Da Bruxelles una risposta comune alla strage di Idlib

Da Bruxelles una risposta comune alla strage di Idlib

Sono stati giorni di lavoro difficile, a Bruxelles, per la Siria. La notizia del terribile attacco chimico nella regione di Idlib è arrivata proprio mentre iniziavano i lavori della Conferenza internazionale per sostenere il futuro della Siria e della regione, che abbiamo presieduto a Bruxelles insieme al Segretario Genereale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, con la partecipazione di più di 70 paesi e organizzazioni internazionali. E dopo le notizie che da Idlib ricordavano al mondo che la guerra in Siria continua nel modo più orribile e drammatico, il messaggio che abbiamo dato dalla Conferenza, il lavoro che insieme siamo riusciti a fare, è ancora più importante. Le decisioni che abbiamo preso, insieme, a Bruxelles, sono tre. Innanzitutto un forte sostegno e impulso ai negoziati di Ginevra, sotto la guida dell’ONU, come unica soluzione possibile per mettere fine alla guerra e all’orrore quotidiano. A Bruxelles la comunità internazionale si è unita – dagli Stati Uniti alla Russia, dal Golfo ai paesi europei e al mondo arabo – lavorando perché le parti siriane possano raggiungere un accordo politico e mettere fine alla guerra. I rappresentanti della società civile siriana che erano con noi hanno ripetuto una parola: hudna, tregua. L’attacco di Idlib rende ancora più evidente che il cessate il fuoco deciso ad Astana deve tradursi in realtà, e i tre paesi garanti – Russia, Turchia e Iran – hanno una responsabilità particolare che devono esercitare. Ma la tregua potrà durare nel tempo solo se i negoziati di Ginevra tra le parti siriane, con la mediazione dell’ONU, andranno avanti e porteranno a una soluzione politica della crisi. Il futuro della Siria è in mano ai siriani:...