Di ritorno dalla Giordania. Passi concreti su difesa europea e sviluppo

Di ritorno dalla Giordania. Passi concreti su difesa europea e sviluppo

Scrivo di ritorno dalla Giordania, dove ho partecipato al World Economic Forum per il Medio Oriente, occasione di incontro con tanti partner importanti per il nostro lavoro nella regione, e oltre: dal re di Giordania Abdullah al re di Spagna Felipe; dal premier georgiano Giorgi Kvirikashvili al presidente del Niger Mahamadou Issoufou; da Chemi Peres, del Peres Centre for Peace, a Tzipi Livni; da William Lacy Swing dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni a Peter Maurer della Croce Rossa​. Al Forum ho discusso anche del futuro dell’Europa e di quello della Siria, e parlato con i giornalisti della rielezione di Hassan Rouhani in Iran – una notizia importante per tutta la regione.   Iranians took passionately part to political life of their country. I congratulate President @HassanRouhani for strong mandate received 1/2 — Federica Mogherini (@FedericaMog) 20 maggio 2017 #EU ready to continue work for full JCPOA implementation, bilat engagement, regional peace, and meet expectations of all people in #Iran 2/2 — Federica Mogherini (@FedericaMog) 20 maggio 2017 Il Medio Oriente è stato al centro anche dei lavori della plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo, la settimana scorsa. Qui il mio intervento in aula sulla Siria, e la replica ai parlamentari. Qui il discorso sulla situazione dei cristiani in Medio Oriente e il dibattito (in italiano). E qui un mio commento alle belle e importanti parole che il Segretario Generale dell’Onu Antonio Guterres ci ha rivolto in aula a Strasburgo, sul valore della nostra Unione Europea per il mondo. Ma quella che si è conclusa è stata soprattutto una settimana importante di lavoro con i ministri dei Ventotto, in particolare sulla nostra difesa...
Un partner forte, affidabile, indispensabile

Un partner forte, affidabile, indispensabile

Scrivo alla fine di una settimana particolarmente densa di incontri, tra Bruxelles con la ministeriale Nato, Bonn per il G20, e Monaco per la Security Conference. Il messaggio che ho raccolto nei tantissimi incontri bilaterali che ho avuto – e che ho rilanciato dal palco di Monaco – è che nel mondo si guarda all’Unione Europea come un partner forte, affidabile, cooperativo, indispensabile. Molto più forte di quanto noi stessi spesso pensiamo. E ancora più indispensabile in tempi pericolosi e confusi, in cui le regole sono troppo spesso percepite come una costrizione per alcuni invece che come una garanzia per tutti. L’Unione Europea è un punto di riferimento quando si parla di pace, multilateralismo, sviluppo, diritti, commercio libero ed equo. E anche quando si parla di sicurezza, per le operazioni militari e le missioni civili che abbiamo nel mondo, per la nostra collaborazione con la Nato. Ma non solo. È un’illusione credere di affrontare le sfide che abbiamo davanti solo con la forza militare. L’Unione Europea investe in sviluppo, in promozione dei diritti, in istruzione, in politiche contro i cambiamenti climatici, in società forti – piuttosto che nella pericolosa illusione che “uomini forti” possano rendere stabili i propri paesi. Non è filantropia, non sono “buoni sentimenti”, ma un investimento razionale anche sulla nostra sicurezza. L’ho detto ieri dal palco della Munich Security Conference, qui il video. Le disuguaglianze creano instabilità e fragilità, e di questo abbiamo parlato al G20 di Bonn. Non si tratta più, come in passato, di ragionare su cosa possiamo fare “per” l’Africa, ma di cosa dobbiamo fare insieme, “con” l’Africa. Siamo partner per la pace a la sicurezza, per la...
Di ritorno dagli Stati Uniti

Di ritorno dagli Stati Uniti

Scrivo di ritorno dalla mia visita di due giorni a Washington, la prima dall’insediamento della nuova amministrazione. È stata l’occasione innanzitutto per aprire un canale di comunicazione diretto, dopo i primi contatti telefonici, e presentare le priorità dell’Europa. Ma soprattutto per iniziare a definire insieme in quali campi possiamo avere approccio e interessi comuni: le grandi crisi internazionali a partire dalla Siria e dall’Ucraina, la piena attuazione dell’accordo sul nucleare iraniano, la lotta contro il terrorismo. Vi sono temi su cui, invece, potremo non essere d’accordo, che si parli di libero commercio, di cambiamento climatico o di multilateralismo. Come Unione Europea, non potremo che avere un approccio pragmatico, basato sui nostri valori e sui nostri interessi, in spirito di amicizia ma anche con priorità ben chiare da cui non intendiamo derogare. Gli incontri che ho avuto sono stati molto positivi. Ho trovato nei miei interlocutori, al dipartimento di Stato così come alla Casa Bianca e al Congresso, grande interesse a collaborare e rispetto per l’Unione Europea. Con il segretario di Stato, Rex Tillerson, abbiamo discusso tra le altre cose di rapporti transatlantici, di lotta al terrorismo, di Siria e Ucraina, dei piani dell’Unione Europea per rafforzare la propria difesa. I principali dossier di politica estera, a partire dall’intesa con l’Iran, sono stati anche il tema dei miei colloqui alla Casa Bianca – con il consigliere per la Sicurezza nazionale, Michael Flynn, e con il consigliere del presidente Jared Kushner – e dei numerosi incontri che ho avuto al Congresso, con parlamentari di maggioranza e di opposizione. Ho visto i senatori Jack Reed, Chris Murphy, Jeanne Shaheen e Lindsay Graham, e i...
Una conferenza a Bruxelles per il futuro della Siria

Una conferenza a Bruxelles per il futuro della Siria

Scrivo in viaggio da Strasburgo, dove abbiamo tenuto la riunione settimanale del Collegio dei Commissari, verso Davos, dove da stasera parteciperò ad alcune sessioni del World Economic Forum e farò una serie di incontri bilaterali con interlocutori istituzionali e partner internazionali. In giorni in cui l’attenzione mediatica si concentrerà su una complicata transizione dell’Amministrazione statunitense, il nostro lavoro resta incentrato sul ruolo che l’Unione Europea gioca, e continuerà a giocare, nella nostra regione e nel mondo. Per la pace, la sicurezza e la stabilità. A cominciare dalla Siria, su cui abbiamo lavorato ieri a Bruxelles durante il Consiglio Affari Esteri. La nostra iniziativa regionale per preparare il futuro del paese continua, in stretto collegamento con le Nazioni Unite e tutti i paesi della regione, che hanno mandato le loro delegazioni a Bruxelles in questi giorni per discutere di come facilitare insieme la transizione politica, processi di riconciliazione, e aprire una fase di ricostruzione del Paese. Abbiamo anche deciso che l’Unione Europea, insieme alle Nazioni Unite, ospiterà a Bruxelles in primavera una conferenza internazionale sul futuro della Siria e della regione. Sarà innanzitutto un incontro politico, per provare a chiudere questi sei anni drammatici di conflitto ad aprire il capitolo della transizione e ricostruzione. Ma sarà anche l’occasione per rafforzare il sostegno umanitario ad una popolazione stremata, dentro e fuori i confini della Siria. L’Unione Europea investe più di chiunque altro per aiutare i siriani, e continuerà a farlo: proprio questo, ed il fatto che non siamo parte in causa nel conflitto, ci dà una credibilità che oggi siamo pronti ad usare anche per facilitare una soluzione politica della crisi....
Dodici cose da portare nel 2017

Dodici cose da portare nel 2017

Primo giorno dell’anno, tempo di bilanci e propositi per i mesi che verranno. Il 2016 è stato un anno molto difficile, e il 2017 si apre con un terribile attacco a Istanbul che ci ricorda in modo drammatico che il lavoro da fare – per sconfiggere il terrorismo, così come per mettere fine ai troppi conflitti della regione – è un lavoro da fare insieme. Insieme, cercando e costruendo ogni giorno l’unità delle nostre comunità; e insieme ai nostri partner, iniziando dai nostri vicini. L’anno che inizia non sarà facile, ma ci sono alcune cose che siamo riusciti a costruire nel 2016 e che possiamo portare con noi per aiutarci lungo la strada. Questi sono i dodici momenti che porto con me, per guidare il lavoro di questo 2017.   Una Strategia Globale per la nostra politica estera È stata il frutto del lavoro di mesi, che si è concluso in un momento molto particolare.  I cittadini della Gran Bretagna avevano appena votato per lasciare l’Unione Europea. Alcuni pensavano fosse meglio aspettare tempi migliori, ma per me era ancora più importante, proprio in quelle ore, delineare una Strategia condivisa, di tutta l’Unione, per la nostra politica estera e di sicurezza comune. Così, dopo mesi di un grande lavoro collettivo, ho presentato la Strategia Globale al Consiglio Europeo del 28 giugno: un’idea chiara e condivisa sul percorso da seguire, sui bisogni dei nostri cittadini, su ciò che dobbiamo cambiare e – anche e soprattutto – sulla nostra forza, che dobbiamo usare in modo più orgoglioso e consapevole, insieme, da europei. Da giugno a oggi la Strategia Globale ha già iniziato a...