Un’alleanza globale per difendere l’accordo sul clima

Un’alleanza globale per difendere l’accordo sul clima

L’accordo di Parigi sul clima ha rappresentato un’assunzione di responsabilità collettiva verso il futuro. Tra un interesse di breve respiro e uno a lungo termine, per una volta economie industrializzate e paesi in via di sviluppo – unite – hanno dimostrato lungimiranza e deciso di mettere un argine ai cambiamenti climatici. Di fronte ai disastri naturali, alle crisi umanitarie ed economiche, e ai grandi movimenti migratori provocati dai cambiamenti climatici in diverse aree del mondo, è un investimento vero in stabilità, in sicurezza, in sviluppo sostenibile. Per tutto il pianeta. Noi, come Unione Europea, non cambiamo direzione. Anzi. Se ieri il Presidente americano Donald Trump ha annunciato che gli Stati Uniti usciranno dall’accordo, così come è, noi restiamo determinati ad attuare in pieno quell’intesa. Su questo non vi sono dubbi, l’ho ribadito anche al vicepresidente americano Mike Pence quando mi ha chiamata ieri per spiegare all’Unione Europea la decisione presa. Andiamo avanti e non da soli: costruendo alleanze globali a sostegno di una sfida globale. Da tempo abbiamo costruito collaborazioni forti sulla lotta al cambiamento climatico con quei paesi e quelle aree del mondo che hanno la nostra stessa determinazione. Come l’America Latina – e in questi giorni ne ho avuto conferma nella mia visita in Cile e Argentina. Come l’Unione Africana. Insieme abbiamo ribadito che la cooperazione sul clima è una priorità vitale (qui il comunicato). O come la Cina. Ne abbiamo parlato a lungo nel summit Unione Europea-Cina che abbiamo tenuto ieri e oggi a Bruxelles. Pechino ha confermato gli impegni presi e la determinazione a impegnarsi sullo scacchiere internazionale a sostegno dell’accordo di Parigi, ma anche del sistema multilaterale, e a...
L’Unione Europea vista da Cina, India e Russia

L’Unione Europea vista da Cina, India e Russia

Scrivo al termine di una lunga settimana di visite ufficiali in Cina, in India e oggi in Russia. Ovunque ho trovato una forte volontà di rafforzare ed espandere la cooperazione con l’Unione Europea, vista ovunque come un partner imprescindibile e affidabile, che si tratti di lavorare insieme per la sicurezza e la pace, o nel campo del commercio e della cooperazione economica, o per la promozione del multilateralismo, della democrazia, dello sviluppo sostenibile, dei diritti. È l’Unione Europea forte, necessaria, che domani in Italia ricorderemo in occasione del 25 aprile, e che ieri sera Emmanuel Macron ha evocato come speranza e futuro – affiancando la bandiera europea a quella francese. Voir les drapeaux de la #France et de l’#UE saluer le résultat de @emmanuelmacron, c’est l’espoir et le futur de notre génération — Federica Mogherini (@FedericaMog) 23 aprile 2017 Oggi, a Mosca, nella prima visita ufficiale di un Alto Rappresentante dell’Unione Europea dal 2012, ho avuto un lungo incontro con il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, per discutere apertamente dei punti di disaccordo – a partire dal conflitto nella parte orientale dell’Ucraina – ma anche in modo costruttivo dei tanti campi in cui Russia e Unione Europea possono trovare un utile terreno di cooperazione: dalla Siria alla Libia, dal Medio Oriente all’accordo sul nucleare iraniano, dall’Afghanistan alla denuclearizzazione della penisola coreana, dal contrasto al terrorismo al cambiamento climatico, fino ai rapporti bilaterali in molti settori. Qui i video della conferenza stampa (il mio intervento iniziale e il botta e risposta coi giornalisti), qui l’intervista uscita oggi su Interfax. A Pechino, nei giorni scorsi, ho incontrato tra gli altri il premier Li...
Una settimana tra Cina, India e Russia

Una settimana tra Cina, India e Russia

Scrivo da Pechino, da dove inizio una lunga visita ufficiale in Cina, India e Russia, per discutere delle nostre rispettive relazioni bilaterali, e dei grandi temi internazionali sui quali lavoriamo insieme – dalla Siria alle tensioni nella penisola coreana. La prima tappa è Pechino, dove domani co-presiederò il settimo dialogo strategico UE- China, in preparazione del prossimo summit bilaterale a Bruxelles, incontrerò gli studenti dell’università Tsinghua, avrò incontri istituzionali con il primo ministro Li Keqiang, il ministro degli Esteri Wang Yi e della Difesa Chang Wanquan, il consigliere di Stato Yang Jiechi. Qui la mia intervista di ieri a Xinhua. Da venerdì sarò in India per incontri istituzionali, a partire da quello con la ministra degli Esteri Sushma Swaraj, per preparare il 14esimo summit UE- India che si terrà a New Delhi nel corso dell’anno. Il viaggio si concluderà a Mosca, nella mia prima visita in Russia da Alto Rappresentante dell’Unione Europea. Ho in programma un colloquio con il ministro degli Esteri Sergei Lavrov sui rapporti bilaterali tra Unione Europea e Russia, e soprattutto sulle grandi crisi aperte, a partire dal conflitto nell’est dell’Ucraina e dalla Siria. Qui c’è il comunicato sulla visita. E da qui, da Pechino, ho chiamato oggi Tana De Zulueta, per sentire direttamente da lei i risultati del lavoro che ha condotto la missione di osservazione elettorale dell’Osce da lei guidata durante il referendum sulle modifiche istituzionali in Turchia. Qui il comunicato che ho fatto insieme a Jean-Claude Juncker e Johannes Hahn la sera del referendum. Discuteremo dei risultati del referendum e delle prospettive del rapporto tra Unione Europea e Turchia alla riunione informale dei Ministri degli...
Un partner forte, affidabile, indispensabile

Un partner forte, affidabile, indispensabile

Scrivo alla fine di una settimana particolarmente densa di incontri, tra Bruxelles con la ministeriale Nato, Bonn per il G20, e Monaco per la Security Conference. Il messaggio che ho raccolto nei tantissimi incontri bilaterali che ho avuto – e che ho rilanciato dal palco di Monaco – è che nel mondo si guarda all’Unione Europea come un partner forte, affidabile, cooperativo, indispensabile. Molto più forte di quanto noi stessi spesso pensiamo. E ancora più indispensabile in tempi pericolosi e confusi, in cui le regole sono troppo spesso percepite come una costrizione per alcuni invece che come una garanzia per tutti. L’Unione Europea è un punto di riferimento quando si parla di pace, multilateralismo, sviluppo, diritti, commercio libero ed equo. E anche quando si parla di sicurezza, per le operazioni militari e le missioni civili che abbiamo nel mondo, per la nostra collaborazione con la Nato. Ma non solo. È un’illusione credere di affrontare le sfide che abbiamo davanti solo con la forza militare. L’Unione Europea investe in sviluppo, in promozione dei diritti, in istruzione, in politiche contro i cambiamenti climatici, in società forti – piuttosto che nella pericolosa illusione che “uomini forti” possano rendere stabili i propri paesi. Non è filantropia, non sono “buoni sentimenti”, ma un investimento razionale anche sulla nostra sicurezza. L’ho detto ieri dal palco della Munich Security Conference, qui il video. Le disuguaglianze creano instabilità e fragilità, e di questo abbiamo parlato al G20 di Bonn. Non si tratta più, come in passato, di ragionare su cosa possiamo fare “per” l’Africa, ma di cosa dobbiamo fare insieme, “con” l’Africa. Siamo partner per la pace a la sicurezza, per la...
Diario dall’Onu, giorno 1: si parte con Cina e Siria

Diario dall’Onu, giorno 1: si parte con Cina e Siria

Arrivata a New York per la settimana dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che si aprirà oggi con il Summit su migranti e rifugiati, durante il quale presenteremo il lavoro fatto dall’Unione Europea sui Migration Compacts e con il Piano Esterno di Investimenti per l’Africa e il Mediterraneo. Ieri sera ho avuto già i primi incontri, iniziando con il Ministro degli esteri cinese Wang Yi, con cui abbiamo discusso di Siria, migrazioni, Afghanistan e Iran, oltre ad alcune questioni bilaterali dando seguito al Summit UE – Cina dello scorso luglio a Pechino (qui il comunicato sull’incontro). Ho anche incontrato l’inviato delle Nazioni Unite per la Siria Staffan de Mistura per preparare il lavoro di questa settimana, e poi i rappresentanti dell’opposizione siriana, con i quali l’Unione Europea sta lavorando per preparare i negoziati politici sul futuro della Siria. Saranno con noi anche questa sera, alla riunione informale dei ministri degli esteri dei 28 stati membri dell’Unione Europea che ho convocato per coordinare il nostro lavoro in questa settimana all’Onu. Ma la settimana dell’Assemblea Generale offre anche l’opportunità di incontri e iniziative esterne alle Nazioni Unite: oggi sarò all’apertura della Clinton Global Initiative insieme a Madeleine Albright, al generale John Allen, ad Amina Mohammed e a Bono. Qui potrete seguire il video, alle 17 (ora...