Da Washington a Samarcanda

Da Washington a Samarcanda

Scrivo di ritorno dall’Asia centrale, prima in Kirghizistan per una visita bilaterale, poi in Uzbekistan, a Samarcanda, per la riunione annuale tra l’Unione europea e i ministri degli Esteri cinque paesi dell’Asia centrale. Uzbekistan, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Turkmenistan sono stati nei secoli crocevia via tra l’Oriente e l’Occidente. E lo sono ancora. Per le nostre economie, perché sono snodo strategico per il passaggio delle merci su quella che un tempo era la via della Seta, e per il nostro approvvigionamento energetico. Ma anche per la nostra sicurezza, dall’Afghanistan al contrasto al terrorismo e alla prevenzione della radicalizzazione. Tutti questi paesi guardano sempre di più all’Europa non solo come primo mercato o come primo donatore, ma come partner politico solido e affidabile. E a Samarcanda abbiamo deciso di rafforzare la nostra partnership negli anni a venire. L’Unione europea ha molto incoraggiato e continua a incoraggiare e sostenere il cammino di riforme che con velocità diverse è iniziato in tutti i paesi, che si parli di nuove misure economiche o di riforma della giustizia e dello stato di diritto, di diritti civili. Di come rafforzare il cammino delle riforme e del cambiamento abbiamo parlato in tutti gli incontri bilaterali che ho avuto: a Bishkek con il presidente del Kirghizistan Almazbek Atambayev, il presidente eletto Sooronbay Jeenbekov e il primo ministro Sapar Isakov, e a Samarcanda con i ministri degli esteri uzbeko Abdulaziz Kamilov, kazako Kairat Abdrakhmanov, kirghizo Erlan Abdyldayev, tagiko Sirodjidin Aslov, turkmeno Raşit Meredow. Qui il mio intervento in apertura dell’incontro a Samarcanda e la conferenza stampa finale. La visita a Samarcanda è stata anche l’occasione per un nuovo incontro...
Al lavoro per proteggere l’accordo con l’Iran

Al lavoro per proteggere l’accordo con l’Iran

Sono giorni intensi di lavoro per preservare l’accordo sul programma nucleare iraniano, fondamentale per la sicurezza di noi europei e dell’intera regione, e per il sistema globale di non-proliferazione nucleare. Venerdì scorso, dopo aver parlato col segretario di Stato Rex Tillerson e aver ascoltato il discorso del presidente Trump, ho ricordato il pieno sostegno dell’Unione europea all’accordo, che nessun paese può “terminare” unilateralmente: non è un trattato bilaterale, ma una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Qui la mia conferenza stampa, il mio intervento e le domande dei giornalisti. Stamattina ho parlato con il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, Yukiya Amano, che mi ha confermato ancora una volta che l’Iran sta rispettando tutti gli impegni presi nell’accordo, e che il lavoro di verifica e monitoraggio dell’Aiea continua a svolgersi con pieno accesso a tutti i siti che richiede di ispezionare. Qui le parole che ho scambiato coi giornalisti stamattina. E oggi a Lussemburgo, coi ministri degli Esteri dei ventotto Stati membri dell’Unione europea, abbiamo confermato la nostra comune determinazione a preservare l’accordo. Anche per questo, a inizio novembre sarò a Washington per una serie di incontri con l’Amministrazione e col Congresso. Qui la conferenza stampa di oggi, il botta e risposta coi giornalisti e la nostra dichiarazione comune. Sempre in tema di non-proliferazione, al Consiglio Affari Esteri abbiamo approvato nuove sanzioni europee nei confronti della Corea del Nord, per esercitare massima pressione su Pyongyang e cercare di creare uno spazio per una mediazione (qui le conclusioni del Consiglio). Di Nord Corea, Iran e non-proliferazione ho parlato anche lunedì scorso, intervenendo in video a un convegno sui sessant’anni dell’Aiea e...
All’Assemblea generale dell’Onu

All’Assemblea generale dell’Onu

Scrivo di ritorno da New York, dove come ogni anno ho partecipato alla settimana ministeriale dell’Assemblea Generale dell’Onu. Un momento per mostrare in modo concreto il sostengo dell’Unione Europea al sistema multilaterale e alle Nazioni Unite – punto di riferimento fondamentale per cercare una soluzione pacifica alle troppe crisi di oggi. È stata una settimana intensa e a tratti difficile, con tanti risultati importanti ma anche alcuni passaggi molto complicati. A partire dalle tensioni tra Stati Uniti e Iran. In difesa dell’accordo con l’Iran Mercoledì sera ho presieduto la riunione con i ministri degli esteri dell’Iran e dei sei paesi che, due anni fa, hanno negoziato l’accordo sul programma nucleare iraniano: Stati Uniti, Cina, Russia, Francia, Germania, Regno Unito. Insieme abbiamo ribadito che l’Iran sta rispettando l’accordo, come certificato per otto volte dall’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica. Ed è all’Aiea che spetta di verificare che gli impegni nel settore nucleare siano rispettati – lo dice l’accordo e una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Per questo l’accordo appartiene a tutti, non solo a un paese o due, e l’Unione europea farà di tutto per garantirne il rispetto pieno, da parte di tutti. È il messaggio che ho ripetuto anche nei miei incontri col vicepresidente degli Stati Uniti Mike Pence, il segretario di Stato Rex Tillerson, col ministro degli esteri iraniano Javad Zarif e col russo Sergei Lavrov. Qui la mia conferenza stampa sull’Iran, qui l’intervista con Christiane Amanpour della CNN. In un momento in cui continuano le tensioni con la Corea del Nord, non avrebbe senso smantellare un accordo di non proliferazione nucleare che funziona. Al contrario, dovremmo cercare in ogni...