Tra i ragazzi del Cairo e i giovani leader asiatici

Tra i ragazzi del Cairo e i giovani leader asiatici

Rientrata dal Cairo, ora in viaggio da Bruxelles a Lussemburgo, dove ospiteremo per due giorni la riunione dei ministri degli esteri dell’Unione Europea e dell’Asia – 51 delegazioni per lavorare insieme sulle interconnessioni tra i nostri continenti e sulle grandi sfide globali come i cambiamenti climatici. Ma inizierò oggi pomeriggio con un incontro con i “giovani leader” delle due regioni, e sono certa che sarà come sempre il momento più bello – come è stato ieri in Egitto, dove ho vissuto con emozione l’incontro con gli studenti dell’Università del Cairo (qui il video). Questa mattina a Bruxelles due appuntamenti importanti: innanzitutto l’incontro con il Generale Allen e la Coalizione contro Daesh, per fare il punto sul nostro impegno comune su Iraq e Siria, dopo l’incontro di Vienna della scorsa settimana. E poi una riunione operativa con Eamon Gilmore, mio inviato speciale per il processo di pace in Colombia, che inizia oggi il proprio incarico. Perché a volte, tra le tante crisi e tra i tanti conflitti di cui siamo chiamati a occuparci, ce n’è uno che trova la strada della pace. Ed è bello e importante...
Un nuovo inizio (online)

Un nuovo inizio (online)

È passato un anno esatto da quando ho iniziato il mio lavoro a Bruxelles. Un anno intenso e di certo non facile, attraversato dalle tante drammatiche crisi aperte nella nostra regione. Ma un anno anche carico di speranze e aspettative per un “nuovo inizio” che consentisse alla nostra Europa di ritrovare slancio, energia. Di ritrovare un’anima. Di essere davvero “Unione”, e davvero “Europea”. La strada è in salita, ma il sentiero è aperto. Sulla flessibilità, sul rilancio degli investimenti, sulla prospettiva di una politica comune di immigrazione e asilo, la distanza tra ciò che ieri era tabù ed oggi è realtà o progetto concreto è evidente. Certo, è e sarà un cammino faticoso. Ma possibile. Questo blog nasce per raccontarlo. Per raccontare il lavoro quotidiano della politica estera europea, delle istituzioni della nostra Unione – dalla Commissione al Consiglio, al Parlamento Europeo. Non è e non sarà un racconto ufficiale ma personale, quasi privato. Che scriverò in prima persona. Un modo per condividere quello che per me è il lavoro più bello del mondo, nei suoi momenti più duri e in quelli di speranza, di soddisfazione. Sulla politica estera comune, in questo anno abbiamo costruito più unità di quanto spesso non venga raccontato: sull’accordo sul nucleare in Iran, sull’impegno per la pace in Medio Oriente e la soluzione a due stati, sull’appoggio ad un governo di unità nazionale in Libia, sull’avvio di un processo di transizione politica in Siria, sulla realizzazione degli accordi di Minsk per l’Ucraina, sul lavoro con i nostri partner africani e mediorientali per una gestione comune dei flussi migratori, sui grandi temi globali – dall’impegno comune per...