Al lavoro per salvare l’accordo sul nucleare iraniano

Al lavoro per salvare l’accordo sul nucleare iraniano

Scrivo alla fine di una settimana di lavoro per salvare l’accordo sul nucleare iraniano. Ne abbiamo discusso lunedì a Lussemburgo coi ministri degli Esteri dell’Unione, ribadendo che l’accordo va preservato e invitando tutte le parti a evitare nuove escalation (qui la conferenza stampa). Il giorno successivo ero a Washington, dove l’Iran è stato al centro del colloquio col segretario di Stato Mike Pompeo. E venerdì prossimo riuniremo ancora la commissione che lavora per garantire il rispetto dell’accordo – presieduta dall’Unione europea e composta da Cina, Francia, Germania, Gran Bretagna, Russia e Iran. Qui il comunicato. A Washington, con Pompeo, abbiamo discusso anche di Balcani, Venezuela, Afghanistan, Libia, Moldova, Ucraina e Russia. Ho incontrato anche Jared Kushner, il consigliere del presidente sul Medio Oriente, per parlare della situazione in Israele e Palestina. Qui il comunicato. Lunedì, alla riunione coi ministri degli Esteri e della Difesa, ho presentato un rapporto sul lavoro degli ultimi tre anni per tradurre in azione la nostra Strategia globale per la politica estera e di sicurezza. Abbiamo confrontato i propositi di tre anni fa e i risultati conseguiti – che in alcuni campi hanno superato le aspettative, come sulla difesa comune europea, mentre in altri settori il lavoro da fare resta molto. Qui il rapporto, e qui le nuove conclusioni del Consiglio per portare avanti il lavoro sulla difesa europea. Al Consiglio ci siamo occupati anche di Sudan e Moldova. E poi, coi ministri degli Esteri abbiamo incontrato il ministro degli Esteri giordano Ayman al Safadi. La Giordania è uno dei nostri partner più stretti in Medio Oriente, e un punto di riferimento per la regione...
Lega araba, Libano, Giordania: una settimana di lavoro coi nostri partner in Medio Oriente

Lega araba, Libano, Giordania: una settimana di lavoro coi nostri partner in Medio Oriente

Scrivo alla fine di una settimana dedicata soprattutto al lavoro con i nostri partner in Medio Oriente – iniziata in Egitto, dove ero domenica scorsa per il primo vertice tra Unione europea e Lega araba: qui le parole che ho scambiato coi giornalisti prima del vertice, qui il mio intervento. In Egitto ho avuto anche l’occasione per incontri bilaterali col ministro degli Esteri giordano Ayman Safadi e il ministro degli Esterni tunisino Khemais Jhinaoui. Dall’Egitto al Libano, forse il più “europeo” dei paesi arabi e uno dei nostri partner più stretti nella regione. A Beirut ho incontrato il presidente della Repubblica Michel Aoun, il presidente del Parlamento Nabih Berri, il presidente del Consiglio Saad Hariri, il ministro degli Esteri Gebran Bassil e quella dell’Interno Raya El Hassan (qui il comunicato stampa). Col premier Hariri abbiamo poi inaugurato la nuova ambasciata europea a Beirut – il segno di rapporti sempre più stretti e intensi tra Europa e Libano. Qui il mio discorso alla cerimonia. Giovedì invece ero a Londra per la Conferenza internazionale sulla Giordania: un paese dal potenziale enorme, in termini economici e di capitale umano, con una leadership che ha saputo rimanere saggia e razionale in questi anni difficili. E a Londra ho incontrato anche il premier giordano Omar Razzaz. Qui il mio intervento alla Conferenza. Mercoledì invece ero al Parlamento europeo a Bruxelles, per l’apertura del Congresso mondiale contro la pena di morte: noi europei crediamo nella giustizia, non nella vendetta, e continuiamo a lavorare per l’abolizione della pena capitale – insieme alla società civile e nelle nostre conversazioni coi paesi che continuano a farne uso. Qui il mio...
Strasburgo

Strasburgo

Scrivo al termine di una settimana segnata dall’attentato di Strasburgo, città che per secoli è stata teatro di guerre e stragi, e che da settant’anni è diventata un simbolo di pace, grazie all’Unione europea. Città europea dove ha perso la vita Antonio Megalizzi, ragazzo italiano ed europeo. Il miglior modo di onorare la sua memoria è credere e investire nella nostra Unione con quello stesso entusiasmo e quella stessa passione che aveva lui. In quelle ore anche io ero a Strasburgo, in aula per la plenaria – proprio mentre arrivavano le prime notizie sul l’attentato eravamo impegnati in un dibattito sulla situazione in Ucraina (qui il mio intervento). Lunedì ne avevamo discusso con il ministro degli Esteri Pavlo Klimkin, che è stato nostro ospite alla riunione dei ministri degli Esteri dell’Unione europea. Di ritorno a Bruxelles ho incontrato il presidente ucraino Petro Poroshenko. E di Ucraina ho discusso anche coi capi del governo dell’Unione, al Consiglio europeo di giovedì e venerdì. Questi gli altri interventi che ho fatto in Aula a Strasburgo: sui due rapporti annuali del Parlamento europeo sulla nostra politica estera e di difesa; sul caso di Selahattin Demirtas, il leader dell’opposizione detenuto in Turchia; sul rapporto annuale sul nostro lavoro per i diritti umani nel mondo. Lunedì, alla riunione dei ministri degli Esteri dei Ventotto, ci eravamo occupati anche di come preservare l’accordo sul nucleare iraniano, di Balcani, del nostro lavoro con l’Unione africana e di Venezuela. Qui le parole che ho scambiato coi giornalisti prima del Consiglio affari esteri, e la conferenza stampa finale. E mercoledì ho incontrato Eduardo Stein, il rappresentante delle agenzie dell’Onu...
Di ritorno dalla Giordania. Una regione comune, un destino condiviso

Di ritorno dalla Giordania. Una regione comune, un destino condiviso

Scrivo di ritorno dalla Giordania, un paese che in tempi difficili per il Medio Oriente rimane un punto di riferimento per saggezza, equilibrio, capacità di mediazione. E che per questo l’Unione europea sostiene e continuerà a sostenere in ogni modo. Con il re Abdullah e con il ministro degli Esteri Ayman Safadi abbiamo parlato delle tensioni in Israele e Palestina, del conflitto in Siria, ma anche della nostra cooperazione per rafforzare l’economia giordana e aiutare le comunità che hanno accolto in questi anni milioni di profughi siriani. Negli ultimi tre anni abbiamo finanziato progetti da un miliardo di euro per l’istruzione, l’acqua, l’energia, le imprese. Ieri ho annunciato altri 20 milioni di euro per le fasce più deboli della società, e siamo pronti a svincolare il secondo pacchetto da 100 milioni di assistenza macro-finanziaria. Qui la conferenza stampa con Safadi. Il sostegno dell’Unione europea è fondamentale per assicurare un presente e un futuro a generazioni di giordani e di siriani che saranno chiamati presto a fare la loro parte. Come i 145 giovani giordani e siriani che si sono laureati oggi all’università di Madaba grazie al sostegno economico dell’Unione europea. È un investimento anche sul nostro futuro, perché condividiamo la stessa regione. Qui il mio intervento alla cerimonia di laurea. Ed è questa la logica che muove l’Unione Europea anche nei suoi rapporti con l’Africa. In occasione delle Giornate europee dello sviluppo, ho incontrato il presidente di turno dell’Unione africana e presidente del Rwanda Paul Kagame, il presidente dell’Angola João Lourenço, il presidente del Burkina Faso Roch Kaboré, il ministro sudafricano per le piccole imprese Lindiwe Zulu, ma anche...
Una finestra di opportunità per i Balcani

Una finestra di opportunità per i Balcani

Scrivo alla fine di una settimana trascorsa tra Bruxelles, per lavorare sulle crisi aperte in Medio Oriente, e in particolare alla Siria, e i Balcani occidentali, una regione che è geograficamente parte dell’Europa e che vogliamo diventi tutta insieme parte della nostra Unione. Questo è il messaggio che mercoledì abbiamo portato a Pristina, in Kosovo, insieme al presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e al commissario Johannes Hahn. È tempo di chiudere le ferite del passato, compiere quei passi che garantiscano stabilita alla regione e all’Europa intera. Ne abbiamo parlato con il presidente Hashim Thaçi, il premier Ramush Haradinaj, e il presidente del Parlamento Kadri Veseli. E con un gruppo di ragazzi e di rappresentanti della società civile, in una discussione aperta e sincera – qui il video. E ancora il giorno dopo a Sofia, in Bulgaria, con tutti e sei i nostri partner del Balcani. Hanno, abbiamo, in questi mesi una finestra di opportunità unica per mettere fine alle divisioni e riunire l’Europa. La settimana è cominciata invece a Bruxelles con l’incontro mensile dei ministri degli Esteri dell’Unione europea. Ci siamo occupati ancora una volta Medio Oriente. Dopo il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente palestinese Mahmoud Abbas, abbiamo discusso con i ministri degli Esteri di Giordania, Arabia Saudita, Marocco, Emirati Arabi, Egitto e Palestina, insieme al segretario della Lega Araba Ahmed Aboul Gheit, della situazione in Israele e Palestina e di come rilanciare insieme il processo di pace. Qui la conferenza stampa col ministro giordano Ayman al Safadi. E poi il dramma della Siria, e di Ghouta innanzitutto: dopo l’incontro con i ministri degli Esteri, ho...