Un Consiglio Affari Esteri importante, poi a Londra per la Siria

Un Consiglio Affari Esteri importante, poi a Londra per la Siria

Scrivo da Londra, dove sono per l’incontro sulla Siria con i ministri degli esteri del “Quint” (Stati Uniti, Gran Bretagna, Italia, Francia, Germania) e con l’inviato per la Siria delle Nazioni Unite, Staffan de Mistura. Ma domattina ancora a Bruxelles, per la riunione settimanale della Commissione e per incontrare il primo ministro dell’Ucraina. E a Bruxelles ero anche ieri, per riunire il Consiglio affari esteri, e per la prima volta si è unito a noi anche John Kerry (qui la conferenza stampa con lui). Con Kerry, e poi tra i 28 Stati Membri, abbiamo discusso a lungo di Turchia. La notte del tentato colpo di Stato le istituzioni europee sono state le prime ad intervenire per condannarlo e chiedere il ritorno al rispetto delle istituzioni democraticamente elette. Siamo stati, e continuiamo ad essere, altrettanto chiari nel chiedere pieno rispetto dello stato di diritto, dei diritti umani e delle libertà fondamentali (ne ho parlato qui insieme a Kerry, qui invece le conclusioni del Consiglio di ieri). La riunione plenaria coi 28 ministri europei si è aperta con un minuto di silenzio per le vittime di Nizza, e con la conferma da parte di tutti gli stati membri della disponibilità a sostenere in piena solidarietà la Francia sul contrasto al terrorismo. Abbiamo discusso anche della Strategia globale per la politica estera dell’Unione Europea che ho presentato il mese scorso, per tradurla in azioni concrete comuni. E poi Venezuela (qui le conclusioni del Consiglio), Afghanistan e l’adozione della nostra nuova Strategia sui rapporti con la Cina, la prima in dieci anni. È stato anche il primo Consiglio del nuovo ministro degli esteri britannico...
Libia, Afghanistan, migrazioni: al lavoro coi ministri degli esteri e della difesa

Libia, Afghanistan, migrazioni: al lavoro coi ministri degli esteri e della difesa

Di ritorno da due giornate intense di lavori con i ministri degli esteri e della difesa dei 28 paesi dell’Unione Europea in Lussemburgo. Ieri, a un anno esatto dalla tragedia nel Canale di Sicilia in cui persero la vita più di 800 persone, abbiamo fatto un bilancio tutte le azioni avviate in questi dodici mesi sul versante delle politiche esterne dell’Unione Europea, per programmare il lavoro che ancora ci aspetta. In un anno è partita la missione Sofia, che ha arrestato decine di trafficanti e salvato 13.000 vite umane. In un anno abbiamo lanciato il Fondo fiduciario per l’Africa, che ha già finanziato progetti per 700 milioni di euro. In un anno abbiamo avviato un dialogo senza precedenti con i nostri partner africani, non sono sul rientro in patria dei migranti irregolari ma soprattutto sulle prospettive di sviluppo del loro continente. Un anno fa mi era stato dato il compito di far partire dei dialoghi di alto livello con una serie di paesi strategici – dalla Nigeria all’Etiopia – e questi dialoghi sono ormai tutti ben avviati, e ci consentono di lavorare insieme alla gestione dei flussi (qui il video della conferenza stampa sulla prima parte del Consiglio affari esteri). Con Filippo Grandi, l’Alto commissario dell’Onu per i rifugiati, ieri abbiamo anche discusso del lavoro che facciamo insieme su più fronti: dall’applicazione dell’accordo con la Turchia al nostro impegno per portare aiuti umanitari in Siria, dal lavoro sulla rotta balcanica all’aiuto ai siriani in Giordania e Libano, dal sostegno ai rifugiati in alcuni paesi africani a quello per gli afghani, dentro e fuori dal loro paese. Per salvare e proteggere la vita...