La nostra nuova Strategia per i Balcani

#WesternBalkans "The EU is here, the door is open" @FedericaMog pic.twitter.com/o5Y5IIhxxI — European External Action Service – EEAS 🇪🇺 (@eu_eeas) 6 febbraio...
Dodici cose da portare nel 2018

Dodici cose da portare nel 2018

È stato un anno difficile per il mondo, ma come ogni anno anche il 2017 ci ha dato momenti importanti e alcune cose buone, ottenute spesso con tanto lavoro, tanta energia e un gran lavoro di squadra. Come ogni primo dell’anno, provo a ricordare le dodici cose dell’anno appena finito che porto con me nell’anno nuovo. Dodici momenti speciali, che hanno segnato il mio 2017.   Il rilancio dell’Unione, a partire dalla difesa È stato l’anno della ripresa del cammino di unità dell’Europa. Due immagini per raccontarlo: l’anniversario dei sessant’anni della nostra Unione, il 25 marzo a Roma. Non una cerimonia per celebrare il passato, ma un impegno concreto a rilanciare e rafforzare l’Unione Europea, insieme (ne avevo scritto qui). A partire dall’Europa della difesa: dopo mesi di lavoro serrato, a dicembre, ho potuto annunciare l’inizio di una cooperazione strutturata permanente in materia di difesa. È uno dei sogni dei fondatori dell’Unione che si realizza, insieme a un pacchetto di misure che comprende anche un fondo europeo per la difesa e una rafforzata cooperazione con la Nato (ho spiegato tutto il contenuto di questo pacchetto difesa davanti al Parlamento europeo, qui il video). È un modo per essere più efficaci e più autonomi, da europei, anche nel campo della sicurezza. E diventare un punto di riferimento sempre più affidabile per i nostri partner nel mondo.   Al lavoro con l’Africa per i migranti Un momento che racconta migliaia di storie: a novembre ad Abidjan, in Costa d’Avorio, con i primi ministri dei paesi dell’Unione europea e dell’Unione africana, per il primo Summit tra le nostre due Unioni. Il segno di...
Tra il Libano e i Balcani. E gli auguri alle nostre missioni

Tra il Libano e i Balcani. E gli auguri alle nostre missioni

Questa settimana sono tornata in Libano, per la prima visita internazionale da quando il premier Saad Hariri è rientrato a Beirut. È un segnale forte di sostegno al Libano, all’indipendenza e all’autonomia del paese, alle sue istituzioni e ai suoi cittadini. Di questo ho parlato col presidente Michel Aoun, con Hariri, col ministro degli Esteri Gibran Bassil e col presidente del Parlamento Nabih Berri, ma anche della situazione a Gerusalemme e della guerra in Siria. Qui le parole scambiate coi giornalisti insieme a Bassil, qui la conferenza stampa con Hariri. Lunedì sera invece ho ospitato a Bruxelles i primi ministri dei nostri sei partner nei Balcani. Il 2018 sarà un anno fondamentale nel loro cammino verso l’Unione europea: è l’occasione per rendere il percorso irreversibile, portando avanti quelle riforme – dalla giustizia all’economia – che i cittadini dei Balcani si aspettano dai propri governi. Qui il comunicato sul nostro incontro. Lunedì ho approfittato degli auguri di Natale e di fine anno per incontrare in videoconferenza le quindici missioni militari e civili europee: uomini e donne che servono l’Unione in posti a volte lontanissimi da casa, ma fondamentali per la sicurezza di tutti noi...
Una settimana di lavoro coi Balcani, un anno decisivo per la regione

Una settimana di lavoro coi Balcani, un anno decisivo per la regione

Scrivo in partenza per il Sud-Est asiatico: prima il Bangladesh, dove visiterò uno dei campi che ospitano i profughi Rohingya, e poi il Myanmar, per il vertice ministeriale Europa-Asia. Questi ultimi giorni – dopo la storica decisione di avviare una Cooperazione strutturata permanente sulla difesa – li ho dedicati al lavoro coi nostri partner nei Balcani. Il 2018 può essere un anno decisivo per tutta la regione, nel suo cammino verso l’Unione europea, e vogliamo accompagnare questo cammino con una nuova strategia dell’Unione verso i Balcani, che prepareremo per febbraio. Tutti i nostri partner hanno fatto passi avanti importanti, che ora possono consolidarsi e rendere il percorso verso l’Unione Europea irreversibile. Skopje ad esempio, che è uscita da una lunga crisi politica e ora sta portando avanti riforme importanti. Martedì ho incontrato il vicepremier Bujar Osmani e il ministro degli Esteri Nikola Dimitrov – qui il comunicato. Mercoledì ho presieduto il Consiglio di associazione e stabilizzazione con l’Albania, insieme al ministro degli Esteri Ditmir Bushati. Tirana ha avviato riforme significative sulle giustizia, la lotta alla corruzione, alla criminalità organizzata e al traffico di droga. E su tutte le principali questioni di politica estera, Albania e Unione europea sono allineate al cento per cento. Anche per questi motivi, ho confermato la nostra determinazione a portare avanti il percorso di integrazione europea dell’Albania. Qui la conferenza stampa dopo il Consiglio. Giovedì ho presieduto il Consiglio di associazione e stabilizzazione con la Serbia, con la premier Ana Brnabic. Con lei e col presidente Aleksandar Vučić il giorno prima ho parlato del percorso della Serbia verso l’Unione europea: il governo serbo sta mostrando la volontà...
Maastricht, i Balcani, l’Africa

Maastricht, i Balcani, l’Africa

Scrivo dopo una settimana trascorsa soprattutto a Bruxelles, al lavoro su Africa, Balcani e sul futuro dell’Unione europea. Giovedì ho ricordato i venticinque anni del Trattato di Maastricht, proprio nella sala dove venne firmato, insieme a studenti universitari di tutta Europa. A Maastricht abbiamo smesso di essere solo una zona di libero scambio e siamo diventati un’Unione. Da semplici consumatori, siamo diventati cittadini – con tanti diritti ma anche con la responsabilità di contribuire sempre a far funzionare la nostra Unione. Qui il video del mio discorso. Il Trattato di Maastricht parlava di “mettere fine alle divisioni del continente europeo”: non solo un sogno, ma un obiettivo concreto. E il nostro continente non sarà davvero unito fino a quando tutti i nostri partner nei Balcani non saranno entrati a far parte dell’Unione europea. Anche questa settimana abbiamo lavorato perché tutti e sei i nostri partner facciano passi avanti irreversibili nel cammino verso lʼUnione. Venerdì ho incontrato il ministro degli Esteri e vicepremier del Kosovo, Behgjet Pacolli: qui il comunicato. In settimana poi due incontri e un risultato importante sullʼAfrica. Mercoledì ho aperto la “settimana dellʼAfrica” organizzata dal gruppo dei Socialisti e democratici al Parlamento europeo. Con un hashtag, #withAfrica, simbolo del passaggio che stiamo finalmente compiendo dalla logica dei soli aiuti allo sviluppo a quella del pieno partenariato. Qui il mio discorso. E con questo spirito, questa settimana è diventato realtà il nuovo Piano europeo di investimenti esterni: un programma per aiutare le imprese europee, comprese quelle piccole e medie, a investire in Africa e nella nostra regione, in particolare nelle zone più fragili. Vogliamo creare sviluppo sostenibile in...