza. Di questo, dei rapporti tra Sud Africa e Europa, di quel “nuovo ordine mondiale” invocato da Mandela vent’anni fa, nella sua famosa lectio all’Università di Oxford, abbiamo parlato ieri all’Università Witwatersrand di Johannesburg. Qui il video.