Un Consiglio europeo complicato

Un Consiglio europeo complicato

Oggi prima giornata di un Consiglio europeo complicato, pochi giorni dopo il referendum con cui la maggioranza dei cittadini britannici ha scelto di uscire dall’Unione. Del risultato del voto, e del lavoro da fare ora, abbiamo parlato a lungo con il premier britannico David Cameron e lo faremo di nuovo domani, per la prima volta a 27. La Gran Bretagna ha il dovere di dare certezza ai propri cittadini e agli altri 440 milioni di europei della nostra Unione (qui c’è il video delle mie dichiarazioni all’arrivo al Consiglio). Ma il Consiglio ha deciso anche di andare avanti sui migration compacts, di cui mi ha chiesto di coordinare la realizzazione. E ancora, abbiamo discusso delle prospettive economiche dell’Europa con Mario Draghi, dei rapporti con la NATO con il segretario generale Jens Stoltenberg, alla luce del lavoro che abbiamo fatto insieme in vista del Summit di Varsavia la prossima settimana. E del ruolo dell’Unione Europea nel mondo abbiamo parlato con la Strategia globale per la politica estera, la difesa e la sicurezza che ho presentato oggi ai capi di Stato e di Governo. Di questo, e del futuro della nostra Unione, ho parlato in queste interviste (al Corriere della Sera, a Le Monde e alla Süddeutsche...
Siria, una speranza da alimentare (e poi Turchia e Argentina)

Siria, una speranza da alimentare (e poi Turchia e Argentina)

Scrivo da Buenos Aires, dove sono appena arrivata per la prima visita ufficiale mai fatta in Argentina da un Alto Rappresentante dell’Unione Europea. Incontrerò il Presidente Mauricio Macri, il Ministro degli Esteri (e mia amica) Susana Malcorra, molti altri rappresentanti del governo e di diverse realtà della società argentina. Gli ultimi due giorni li ho trascorsi tra Bruxelles e Strasburgo: ieri al Parlamento Europeo per un dibattito in plenaria sulla Siria (qui quello che ho detto in apertura e in chiusura del dibattito), e per la riunione settimanale del College della Commissione. Lunedì tutto il giorno (e parte della notte) al Consiglio Europeo, preceduto da un incontro con il Primo Ministro turco Ahmet Davutoğlu per discutere delle possibilità di gestione comune di un flusso di rifugiati senza precedenti, che riguarda tanto la Turchia quanto l’Unione Europea, ed altri paesi della regione (sarò in visita in Libano e Giordania nelle prossime settimane). Per me, l’incontro è stato anche l’occasione per discutere con le autorità turche della necessità di rafforzare il cessate il fuoco in Siria e lavorare affinché i negoziati a Ginevra possano riprendere; ma anche della necessità per la Turchia di rispettare gli standard europei sullo stato di diritto e sui diritti fondamentali, a partire dalla libertà di stampa e di associazione, e di affrontare la necessità di riprendere il processo di pace con i curdi. Di questo ho parlato anche con Selahattin Demirtaş, leader del principale partito di opposizione, durante l’incontro del Pse che ha preceduto il Consiglio Europeo (in basso a destra nella foto qui...
Tra tante difficoltà, piccoli segnali di speranza

Tra tante difficoltà, piccoli segnali di speranza

Settimana intensa e impegnativa qui a Bruxelles. Abbiamo iniziato lunedì mattina con il Consiglio Affari Esteri sulla Siria, e con una buona notizia: la Bosnia Erzegovina ha presentato ufficialmente la richiesta di entrare a far parte della nostra Unione Europea. Qualche settimana dopo il mio insediamento abbiamo deciso di rilanciare un processo che si era fermato, e in un anno di grande impegno con tutti i livelli di governo del paese, siamo arrivati a questo importante primo risultato. Il lavoro da fare è ancora molto, ma è una bellissima notizia per quei tanti giovani che in Bosnia Erzegovina sognano di trasformare il passato di guerra del proprio paese in un futuro di pace europea. Ed è una bella notizia per tutti i Balcani e per tutti noi: in un momento di profonda difficoltà per l’Unione, questa storia ci ricorda quanto è bella e preziosa la nostra integrazione. Lunedì sera ho poi accolto Javad Zarif, il ministro degli esteri iraniano, alla sua prima visita bilaterale ufficiale alle istituzioni europee. Abbiamo lavorato al rilancio delle relazioni bilaterali tra Europa e Iran dopo l’accordo sul nucleare, ma anche discusso delle prospettive della regione e delle forme di cooperazione che possono aiutare a renderle migliori. E proprio ieri – grazie all’accordo che abbiamo raggiunto a Monaco una settimana fa – 114 camion di aiuti umanitari hanno raggiunto cinque aree assediate della Siria. È un piccolo grande segnale di speranza, che ci incoraggia a continuare il lavoro difficile verso una cessazione delle ostilità e per il riavvio dei negoziati di Ginevra. Abbiamo parlato anche di questo al Consiglio europeo di ieri e oggi, che è...