Dall’Estremo Oriente a New York

Dall’Estremo Oriente a New York

Scrivo dopo una settimana trascorsa tra l’Estremo Oriente e gli Stati Uniti. Prima in Giappone, per la cerimonia di intronizzazione dell’imperatore Naruhito, insieme ai rappresentanti di 190 stati e organizzazioni internazionali. È stata anche l’occasione per incontrare il ministro degli Esteri Toshimitsu Motegi e il ministro della Difesa Taro Kono: il Giappone è uno dei nostri partner più stretti, con cui stiamo rafforzando la cooperazione sulla nostra sicurezza comune, ma anche sulle connessioni tra Europa e Estremo Oriente. Ho incontrato anche un gruppo di rappresentanti della società civile e del mondo universitario, e l’ex ministro degli Esteri Fumio Kishida, per ringraziarlo del suo contributo all’accordo di partnership tra Unione europea e Giappone. Qui il comunicato. Poi in Cina, dove ho incontrato il premier Li Keqiang, per discutere soprattutto di come regolare meglio i nostri rapporti economici e commerciali. Col ministro degli Esteri Wang Yi abbiamo discusso del nostro lavoro comune per preservare l’accordo con l’Iran, e della situazione in Afghanistan, Corea, Siria e Venezuela. E ho anche incontrato un gruppo di rappresentanti della società civile. Qui il comunicato. Ultima tappa a New York, dove sono intervenuta alla riunione del board dell’International Crisis Group – un’organizzazione non governativa che condivide il nostro stesso approccio alla soluzione di molte crisi, dalla Siria al Venezuela. A New York ho anche incontrato il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres e gli ambasciatori dei paesi europei presso le Nazioni Unite. La prossima settimana sarò invece a Bruxelles, per la conferenza che abbiamo organizzato insieme alle Agenzie dell’Onu per dimostrare la nostra solidarietà ai profughi venezuelani e ai paesi che li stanno...
All’ultima plenaria del Parlamento europeo

All’ultima plenaria del Parlamento europeo

Scrivo di ritorno da Strasburgo, dopo l’ultima plenaria del Parlamento europeo prima delle elezioni del mese prossimo. Ci siamo occupati di alcune delle crisi più urgenti della nostra regione – in particolare quelle in Libia e in Sudan, ma anche la situazione nel Golan e in Cisgiordania. Martedì ho presentato la nuova strategia per i rapporti tra Unione europea e America latina, dopo anni in cui i nostri rapporti si sono fatti più intensi che mai. E giovedì abbiamo affrontato la situazione dei diritti umani in Cina, in Brunei e in Camerun. Ma questa plenaria è stata soprattutto l’occasione per ringraziare i parlamentari dopo cinque anni di lavoro comune e per fare un bilancio – sui successi e le difficoltà di questi anni, con qualche lezione per il futuro. Qui la discussione con le Commissioni Esteri e Sviluppo del Parlamento europeo. La settimana precedente l’avevo dedicata in grande parte alla nuova escalation militare in Libia, in contatto con il premier Serraj e il rappresentante speciale dell’Onu Salame. Di Libia abbiamo parlato a lungo lunedì delle settimana scorsa in Lussemburgo con i ministri degli Esteri dell’Unione. E tutti abbiamo condiviso la preoccupazione per le conseguenze sui civili dell’azione sferrata dal generale Haftar e dall’esercito di cui è a capo, l’appello agli attori esterni a evitare ingerenze e soprattutto alle parti a fermare i combattimenti, aderire alla tregua umanitaria chiesta dalle Nazioni Unite e riprendere il dialogo politico sotto egida Onu. È il messaggio che abbiamo lanciato lunedì 8 (qui il link alla mia conferenza stampa) e di nuovo il giovedì successivo con una dichiarazione congiunta. E di cui ho discusso...
Unione europea e Cina: un dialogo pragmatico e fedele ai nostri valori

Unione europea e Cina: un dialogo pragmatico e fedele ai nostri valori

Scrivo alla fine di una settimana trascorsa interamente a Bruxelles, al lavoro con i ministri degli Esteri dell’Unione, coi capi di governo al Consiglio europeo, e con alcuni partner importanti. Abbiamo iniziato la settimana insieme a Wang Yi, consigliere di Stato e ministro degli Esteri cinese, prima per il “dialogo strategico” tra Europa e Cina, e poi per un incontro coi ministri degli Esteri dei Ventotto. È la prima volta che un ministro degli Esteri cinese incontra tutti i ministri dell’Unione: è il segno che la Cina è un partner fondamentale, una potenza globale con cui abbiamo alcune divergenze sostanziali, che a volte è un nostro competitor, ma che collabora con noi su molti temi fondamentali per la pace e la sicurezza del mondo – dall’Iran alla Corea. Per questo abbiamo bisogno di un dialogo che sia allo stesso tempo pragmatico e fedele ai nostri valori. Qui la conferenza stampa con Wang Yi. E di Cina ho discusso anche coi capi di governo dell’Unione, al Consiglio europeo di giovedì e venerdì – ne parlo qui coi giornalisti. Un Consiglio segnato soprattutto da una decisione importante sul futuro della Gran Bretagna – qui le conclusioni. Ai margini del Consiglio, ho incontrato il premier portoghese Antonio Costa per concordare il nostro sostegno al Mozambico, che è stato colpito da un ciclone devastante. Qui la conferenza stampa insieme ad Antonio. Come sempre, ho partecipato al pre-vertice dei leader socialisti, che è stato anche un’occasione per incontrare Nicola Zingaretti – per la prima volta dopo la sua vittoria alle primarie. Lunedì, coi ministri degli Esteri, avevamo iniziato il nostro incontro confermando la nostra...
L’impegno dell’Europa per il Venezuela

L’impegno dell’Europa per il Venezuela

Scrivo dopo una settimana segnata sopratutto dalla crisi in Venezuela. Ne abbiamo parlato a lungo con i ministri degli Esteri dell’Unione europea nella nostra riunione informale a Bucarest, nel semestre di presidenza rumena, seguita all’incontro sempre informale dei ministri della Difesa. A Bucarest abbiamo annunciato la creazione di un gruppo internazionale di contatto, di cui faranno parte paesi europei e latino-americani, per cercare una via d’uscita pacifica e democratica alla crisi. L’obbiettivo è unite gli sforzi dei paesi che possono dare un contributo a una soluzione politica, con elezioni il più presto possibile. Qui la conferenza stampa di giovedì in cui ne parlo, e qui l’annuncio della prima riunione del gruppo di contatto, giovedì prossimo in Uruguay. Sul contributo che l’Unione europea può dare a una soluzione della crisi lavoravamo da tempo. Martedì ne ho discusso anche con segretario di Stato americano Mike Pompeo (qui il comunicato), e con i ministri degli Esteri di due dei paesi che faranno parte del gruppo di contatto – José Valencia dell’Ecuador e Diego Pary della Bolivia – che ho incontrato a Bruxelles. Giovedì, poi, Germania, Francia e Regno Unito hanno annunciato la creazione di un meccanismo che consentirà alle imprese europee di proseguire il commercio con l’Iran, secondo quanto previsto dall’accordo nucleare che vogliamo preservare in quanto pilastro della nostra sicurezza. Come Unione europea, accompagneremo il lavoro dei paesi che hanno istituito questo meccanismo. Qui il mio comunicato. Nelle giornate trascorse a Bucarest – ospiti della Romania, che ha la presidenza di turno dell’Unione – abbiamo discusso della nostra politica di sicurezza e difesa. Con il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg...
In visita in Asia e nel Pacifico: così lontani, così vicini

In visita in Asia e nel Pacifico: così lontani, così vicini

Scrivo in viaggio tra Singapore e Seoul, prime tappe di una visita ufficiale in Asia e nel Pacifico che mi porterà anche in Nuova Zelanda e in Australia. È una regione geograficamente distante dall’Europa, ma cruciale per la nostra sicurezza, per la nostra economia, e per l’ottima cooperazione che abbiamo sviluppato sui principali temi globali. In questi ultimi due giorni ero a Singapore per la riunione annuale dei paesi del Sud-Est asiatico, il forum regionale dell’Asean, e la riunione ministeriale tra Unione europea e Asean. È una regione lontanissima da noi, letteralmente agli antipodi. Ma abbiamo la stessa visione delle relazioni internazionali, del multilateralismo, del commercio, della prevenzione alla radicalizzazione e del contrasto al terrorismo, della lotta al cambiamento climatico – solo per citare alcuni dei principali terreni della nostra cooperazione, che è sempre più stretta (qui un articolo di EUobserver che ne parla). Nel nostro mondo globalizzato la pace, la sicurezza e la crescita economica in Asia e nel Pacifico sono essenziali anche per l’Europa. Lavoriamo fianco a fianco con i nostri partner asiatici e del Pacifico per accompagnare il negoziato sulla de-nuclearizzazione della penisola coreana, e stiamo stringendo accordi commerciali con le principali economie della regione, per proteggere le nostre imprese e costruire nuove opportunità. Qui il mio intervento in apertura della riunione Ue-Asean, qui la conversazione con gli studenti della Rajaratnam School of International Studies di Singapore, e qui la mia intervista al Business Times di Singapore. A Singapore sono stata accolta dal primo ministro Lee Hsien Loong e dal ministro degli Esteri Vivian Balakrishnan. Con il ministro degli Esteri cinese Wang Yi e giapponese Taro Kono...