Un partner forte, affidabile, indispensabile

Un partner forte, affidabile, indispensabile

Scrivo alla fine di una settimana particolarmente densa di incontri, tra Bruxelles con la ministeriale Nato, Bonn per il G20, e Monaco per la Security Conference. Il messaggio che ho raccolto nei tantissimi incontri bilaterali che ho avuto – e che ho rilanciato dal palco di Monaco – è che nel mondo si guarda all’Unione Europea come un partner forte, affidabile, cooperativo, indispensabile. Molto più forte di quanto noi stessi spesso pensiamo. E ancora più indispensabile in tempi pericolosi e confusi, in cui le regole sono troppo spesso percepite come una costrizione per alcuni invece che come una garanzia per tutti. L’Unione Europea è un punto di riferimento quando si parla di pace, multilateralismo, sviluppo, diritti, commercio libero ed equo. E anche quando si parla di sicurezza, per le operazioni militari e le missioni civili che abbiamo nel mondo, per la nostra collaborazione con la Nato. Ma non solo. È un’illusione credere di affrontare le sfide che abbiamo davanti solo con la forza militare. L’Unione Europea investe in sviluppo, in promozione dei diritti, in istruzione, in politiche contro i cambiamenti climatici, in società forti – piuttosto che nella pericolosa illusione che “uomini forti” possano rendere stabili i propri paesi. Non è filantropia, non sono “buoni sentimenti”, ma un investimento razionale anche sulla nostra sicurezza. L’ho detto ieri dal palco della Munich Security Conference, qui il video. Le disuguaglianze creano instabilità e fragilità, e di questo abbiamo parlato al G20 di Bonn. Non si tratta più, come in passato, di ragionare su cosa possiamo fare “per” l’Africa, ma di cosa dobbiamo fare insieme, “con” l’Africa. Siamo partner per la pace a la sicurezza, per la...
Diario dall’Onu, giorno 1: si parte con Cina e Siria

Diario dall’Onu, giorno 1: si parte con Cina e Siria

Arrivata a New York per la settimana dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che si aprirà oggi con il Summit su migranti e rifugiati, durante il quale presenteremo il lavoro fatto dall’Unione Europea sui Migration Compacts e con il Piano Esterno di Investimenti per l’Africa e il Mediterraneo. Ieri sera ho avuto già i primi incontri, iniziando con il Ministro degli esteri cinese Wang Yi, con cui abbiamo discusso di Siria, migrazioni, Afghanistan e Iran, oltre ad alcune questioni bilaterali dando seguito al Summit UE – Cina dello scorso luglio a Pechino (qui il comunicato sull’incontro). Ho anche incontrato l’inviato delle Nazioni Unite per la Siria Staffan de Mistura per preparare il lavoro di questa settimana, e poi i rappresentanti dell’opposizione siriana, con i quali l’Unione Europea sta lavorando per preparare i negoziati politici sul futuro della Siria. Saranno con noi anche questa sera, alla riunione informale dei ministri degli esteri dei 28 stati membri dell’Unione Europea che ho convocato per coordinare il nostro lavoro in questa settimana all’Onu. Ma la settimana dell’Assemblea Generale offre anche l’opportunità di incontri e iniziative esterne alle Nazioni Unite: oggi sarò all’apertura della Clinton Global Initiative insieme a Madeleine Albright, al generale John Allen, ad Amina Mohammed e a Bono. Qui potrete seguire il video, alle 17 (ora...
Appunti da Cina e Mongolia (un anno dopo l’accordo con l’Iran)

Appunti da Cina e Mongolia (un anno dopo l’accordo con l’Iran)

Scrivo della Mongolia, dove sono per il summit dell’Asem, tra paesi europei e asiatici, seconda tappa della missione in Asia con i presidenti Jean-Claude Juncker e Donald Tusk. Ieri a Pechino per il vertice Cina-Unione Europea, dove ho presentato all’Accademia delle scienze la Strategia globale per la politica estera e di sicurezza dell’Unione (qui c’è il video della conferenza). E scrivo, oggi, in un giorno speciale: esattamente un anno fa a Vienna firmavamo con l’Iran l’accordo sul nucleare. Da allora molti passi sono stati fatti. Le sanzioni internazionali collegate al programma nucleare iraniano sono state tolte e abbiamo gettato le fondamenta di una nuova collaborazione non solo economica, ma anche politica sulle crisi regionali. L’intesa ha dimostrato al mondo che se c’è volontà politica, grazie alla diplomazia multilaterale si possono trovare soluzioni anche per i problemi più difficili. E che un buon accordo tiene alla prova del tempo (qui il comunicato che ho fatto a nome...
Al lavoro, con più determinazione di prima

Al lavoro, con più determinazione di prima

Scrivo in viaggio da Strasburgo a Varsavia, dalla sessione del Parlamento Europeo al vertice della NATO. A Strasburgo è stata una sessione intensa, con la presentazione in plenaria della Strategia globale sulla politica estera e di sicurezza (qui il video), la discussione sui nostri rapporti con la Cina (dove sarò la prossima settimana per il vertice UE-Cina, qui il video dell’intervento), la presentazione del rapporto del Quartetto sulla via da seguire per la soluzione dei due Stati in Israele e Palestina (qui il video). Nella seduta di ieri, ho avuto anche l’opportunità di annunciare una bella notizia all’Aula: un altro bambino è nato a bordo di una delle navi dell’operazione Sophia – che porta il nome di una bimba nata l’estate scorsa su una delle nostre navi. È un piccolo segnale di speranza, di vita, che racconta un’Europa che salva e che accoglie. L’Europa migliore. E il contrasto non potrebbe essere più netto con quello che è successo a Fermo. Il nostro continente, che ha conosciuto gli orrori del passato, non può lasciare posto al razzismo, all’odio, alla violenza. È anche per questo che il nostro lavoro continua, che l’Unione va avanti, con più forza e determinazione di prima. Perché ciò che abbiamo – un’Europa unita, spazio di pace e di libertà – ha un valore che a volte diamo per scontato, ma che va coltivato ogni giorno. L’ho visto in modo chiarissimo lunedì a Parigi, al vertice con i leader dei paesi dei Balcani occidentali, insieme a François Hollande e Angela Merkel. Vista da lì, da quella parte di Europa che ancora venti anni fa era distrutta dalla guerra, l’Unione Europea...