Il futuro dei Balcani è nell’Unione europea

Il futuro dei Balcani è nell’Unione europea

Scrivo al termine di una settimana trascorsa tra Bruxelles e Roma, al lavoro soprattutto con i partner dei paesi più vicini a noi. All’inizio della settimana ho incontrato il premier albanese Edi Rama e il nuovo presidente macedone Stevo Pendarovski (qui il comunicato). È tempo che sia l’Albania sia la Macedonia del Nord inizino i negoziati per il loro ingresso nell’Unione europea – e come Commissione europea abbiamo chiesto ai governi dell’Unione di dare il loro via libera al più presto. Giovedì ho accolto il ministro degli Esteri armeno Zohrab Mnatsakanyan, a un anno dall’accordo di partenariato che l’Unione europea ha firmato con l’Armenia. Abbiamo parlato delle riforme in corso, e di come l’Unione europea può continuare a sostenerle e accompagnarle. Qui la conferenza stampa e il comunicato congiunto. Venerdì invece ero in Vaticano per incontrare il Segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin, e il Segretario per i rapporti con gli Stati, l’arcivescovo Paul Richard Gallagher. È un dialogo che abbiamo iniziato tre anni fa, per cercare di contribuire insieme alla soluzione di alcune delle peggiori crisi dei nostri giorni, dal Venezuela alla Siria. Qui il comunicato. In settimana ho sentito per telefono il premier libico Fayez al Serraj, qui il comunicato. Qui invece il comunicato sulla situazione in...
Europa e Stati Uniti, partner naturali nonostante le divergenze

Europa e Stati Uniti, partner naturali nonostante le divergenze

Scrivo dopo una settimana trascorsa tra Boston, Bruxelles e Milano. Prima all’Università di Harvard, per una giornata di incontri con studenti e professori sui rapporti tra Stati Uniti ed Europa: nonostante le divergenze attuali su singole questioni, rimaniamo partner naturali. Qui il mio discorso ad Harvard e parte del dialogo con studenti e professori. Di ritorno a Bruxelles, il lavoro comune tra le due sponde dell’Atlantico è proseguito con la riunione dei ministri degli Esteri della NATO. Ci siamo occupati soprattutto della cooperazione coi nostri partner nei Balcani, di Afghanistan e della situazione nel Mar d’Azov. Qui le parole che ho scambiato coi giornalisti prima della riunione. Di autonomia strategica e del lavoro che stiamo facendo sulla difesa europea ho parlato alla conferenza annuale dell’Istituto di studi per la sicurezza dell’Unione europea, qui il video. Mentre le tensioni tra Russia e Ucraina sono state anche al centro della riunione di giovedì dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, ospitata dall’Italia a Milano. E a Milano ho incontrato sia il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov sia quello ucraino Pavlo Klimkin, che sarà nostro ospite al Consiglio affari esteri di lunedì prossimo. Qui il mio intervento a Milano. Mercoledì invece, alla riunione settimanale del Collegio dei Commissari europei, abbiamo preso tre decisioni importanti: abbiamo approvato la proposta di accordo sull’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea, un nuovo piano per contrastare le campagne di disinformazione, e una strategia sulle nuove frontiere nel campo dell’intelligenza artificiale. In settimana a Bruxelles ho incontrato anche il presidente libico Fayez al Sarraj, il ministro degli Esteri armeno Zohrab Mnatsakanyan, i ministri degli Esteri...
Un’Unione indispensabile, per gli europei e per il mondo

Un’Unione indispensabile, per gli europei e per il mondo

Scrivo da Bruxelles, in una giornata in cui le istituzioni europee aprono le porte ai cittadini. Un bel modo di ricordare che l’Unione Europea è di tutti gli europei – come protezione nel mondo globalizzato, come garanzia di diritti, come opportunità di pace e di crescita economica. Tra le varie iniziative, abbiamo portato da Sant’Anna di Stazzema al Servizio di azione esterna una mostra di disegni di bambini da tutto il mondo sulla pace. Ieri invece ero a Firenze, alla conferenza annuale dell’Istituto universitario europeo sullo “stato dell’Unione”. Ho risposto alle domande di Roula Khalaf del Financial Times, raccontando quello che tutti i nostri partner nel mondo mi dicono ogni giorno: che c’è un gran bisogno di un’Unione Europea forte, sempre più potenza indispensabile nel difficile scenario internazionale di oggi. Qui il video dell’incontro. E nella settimana che si conclude ho incontrato molti dei nostri partner, a Bruxelles, a partire dai nostri vicini nel Mediterraneo. Martedì ho aperto la “settimana della Tunisia” del Parlamento Europeo, col presidente Antonio Tajani ed il presidente del parlamento tunisino Mohamed Ennaceur. Ho ribadito che la Tunisia non è solo un paese fondamentale per la stabilità della nostra regione, ma una speranza di democrazia in tempi difficili. Anche per questo la Tunisia – e in particolare i suoi giovani – può contare su tutto il nostro sostegno. Qui il mio discorso. Ma in questi giorni abbiamo lavorato anche sulla Libia: ieri ho sentito il premier Fayez Al Serraj e il ministro degli esteri emiratino Abdullah Bin Zayed, per parlare dell’incontro di Serraj con Khalifa Haftar. Qui il comunicato. Giovedì invece ho presieduto la riunione annuale della...
Diario dall’Onu, giorno 3: l’esempio della Colombia, il lavoro per Siria e Libia

Diario dall’Onu, giorno 3: l’esempio della Colombia, il lavoro per Siria e Libia

L’assemblea generale delle Nazioni Unite è un compendio dei drammi e dei successi del mondo. E così, il giorno dell’apertura ufficiale dell’Assemblea Generale, ho avuto la gioia e l’onore di ricevere dal Presidente Juan Manuel Santos una copia firmata da lui dello storico accordo di pace che lunedì siglerà con le Farc a Cartagena, a conclusione di un sanguinoso conflitto durato 50 anni. L’Unione europea ha sostenuto i negoziati in questi anni, e continueremo ad essere concretamente a fianco della Colombia nella realizzazione degli accordi. Il coraggio dimostrato dalla Colombia dovrebbe essere di esempio al mondo: per quanto difficile e doloroso sia, anche il più atroce dei conflitti alla fine si risolve con la politica e non con le armi (è il tema del video che ho registrato oggi per la Giornata mondiale della pace, qui). Ed è questa la strada che stiamo faticosamente cercando di percorrere sulla Siria, e su cui abbiamo lavorato alla riunione del Gruppo internazionale di sostegno che abbiamo tenuto a New York, e ancora in serata alla riunione informale dei ministri degli Esteri del G7. La situazione sul terreno continua a essere drammatica, l’attacco al convoglio di aiuti con le insegne del Programma alimentare mondiale è stato una violazione inaccettabile del diritto internazionale, una barbarie che mette a rischio la consegna di aiuti umanitari a centinaia di migliaia di persone allo stremo (qui c’è il mio comunicato congiunto con Christos Stylianides). Nonostante le difficoltà, la tregua concordata da Russia e Stati Uniti una settimana fa deve essere ripristinata e tenere. Spetta prima di tutto a Usa e Russia, in quanto co-presidenti del Gruppo, farla...
Siria, Libia, Est: al lavoro coi ministri degli Esteri

Siria, Libia, Est: al lavoro coi ministri degli Esteri

Oggi scrivo in partenza per la mia sesta visita in America Latina, che toccherà il Messico e la Colombia, all’indomani di un consiglio dei ministri degli Esteri dell’Unione Europea particolarmente importante. Abbiamo dedicato parte dei lavori ai nostri partner dell’Europa orientale, incontrando i ministri degli esteri di Armenia, Azerbaijan, Bielorussia, Georgia, Moldova e Ucraina, e discutendo con loro il modo migliore per sostenere le riforme, la sicurezza e la pace nella regione. Poi abbiamo lavorato alla nostra politica comune per la Siria, l’Iraq e il contrasto a Daesh. Decidendo innanzitutto di aumentare il coinvolgimento dell’Unione Europea nel processo politico guidato dall’inviato speciale dell’Onu Staffan de Mistura, per avviare la transizione in Siria. Lì siamo impegnati soprattutto sul versante umanitario, come primo donatore di aiuti, anche attraverso la nostra presenza sul terreno. Ma stiamo giocando un ruolo fondamentale pure nel gruppo internazionale di sostegno per la Siria, e tra Bruxelles e Ginevra lavoriamo costantemente con le parti. Proprio ieri mattina, prima della riunione, ho ricevuto i rappresentanti della Syrian National Coalition, la coalizione dell’opposizione siriana. È indispensabile iniziare al più presto un processo politico che avvii il processo di pace, e crei le condizioni per sconfiggere Daesh. Ogni giorno vediamo ancora l’orrore della guerra fare troppe vittime, e spingere altre persone nelle mani di trafficanti senza scrupoli pur di cercare salvezza altrove. Ed è sul fenomeno globale delle grandi migrazioni che abbiamo concentrato la maggior parte del nostro lavoro ieri in Consiglio. Innanzitutto accogliendo la richiesta del primo ministro libico Fayez al Serraj, che avevo nuovamente incontrato una settimana fa a Vienna, di addestrare la guardia costiera libica con la nostra operazione navale europea...