Di ritorno da Amburgo (col pensiero all’Italia)

Di ritorno da Amburgo (col pensiero all’Italia)

Scrivo di ritorno da Amburgo, dove in occasione della riunione ministeriale dell’Osce (l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) ho incontrato John Kerry e Sergey Lavrov per discutere dell’iniziativa dell’Unione Europea sul futuro della Siria, e della necessità di proteggere la popolazione civile in particolare ad Aleppo, in queste ore, garantendo accesso agli aiuti umanitari. Qui il comunicato sugli incontri di oggi. Ieri sera, tappa a Berlino per tenere la “Willy Brandt Lecture” alla Humboldt University – qui il video e il testo. E prima, a Bruxelles, la ministeriale Nato per adottare le proposte che insieme al Segretario Generale, Jens Stoltenberg, abbiamo presentato per rafforzare la cooperazione tra Unione Europea e Alleanza Atlantica. Il Consiglio Europeo ne discuterà la prossima settimana, insieme alle altre misure che ho proposto per rafforzare la dimensione europea della difesa (qui il video della nostra conferenza stampa). Ancora, martedì ho ricevuto John Kerry a Bruxelles per un incontro bilaterale e per firmare insieme un accordo di cooperazione militare nel settore della logistica tra Stati Uniti e Unione Europea. E lunedì ero a Dakar, per aprire con il Presidente del Senegal Macky Sall il Forum per la pace e la sicurezza in Africa, e per lavorare con lui sul nostro migration compact. Il lavoro continua, quindi, anche se con il pensiero all’Italia. Ho sempre pensato, e continuo a pensare, che la riforma costituzionale su cui abbiamo votato fosse utile al Paese, ed avrei voluto vedere un risultato diverso, domenica sera. Non è andata così. Oggi, la gestione di una transizione difficile ma possibile è nelle mani del Presidente Sergio Mattarella, e questo ci consente di essere...
Tra difesa europea, Siria e Centrafrica

Tra difesa europea, Siria e Centrafrica

Scrivo mentre sono in viaggio per gli Emirati, dove domani parteciperò al Sir Bani Yas Forum con un panel sull’Iran. In questo momento è fondamentale preservare l’accordo sul nucleare tanto faticosamente raggiunto un anno fa, la cui piena realizzazione ho la responsabilità di garantire. Ma sarà soprattutto l’occasione per incontrare i ministri della regione e portare avanti il lavoro sul futuro della Siria che ho iniziato per l’Unione Europea in queste settimane, per costruire un terreno comune che le potenze regionali possano facilitare. Ne ho parlato oggi con i leader dell’opposizione siriana a Bruxelles (qui il comunicato sull’incontro), perché il futuro della Siria va disegnato innanzitutto dai siriani. E ne abbiamo parlato pochi giorni fa, sempre a Bruxelles, con il ministro degli Esteri del Libano Gebran Bassil, con il quale abbiamo anche concluso il “compact” per il nostro sostegno ai rifugiati siriani nel paese e concordato le priorità del nostro partenariato, proprio nel momento in cui il Libano lavora per superare le proprie divisioni interne, con l’elezione di un Presidente dopo più di due anni di stallo istituzionale (qui il video della nostra conferenza stampa). Ma questa è stata una settimana importante soprattutto per il lavoro che abbiamo fatto sulla sicurezza e la difesa europea con i ministri degli Esteri e della Difesa dei 28. Lunedì tutti gli Stati Membri hanno approvato le proposte che ho presentato per rafforzare la nostra cooperazione in questo settore: è un vero cambio di passo, fatto a 28, nel momento in cui l’Europa ha bisogno più che mai di rilanciare la sua unità, la capacità di guardare al futuro insieme, e di realizzare progetti...
Verso l’Europa della Difesa

Verso l’Europa della Difesa

Scrivo oggi da Bratislava, dove ho presieduto la riunione informale dei ministri della Difesa cui ha preso parte anche il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg. Di fronte alle sfide che l’Unione europea si trova ad affrontare, abbiamo bisogno di rafforzare la nostra sicurezza e la difesa comune. Qui il primo incontro con la stampa, stamattina, per spiegare il senso della giornata. Andremo avanti dunque, prima di tutto con l’attuazione della Strategia globale che avevo presentato a giugno. Entro novembre metterò a punto un piano, con il contributo di tutti gli Stati membri, che sarà sul tavolo del Consiglio formale dei ministri della Difesa. C’è molto che possiamo fare insieme e c’è molto che siamo pronti a fare. Come è stato chiaro anche nella riunione di oggi (qui la conferenza stampa al termine dei lavori). Il secondo pilastro della nostra azione sarà il piano per lo sviluppo della ricerca e dell’industria della difesa su cui stiamo lavorando nella Commissione europea, che sarà pronto entro fine anno. Infine, la collaborazione strategica dell’Unione europea con la NATO. Insieme con Stoltenberg abbiamo iniziato a lavorare per attuare la dichiarazione congiunta con cui l’8 luglio, a Varsavia, ci siamo impegnati a cooperare sulla sicurezza marittima e l’immigrazione, sulle minacce ibride o telematiche. E l’Alleanza non potrà che avere benefici da una difesa europea più forte, come ha chiarito anche Stoltenberg. Non c’è nessuna contraddizione, nessuna sovrapposizione, ma anzi la NATO sarà più forte. Qui il mio punto stampa insieme a...
Libia, Afghanistan, migrazioni: al lavoro coi ministri degli esteri e della difesa

Libia, Afghanistan, migrazioni: al lavoro coi ministri degli esteri e della difesa

Di ritorno da due giornate intense di lavori con i ministri degli esteri e della difesa dei 28 paesi dell’Unione Europea in Lussemburgo. Ieri, a un anno esatto dalla tragedia nel Canale di Sicilia in cui persero la vita più di 800 persone, abbiamo fatto un bilancio tutte le azioni avviate in questi dodici mesi sul versante delle politiche esterne dell’Unione Europea, per programmare il lavoro che ancora ci aspetta. In un anno è partita la missione Sofia, che ha arrestato decine di trafficanti e salvato 13.000 vite umane. In un anno abbiamo lanciato il Fondo fiduciario per l’Africa, che ha già finanziato progetti per 700 milioni di euro. In un anno abbiamo avviato un dialogo senza precedenti con i nostri partner africani, non sono sul rientro in patria dei migranti irregolari ma soprattutto sulle prospettive di sviluppo del loro continente. Un anno fa mi era stato dato il compito di far partire dei dialoghi di alto livello con una serie di paesi strategici – dalla Nigeria all’Etiopia – e questi dialoghi sono ormai tutti ben avviati, e ci consentono di lavorare insieme alla gestione dei flussi (qui il video della conferenza stampa sulla prima parte del Consiglio affari esteri). Con Filippo Grandi, l’Alto commissario dell’Onu per i rifugiati, ieri abbiamo anche discusso del lavoro che facciamo insieme su più fronti: dall’applicazione dell’accordo con la Turchia al nostro impegno per portare aiuti umanitari in Siria, dal lavoro sulla rotta balcanica all’aiuto ai siriani in Giordania e Libano, dal sostegno ai rifugiati in alcuni paesi africani a quello per gli afghani, dentro e fuori dal loro paese. Per salvare e proteggere la vita...