Verso un’Europa della difesa

Scrivo di ritorno dalla Bulgaria, dove ho presieduto una riunione informale dei ministri della Difesa dell’Unione. Abbiamo lavorato su alcuni dei progetti concreti che abbiamo avviato per costruire, per la prima volta nella nostra storia, una Europa della difesa. E abbiamo parlato di peacekeeping con due partner importanti: il vice-segretario generale della Nato Rose Gottemoeller e il vice-segretario generate dell’Onu Jean-Pierre Lacroix. Qui le parole che ho scambiato coi giornalisti prima e dopo l’incontro. Abbiamo discusso anche del nuovo bilancio dell’Unione europea, che per la prima volta si occuperà anche di difesa e sicurezza per i nostri cittadini. Mercoledì, come Commissione europea, abbiamo avanzato la nostra proposta per un bilancio che contiene delle altre novità importanti, come il raddoppio dei fondi per il programma Erasmus. Qui la proposta. La settimana era iniziata al Cairo con la riunione del Quartetto sulla Libia – insieme alla Lega araba, l’Unione africana e le Nazioni Unite. Qui la conferenza stampa dopo l’incontro. E dal Cairo ho commentato le dichiarazioni del premier israeliano Benjamin Netanyahu sull’Iran: ho ribadito che l’accordo si fonda sui controlli rigorosi dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, non sulla fiducia tra le parti. Tutti i controlli dell’Aiea hanno finora certificato che gli accordi sono stati mantenuti. Qui la mia risposta ai giornalisti. Altre cose importanti della settimana. Giovedì ho presieduto il Consiglio di associazione con la Moldova – qui la conferenza stampa dopo il Consiglio. Mercoledì sono intervenuta al Parlamento europeo, per parlare della crisi politica in Venezuela – qui il mio intervento. Poi un incontro col premier somalo Hassan Ali Khaire (qui il comunicato) e una telefonata col presidente armeno...
Con israeliani e palestinesi, per riavviare il processo di pace

Con israeliani e palestinesi, per riavviare il processo di pace

Scrivo dopo un inizio di settimana dedicato soprattutto al conflitto tra Israele e Palestina. Lunedì, coi ministri degli Esteri dell’Unione, abbiamo accolto il presidente palestinese Mahmoud Abbas – dopo l’incontro di dicembre col premier israeliano Benjamin Netanyahu. Ad Abbas abbiamo ribadito il nostro impegno per una soluzione del conflitto che porti a due Stati – lo Stato di Israele con capitale a Gerusalemme Ovest, e lo Stato di Palestina con capitale a Gerusalemme Est. E ci siamo trovati d’accordo sul bisogno di rilanciare il processo di pace con un’azione multilaterale – con l’Unione europea in un ruolo chiave, ma sempre insieme al Quartetto, ai nostri partner americani e ai paesi arabi. A fine gennaio ci incontreremo tutti a Bruxelles – palestinesi e israeliani, insieme a tutti i membri del Quartetto – per una riunione straordinaria del comitato dei donatori internazionali della Palestina. Qui la conferenza stampa con Abbas, qui i miei incontri coi giornalisti prima e dopo il Consiglio affari esteri. Ieri invece ho incontrato Yuli-Yoel Edelstein, il presidente del parlamento israeliano. Il segno di una vicinanza costante con Israele, oltre che per rilanciare il processo di pace, anche nelle nostre relazioni bilaterali e per affrontare insieme il problema dell’antisemitismo nella nostra regione. A pochi giorni dalla giornata della memoria delle vittime dell’Olocausto, oggi abbiamo accolto alla Commissione europea tre sopravvissuti ai campi di sterminio – Elżbieta Ficowska, Jehoshua Shochot ed Elisabeth Drillich – per ascoltare le loro storie. L’Unione europea è nata dal trauma della guerra mondiale e della Shoah, dalla scelta di dire “mai più”, dal desiderio di ricostruire l’Europa sul rispetto della diversità e delle nostre...
Missione compiuta sulla difesa europea. E il lavoro è già ripreso

Missione compiuta sulla difesa europea. E il lavoro è già ripreso

Scrivo dopo una settimana storica per l’Unione europea. Lunedì scorso, con i ministri degli Esteri dell’Unione, abbiamo avviato ufficialmente una Cooperazione strutturata permanente tra 25 Stati europei in materia di difesa: un impegno vincolante a investire insieme, a far crescere insieme la nostra industria della difesa, ad agire insieme per la pace e la sicurezza. Si comincia con diciassette progetti concreti di cooperazione – ne ho parlato martedì alla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo. Giovedì, al Consiglio europeo, abbiamo celebrato questo successo con i capi di Stato e di governo. Ma il lavoro è già ripreso: mercoledì sera a Bruxelles con Javier Solana e Joschka Fischer – due grandi europei che hanno lavorato tanto per il rilancio della nostra Unione nel campo della politica estera e di difesa – ho presentato sei idee sui prossimi passi della difesa europea. Perché ora che abbiamo gli strumenti, abbiamo il dovere di farli fruttare nel migliore dei modi. Qui il mio discorso. Venerdì, poi, ho avuto il piacere di tornare al quartier generale della NATO insieme a chi lavora con me quotidianamente, ospiti di Jens Stoltenberg e dei suoi collaboratori. È il segno concreto che il lavoro per la difesa europea va di pari passo con una cooperazione ancora più stretta con l’Alleanza atlantica. Ma la scorsa settimana non è stata dedicata solo alla difesa. Lunedì scorso ho accolto il premier israeliano Benjamin Netanyahu a Bruxelles insieme ai ventotto ministri degli Esteri degli Stati membri dell’Unione. Era la prima visita di un premier israeliano alle istituzioni europee in più di vent’anni. Una visita che segna, oggi, un rapporto di amicizia, pur nella...
Gerusalemme, una capitale per due Stati

Gerusalemme, una capitale per due Stati

Scrivo dopo una settimana dedicata soprattutto alla situazione in Israele e Palestina, dopo l’annuncio del presidente Trump su Gerusalemme. Noi europei crediamo che Gerusalemme debba essere la capitale di due Stati, lo Stato di Israele e lo Stato di Palestina. E crediamo che l’unica strada per raggiungere questo obiettivo sia un negoziato diretto tra israeliani e palestinesi (qui la mia conferenza stampa di venerdì, qui l’intervista a Christiane Amanpour). L’ho detto al presidente palestinese Mahmoud Abbas nella nostra telefonata di mercoledì, nella quale l’ho anche invitato a lavorare perché le manifestazioni rimangano pacifiche (qui il comunicato). E Abbas sarà nostro ospite al Consiglio affari esteri di gennaio. Ne abbiamo parlato con il ministro degli Esteri giordani, Ayman al Safadi, a Bruxelles venerdì. La Giordania ha un ruolo molto particolare su Gerusalemme: re Abdullah è il custode dei luoghi santi, ed ha sempre dimostrato una saggezza straordinaria. Può contare sul sostegno totale e costante dell’Unione Europea. Qui la conferenza stampa con Safadi. Lo stesso messaggio lo consegneremo, con i ministri degli Esteri dei Ventotto, al premier israeliano Benjamin Netanyahu, che sarà con noi domani a Bruxelles. E con la stessa franchezza ho parlato anche coi nostri amici americani: al telefono con Jared Kushner, consigliere di Trump sul Medio Oriente, e di persona col segretario di Stato Rex Tillerson, qui a Bruxelles. Con Tillerson abbiamo parlato di tutte le principali questioni di politica estera: quelle su cui Stati Uniti e Unione Europea hanno posizioni diverse, come la lotta al cambiamento climatico o il ruolo delle Nazioni Unite, ma soprattutto quelle su cui Europa e America lavorano insieme in modo costante – dall’Ucraina alla...
Di ritorno dall’Africa

Di ritorno dall’Africa

Scrivo di ritorno dall’Africa – il mio decimo viaggio in due anni nell’Africa sub-sahariana. Perché quella regione è fondamentale per l’Europa, per il Mediterraneo, per la sicurezza e la stabilità del nostro continente. Prima in Liberia, per incontrare la presidente Ellen Johnson Sirleaf – Premio Nobel per la pace e prima donna eletta alla presidenza di un paese africano – e per il vertice della Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (Ecowas). È una regione dove la democrazia sta prendendo piede in modo sempre più forte, una Comunità di Stati che crede – come noi europei – che la cooperazione e l’integrazione regionale siano il miglior modo per garantire la pace e la sicurezza collettiva: lo abbiamo visto in Gambia, dove l’intervento dell’Ecowas ha consentito una transizione pacifica dopo le ultime elezioni presidenziali. Qui il mio intervento al vertice. Seconda tappa della visita è stata in Mali, un paese fondamentale per la stabilità del Sahel, del Nord Africa e del Mediterraneo, che sta cercando di risollevarsi dopo la guerra civile e di arginare la minaccia del terrorismo. L’Unione Europea dà un contributo unico alla stabilità di quella regione – e quindi della nostra regione: stiamo mobilitando aiuti umanitari, ma anche incentivi agli investimenti privati, un Fondo fiduciario per affrontare le cause che spingono uomini e donne del Sahel a lasciare le proprie case, e un fondamentale sostegno dei nostri militari ed esperti di sicurezza. Ho cominciato visitando le due missioni europee – una civile, una militare – che stanno aiutando le forze armate e di polizia del Mali a farsi carico della sicurezza del loro paese. Ho partecipato alla...