In visita in Asia e nel Pacifico: così lontani, così vicini

In visita in Asia e nel Pacifico: così lontani, così vicini

Scrivo in viaggio tra Singapore e Seoul, prime tappe di una visita ufficiale in Asia e nel Pacifico che mi porterà anche in Nuova Zelanda e in Australia. È una regione geograficamente distante dall’Europa, ma cruciale per la nostra sicurezza, per la nostra economia, e per l’ottima cooperazione che abbiamo sviluppato sui principali temi globali. In questi ultimi due giorni ero a Singapore per la riunione annuale dei paesi del Sud-Est asiatico, il forum regionale dell’Asean, e la riunione ministeriale tra Unione europea e Asean. È una regione lontanissima da noi, letteralmente agli antipodi. Ma abbiamo la stessa visione delle relazioni internazionali, del multilateralismo, del commercio, della prevenzione alla radicalizzazione e del contrasto al terrorismo, della lotta al cambiamento climatico – solo per citare alcuni dei principali terreni della nostra cooperazione, che è sempre più stretta (qui un articolo di EUobserver che ne parla). Nel nostro mondo globalizzato la pace, la sicurezza e la crescita economica in Asia e nel Pacifico sono essenziali anche per l’Europa. Lavoriamo fianco a fianco con i nostri partner asiatici e del Pacifico per accompagnare il negoziato sulla de-nuclearizzazione della penisola coreana, e stiamo stringendo accordi commerciali con le principali economie della regione, per proteggere le nostre imprese e costruire nuove opportunità. Qui il mio intervento in apertura della riunione Ue-Asean, qui la conversazione con gli studenti della Rajaratnam School of International Studies di Singapore, e qui la mia intervista al Business Times di Singapore. A Singapore sono stata accolta dal primo ministro Lee Hsien Loong e dal ministro degli Esteri Vivian Balakrishnan. Con il ministro degli Esteri cinese Wang Yi e giapponese Taro Kono...
Al Consiglio europeo su migrazione, Balcani e difesa

Al Consiglio europeo su migrazione, Balcani e difesa

Scrivo alla fine di un Consiglio europeo particolarmente atteso, soprattutto in Italia, per i temi in agenda, a cominciare dall’immigrazione. È una questione epocale che nessun paese può affrontare da solo. Serve un lavoro comune e condiviso, dentro e fuori i confini dell’Europa. Ne parlo in questa lettera a La Repubblica. E ci lavoriamo quotidianamente, non solo nei giorni (e nelle notti) del Consiglio europeo. Proprio in questi giorni ho incontrato di nuovo il primo ministro del Mali Soumeylou Boubeye Maïga (qui il comunicato). E con l’Alto Commissario dell’Onu per i rifugiati, Filippo Grandi, e il direttore dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni, William Swing, abbiamo iniziato a discutere nei giorni scorsi di una possibile iniziativa comune per punti di sbarco nel Mediterraneo gestiti dall’Onu con il sostegno europeo. Ne abbiamo parlato anche al Consiglio europeo, e porteremo avanti il lavoro, con Grandi e con il nuovo direttore dell’Oim Antonio Vitorino (qui il comunicato della telefonata con Grandi e Swing, qui le mie congratulazioni a Vitorino). Al Consiglio europeo si è discusso anche di un altro pilastro dell’azione esterna dell’Unione: l’ingresso di nuovi paesi dai Balcani Occidentali. I leader dei Ventotto hanno confermato la volontà di aprire nel 2019 i negoziati per l’ingresso di Albania e quella che si chiamerà Macedonia del Nord. Ne parlo in questi due articoli (qui sull’Albania, qui sulla futura Macedonia del Nord), e in questo scambio con i giornalisti. Ho portato sul tavolo del Consiglio anche il lavoro fatto sulla difesa europea: la Cooperazione strutturata permanente sulla difesa, la mia proposta di creare un Fondo europeo per la pace per finanziare le nostre missioni di...
Gerusalemme, una capitale per due Stati

Gerusalemme, una capitale per due Stati

Scrivo dopo una settimana dedicata soprattutto alla situazione in Israele e Palestina, dopo l’annuncio del presidente Trump su Gerusalemme. Noi europei crediamo che Gerusalemme debba essere la capitale di due Stati, lo Stato di Israele e lo Stato di Palestina. E crediamo che l’unica strada per raggiungere questo obiettivo sia un negoziato diretto tra israeliani e palestinesi (qui la mia conferenza stampa di venerdì, qui l’intervista a Christiane Amanpour). L’ho detto al presidente palestinese Mahmoud Abbas nella nostra telefonata di mercoledì, nella quale l’ho anche invitato a lavorare perché le manifestazioni rimangano pacifiche (qui il comunicato). E Abbas sarà nostro ospite al Consiglio affari esteri di gennaio. Ne abbiamo parlato con il ministro degli Esteri giordani, Ayman al Safadi, a Bruxelles venerdì. La Giordania ha un ruolo molto particolare su Gerusalemme: re Abdullah è il custode dei luoghi santi, ed ha sempre dimostrato una saggezza straordinaria. Può contare sul sostegno totale e costante dell’Unione Europea. Qui la conferenza stampa con Safadi. Lo stesso messaggio lo consegneremo, con i ministri degli Esteri dei Ventotto, al premier israeliano Benjamin Netanyahu, che sarà con noi domani a Bruxelles. E con la stessa franchezza ho parlato anche coi nostri amici americani: al telefono con Jared Kushner, consigliere di Trump sul Medio Oriente, e di persona col segretario di Stato Rex Tillerson, qui a Bruxelles. Con Tillerson abbiamo parlato di tutte le principali questioni di politica estera: quelle su cui Stati Uniti e Unione Europea hanno posizioni diverse, come la lotta al cambiamento climatico o il ruolo delle Nazioni Unite, ma soprattutto quelle su cui Europa e America lavorano insieme in modo costante – dall’Ucraina alla...
All’Assemblea generale dell’Onu

All’Assemblea generale dell’Onu

Scrivo di ritorno da New York, dove come ogni anno ho partecipato alla settimana ministeriale dell’Assemblea Generale dell’Onu. Un momento per mostrare in modo concreto il sostengo dell’Unione Europea al sistema multilaterale e alle Nazioni Unite – punto di riferimento fondamentale per cercare una soluzione pacifica alle troppe crisi di oggi. È stata una settimana intensa e a tratti difficile, con tanti risultati importanti ma anche alcuni passaggi molto complicati. A partire dalle tensioni tra Stati Uniti e Iran. In difesa dell’accordo con l’Iran Mercoledì sera ho presieduto la riunione con i ministri degli esteri dell’Iran e dei sei paesi che, due anni fa, hanno negoziato l’accordo sul programma nucleare iraniano: Stati Uniti, Cina, Russia, Francia, Germania, Regno Unito. Insieme abbiamo ribadito che l’Iran sta rispettando l’accordo, come certificato per otto volte dall’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica. Ed è all’Aiea che spetta di verificare che gli impegni nel settore nucleare siano rispettati – lo dice l’accordo e una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Per questo l’accordo appartiene a tutti, non solo a un paese o due, e l’Unione europea farà di tutto per garantirne il rispetto pieno, da parte di tutti. È il messaggio che ho ripetuto anche nei miei incontri col vicepresidente degli Stati Uniti Mike Pence, il segretario di Stato Rex Tillerson, col ministro degli esteri iraniano Javad Zarif e col russo Sergei Lavrov. Qui la mia conferenza stampa sull’Iran, qui l’intervista con Christiane Amanpour della CNN. In un momento in cui continuano le tensioni con la Corea del Nord, non avrebbe senso smantellare un accordo di non proliferazione nucleare che funziona. Al contrario, dovremmo cercare in ogni...
Di ritorno dall’Iran e dal Sud-Est asiatico

Di ritorno dall’Iran e dal Sud-Est asiatico

Scrivo di ritorno da una visita in Asia, che mi ha portato prima in Teheran e poi a Manila. In Iran ho partecipato alla cerimonia di inizio della seconda presidenza di Hassan Rouhani, nel mio ruolo di presidente della Commissione Congiunta che monitora e garantisce la piena applicazione dell’accordo sul nucleare iraniano. È stata l’occasione per discuterne nuovamente con Rouhani, con il ministro degli Esteri Javad Zarif e con il consigliere per la politica estera della Guida suprema, Ali Akbar Velayati, in un momento in cui è fondamentale che tutte le parti riaffermino con convinzione la propria volontà di applicare l’accordo pienamente (qui il comunicato sulla mia visita in Iran). Di questo ho discusso con i ministri degli Esteri di tre dei paesi che hanno sottoscritto l’accordo due anni fa, presenti con me a Manila in questi giorni per l’Asean Regional Forum: con Rex Tillerson per gli Stati Uniti, con Sergei Lavrov per la Federazione Russa, con Wang Yi per la Cina. Con loro, così come con il ministro degli Esteri del Canada Chrystia Freeland, abbiamo anche parlato dei nostri rispettivi rapporti bilaterali, e del nostro impegno comune su alcune delle priorità della scena internazionale, dalla Siria al Medio Oriente, dalla Libia all’Ucraina. Qui il comunicato. Con loro, e con altri partner asiatici a partire dal ministro degli esteri della Repubblica di Corea Kang Kyung-wha, abbiamo anche affrontato la situazione della Corea del Nord e di una risposta comune che aiuti a evitare pericolose escalation. Qui il comunicato. A Manila ho anche presieduto la riunione ministeriale tra Unione Europea e Asean, nell’anno in cui celebriamo quarant’anni delle nostre relazioni (qui il...