Due buone notizie dai Balcani e dall’Asia

Due buone notizie dai Balcani e dall’Asia

Scrivo alla fine di una settimana di lavoro con tanti dei nostri partner – dai nostri vicini orientali ai paesi del Sud-Est asiatico, con alcuni risultati importanti e buone notizie. Venerdì sera il parlamento di Skopje ha fatto un passo avanti verso il cambio del nome del paese in “Macedonia del Nord”, come concordato l’estate scorsa con la Grecia. È un passaggio decisivo per la stabilità del nostro continente e per avviare i negoziati di ingresso della futura Macedonia del Nord nell’Unione europea. Qui il mio comunicato. La seconda buona notizia è che abbiamo firmato un accordo commerciale con Singapore: un accordo di tipo nuovo, per un commercio che sia allo stesso tempo libero ed equo, con più protezione per i lavoratori, per i nostri prodotti tipici e per l’ambiente. Qui i dettagli. Abbiamo firmato l’accordo con Singapore a margine del vertice Europa-Asia, un incontro con cinquantuno paesi dei nostri due continenti. Ci siamo occupati soprattutto di Corea del Nord, discutendone in particolare col presidente sudcoreano Moon Jae-in, e di rendere i nostri rapporti commerciali più forti e più giusti. Qui il comunicato su tutti gli incontri che ho avuto a margine del vertice, e su un accordo per la protezione dell’ambiente in Vietnam. La settimana era iniziata a Lussemburgo, con la riunione dei ministri degli Esteri degli Stati membri dell’Unione. Insieme ai ministri abbiamo incontrato Filippo Grandi e Antonio Vitorino, che guidano le due agenzie dell’Onu per rifugiati e migranti (Unhcr e Oim). Il lavoro su questo è continuato a Bruxelles, al Consiglio europeo con i 28 capi di Stato e di governo dell’Unione, che hanno confermato un...
Appunti da Cina e Mongolia (un anno dopo l’accordo con l’Iran)

Appunti da Cina e Mongolia (un anno dopo l’accordo con l’Iran)

Scrivo della Mongolia, dove sono per il summit dell’Asem, tra paesi europei e asiatici, seconda tappa della missione in Asia con i presidenti Jean-Claude Juncker e Donald Tusk. Ieri a Pechino per il vertice Cina-Unione Europea, dove ho presentato all’Accademia delle scienze la Strategia globale per la politica estera e di sicurezza dell’Unione (qui c’è il video della conferenza). E scrivo, oggi, in un giorno speciale: esattamente un anno fa a Vienna firmavamo con l’Iran l’accordo sul nucleare. Da allora molti passi sono stati fatti. Le sanzioni internazionali collegate al programma nucleare iraniano sono state tolte e abbiamo gettato le fondamenta di una nuova collaborazione non solo economica, ma anche politica sulle crisi regionali. L’intesa ha dimostrato al mondo che se c’è volontà politica, grazie alla diplomazia multilaterale si possono trovare soluzioni anche per i problemi più difficili. E che un buon accordo tiene alla prova del tempo (qui il comunicato che ho fatto a nome...
Al vertice ASEM: due continenti, stesse sfide

Al vertice ASEM: due continenti, stesse sfide

Futuro, sviluppo, sicurezza. Di questo parliamo oggi e domani al vertice Asia-Europa (Asem) a Lussemburgo, con i ministri degli Esteri dei 28 paesi dell’Unione europea e di 23 paesi asiatici. Davanti alle sfide globali sappiamo di avere bisogno gli uni degli altri. In gioco c’è il nostro futuro, il nostro futuro comune e dobbiamo costruirlo insieme. Discutiamo di cambiamenti climatici, in vista della conferenza di Parigi in dicembre, di sviluppo sostenibile, dopo il summit delle Nazioni Unite, di radicalizzazione e delle minacce del terrorismo. E poi di migrazione, del dramma di milioni di persone in fuga da guerre o povertà. Di questo ho discusso a lungo anche negli incontri bilaterali che ho avuto con i miei colleghi asiatici – e in particolare con i rappresentanti di Pakistan e Bangladesh, entrambi pronti ad avviare subito con l’Unione europea un confronto su accordi bilaterali di riammissione degli immigrati che non hanno diritto all’asilo. Collaborazione e condivisione delle responsabilità sono fondamentali non solo tra i paesi europei, ma a livello globale. Perché globale è il fenomeno che stiamo affrontando. Che non si esaurirà fin quando ci saranno conflitti e povertà. Per chi vuole saperne di più, qui c’è il testo (in inglese) dell’intervento con cui ho aperto l’incontro, stamattina, qui invece l’editoriale che ho scritto per China Daily e altri media asiatici. Ieri invece ho incontrato un gruppo di “giovani leader” europei e asiatici: è sempre la parte più bella ed emozionante dei vertici come questo, qui il mio...
Tra i ragazzi del Cairo e i giovani leader asiatici

Tra i ragazzi del Cairo e i giovani leader asiatici

Rientrata dal Cairo, ora in viaggio da Bruxelles a Lussemburgo, dove ospiteremo per due giorni la riunione dei ministri degli esteri dell’Unione Europea e dell’Asia – 51 delegazioni per lavorare insieme sulle interconnessioni tra i nostri continenti e sulle grandi sfide globali come i cambiamenti climatici. Ma inizierò oggi pomeriggio con un incontro con i “giovani leader” delle due regioni, e sono certa che sarà come sempre il momento più bello – come è stato ieri in Egitto, dove ho vissuto con emozione l’incontro con gli studenti dell’Università del Cairo (qui il video). Questa mattina a Bruxelles due appuntamenti importanti: innanzitutto l’incontro con il Generale Allen e la Coalizione contro Daesh, per fare il punto sul nostro impegno comune su Iraq e Siria, dopo l’incontro di Vienna della scorsa settimana. E poi una riunione operativa con Eamon Gilmore, mio inviato speciale per il processo di pace in Colombia, che inizia oggi il proprio incarico. Perché a volte, tra le tante crisi e tra i tanti conflitti di cui siamo chiamati a occuparci, ce n’è uno che trova la strada della pace. Ed è bello e importante...