Ritorno in America Latina: Cuba, Messico e Colombia

Ritorno in America Latina: Cuba, Messico e Colombia

Scrivo di ritorno dall’America Latina, un viaggio in tre tappe tra Cuba, Messico e Colombia. Prima a Cuba, in occasione del “Consiglio congiunto UE-Cuba” – cioè il confronto annuale con le autorità cubane che abbiamo creato grazie allo storico accordo tra Unione europea e Cuba di tre anni fa. La mia visita è iniziata con un incontro col ministro degli Esteri Bruno Rodriguez, poi il Consiglio congiunto: abbiamo parlato di come accompagnare la modernizzazione dell’economia cubana, di diritti umani, di multilateralismo e cambiamento climatico, ma anche di come proteggere le nostre aziende che investono a Cuba dagli effetti delle sanzioni americane. Qui il mio intervento, qui la conferenza stampa. Poi l’incontro col presidente Miguel Díaz-Canel Bermúdez, ma ho anche incontrato esponenti della società civile e della comunità delle imprese europee che operano a Cuba. E ho visitato il Convento di Santa Clara e l’Istituto Superiore delle Arti, due luoghi importanti per la cultura e per l’economia cubana che rinasceranno grazie al sostegno dell’Unione europea. Dall’Avana a Città del Messico, per la mia seconda visita dall’inizio del mandato – la prima dall’elezione del nuovo governo. Nell’incontro con il ministro degli Esteri Marcelo Ebrard abbiamo discusso del nostro impegno comune per promuovere una governance globale multilaterale e cooperativa, ma anche di come concludere i negoziati per il nuovo accordo tra Messico e Unione europea. Non è un “semplice” patto commerciale, ma un accordo di nuova generazione che protegge i nostri lavoratori, difende l’ambiente e rafforza la nostra cooperazione politica. Di multilateralismo e cooperazione ho parlato anche in un incontro con gli studenti della principale università di Città del Messico – qui...
Perché un incontro delle donne ministro degli Esteri

Perché un incontro delle donne ministro degli Esteri

Scrivo in viaggio tra Montreal e New York, dove inizia oggi una settimana intensissima di lavoro per l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. A Montreal, in Canada, in questi ultimi due giorni abbiamo riunito per la prima volta tutte le donne ministro degli Esteri, insieme al ministro degli Esteri canadese Chrystia Freeland. L’idea ci è venuta prima di tutto perché, nel nostro lavoro quotidiano, vediamo il contributo speciale che le donne sanno portare in politica estera, in un negoziato di pace, in un percorso di riconciliazione nazionale. Per questo abbiamo parlato delle grandi crisi internazionali, dalla Siria all’Ucraina, non solo tra noi ma invitando donne che lavorano per risolvere i conflitti, e che vogliamo sostenere nel loro difficilissimo ma importantissimo lavoro. Ma ci siamo volute incontrare anche per raccontare le nostre storie alle ragazze e alle donne di tutto il mondo: dimostrare che non ci sono mestieri “da uomo”, e che ogni ragazza ha il diritto di fare ciò che vuole della propria vita. Continueremo a lavorare insieme, nelle prossime settimane e con un nuovo incontro il prossimo anno. Qui il mio intervento in apertura dell’incontro, qui la conferenza stampa finale. In Canada abbiamo anche voluto ricordare una strage di quasi trent’anni fa, al Politecnico di Montreal: quattordici ragazze uccise per il solo fatto di essere donne, studentesse, libere e intelligenti. Qui il video. La settimana era iniziata invece a Bruxelles, dove abbiamo presentato la nostra Strategia per rafforzare le connessioni tra Europa e Asia. È uno dei temi decisivi per il futuro delle nostre economie: le grandi infrastrutture che collegano i nostri continenti serviranno a creare nuove opportunità e...
Un partner affidabile, dall’America latina all’Estremo Oriente

Un partner affidabile, dall’America latina all’Estremo Oriente

Scrivo alla fine di una lunga settimana di incontri che sono stati non solo testimonianza di legami solidi e di un impegno costante dell’Unione europea per risolvere le crisi più difficili, ma anche del ruolo di partner affidabile che viene sempre di più riconosciuto all’Unione. Per il modo tutto europeo di porsi come attore globale, che si parli di diplomazia o di sicurezza, nel segno della cooperazione e del sostegno al multilateralismo. L’Unione europea è stata ed è di sostegno al processo di pace in Colombia. Ne abbiamo parlato con il presidente Juan Manuel Santos, premio Nobel per la pace. Dopo il suo discorso di mercoledì al Parlamento europeo, ci siamo trovati a Bruxelles per una conversazione sul difficile processo di pace in Colombia, un modello per altri conflitti. Con coraggio e pazienza, Santos ha negoziato un accordo che non solo ha portato al disarmo delle Farc ma che porterà benefici a lungo termine a tutti i colombiani. Qui il nostro incontro. E l’Unione europea continua a essere di sostegno al processo negoziale delle Nazioni Unite in Siria: nei giorni scorsi ho ricevuto di nuovo a Bruxelles una delegazione dell’opposizione siriana (qui il comunicato). Così come in Libia. Martedì a Parigi ho partecipato all’incontro organizzato da Emmanuel Macron per sostenere il percorso di stabilizzazione del paese. La comunità internazionale può accompagnare, come sta facendo, il lavoro delle Nazioni Unite – che in Libia come ovunque nel resto del mondo danno forza e garanzie a tutte le parti in conflitto. Ne ho parlato martedì pomeriggio, subito dopo l’incontro, al Parlamento europeo: qui il video. È il questo il grande valore...
Dodici cose da portare nel 2018

Dodici cose da portare nel 2018

È stato un anno difficile per il mondo, ma come ogni anno anche il 2017 ci ha dato momenti importanti e alcune cose buone, ottenute spesso con tanto lavoro, tanta energia e un gran lavoro di squadra. Come ogni primo dell’anno, provo a ricordare le dodici cose dell’anno appena finito che porto con me nell’anno nuovo. Dodici momenti speciali, che hanno segnato il mio 2017.   Il rilancio dell’Unione, a partire dalla difesa È stato l’anno della ripresa del cammino di unità dell’Europa. Due immagini per raccontarlo: l’anniversario dei sessant’anni della nostra Unione, il 25 marzo a Roma. Non una cerimonia per celebrare il passato, ma un impegno concreto a rilanciare e rafforzare l’Unione Europea, insieme (ne avevo scritto qui). A partire dall’Europa della difesa: dopo mesi di lavoro serrato, a dicembre, ho potuto annunciare l’inizio di una cooperazione strutturata permanente in materia di difesa. È uno dei sogni dei fondatori dell’Unione che si realizza, insieme a un pacchetto di misure che comprende anche un fondo europeo per la difesa e una rafforzata cooperazione con la Nato (ho spiegato tutto il contenuto di questo pacchetto difesa davanti al Parlamento europeo, qui il video). È un modo per essere più efficaci e più autonomi, da europei, anche nel campo della sicurezza. E diventare un punto di riferimento sempre più affidabile per i nostri partner nel mondo.   Al lavoro con l’Africa per i migranti Un momento che racconta migliaia di storie: a novembre ad Abidjan, in Costa d’Avorio, con i primi ministri dei paesi dell’Unione europea e dell’Unione africana, per il primo Summit tra le nostre due Unioni. Il segno di...