Dalla Finlandia a Malta all’India

Dalla Finlandia a Malta all’India

Scrivo dopo una settimana iniziata con due appuntamenti dedicati al contrasto alle cosiddette “minacce ibride”. Lunedì scorso, la mattina a Bruxelles, ho spiegato la nostra strategia per affrontarle in una conferenza organizzata dalla presidenza estone dell’Unione europea: qui il mio discorso. Nel pomeriggio poi a Helsinki, in Finlandia, per inaugurare il nuovo Centro europeo di eccellenza contro le minacce ibride: è un’iniziativa che avevo proposto poco più di un anno fa, che è stata realizzata in tempi rapidissimi grazie alla leadership di alcuni Stati membri e in collaborazione con la Nato. Qui il mio intervento all’inaugurazione. La sicurezza dell’Europa è una delle priorità per il lavoro della Commissione europea da qui alla fine del nostro mandato, tra due anni. Per definire queste priorità – oltre alla difesa, anche gli investimenti per l’Africa, il cammino dei Balcani verso l’Unione europea, ma anche un commercio internazionale libero ed equo e la difesa dei diritti umani – martedì scorso ero a Strasburgo, al lavoro con il Collegio dei Commissari europei e con i presidenti delle Commissioni del Parlamento europeo. Da Strasburgo a Malta, per la Conferenza “Our Ocean”, ospitata quest’anno dall’Unione europea. I nostri mari dovrebbero essere prima di tutto una risorsa, ma rischiano di trasformarsi in una minaccia – per colpa dei cambiamenti climatici, per l’inquinamento, per il rischio di nuovi conflitti. Per questo ho annunciato 560 milioni di investimenti dell’Unione europea per la sicurezza e contro l’inquinamento dei nostri mari. E alla Conferenza di Malta nel complesso siamo riusciti a mobilitare oltre 6 miliardi di euro per la salvaguardia degli oceani – un risultato davvero straordinario. Qui il mio intervento in...
Una forza di pace e sicurezza, anche dopo Brexit

Una forza di pace e sicurezza, anche dopo Brexit

Scrivo dopo la prima riunione del Consiglio europeo a 27, senza la Gran Bretagna, per decidere insieme la nostra posizione nei negoziati sulla Brexit. Oggi ho visto una grande unità e la consapevolezza della responsabilità – per noi che rimaniamo – di far funzionare al meglio la nostra Unione, per il bene dei cittadini europei e per promuovere pace e sviluppo nel mondo. L’Unione Europea resterà infatti, anche senza la Gran Bretagna, la seconda economia del mondo, il più grande mercato, il più grande motore di sviluppo e di cooperazione sulla terra. Qui quello che ho detto ai giornalisti arrivando all’incontro. Nei giorni scorsi ero invece a Malta, per la riunione informale dei ministri degli Esteri e della Difesa dei Ventotto. Tre giorni di lavoro comune che hanno portato alcuni risultati importanti. Sulla difesa, innanzitutto. Abbiamo deciso di continuare a procedere verso una vera Unione Europea della sicurezza e della difesa: stiamo preparando una “cooperazione rinforzata” tra Stati membri sulla difesa e un meccanismo annuale di coordinamento delle spese militari, per dare più sicurezza agli europei e investire in modo più efficiente. E stiamo rimuovendo gli ostacoli che finora hanno impedito di usare i “battlegroup”, la forza di reazione rapida europea. Qui l’arrivo alla riunione dei ministri della Difesa e la conferenza stampa finale. E qui la visita alla nave San Giusto dell’Operazione dell’Unione Europea Sophia, che continua a salvare vite nel Mediterraneo, arrestare trafficanti e aiutare la guardia costiera libica a fare lo stesso all’interno delle loro acque territoriali. Ma non ci siamo occupati solo di difesa. Con i ministri degli Esteri ieri abbiamo concordato una posizione comune sullo...
A Malta, coi nostri partner africani e libici

A Malta, coi nostri partner africani e libici

Scrivo in viaggio verso gli Stati Uniti, dove avrò una serie di primi incontri con la nuova Amministrazione americana, a partire dal segretario di Stato Rex Tillerson e dal National Security Advisor Michael Flynn. Ne scriverò nei prossimi giorni. Ma oggi voglio raccontare innanzitutto una giornata importante di lavoro con la Presidenza maltese e con i nostri partner libici e africani. Prima all’incontro per fare il punto sul lavoro sulla migrazione che stiamo facendo insieme – Europa, Africa, organizzazioni internazionali come l’Agenzia Onu per i rifugiati (Unhcr) e l’Organizzazione per le migrazioni (Iom) – dopo il vertice di Valletta di un anno fa: smantellare le reti dei trafficanti, salvare vite, investire nello sviluppo locale. Un lavoro che inizia a dare i primi frutti, e che continueremo a portare avanti insieme. Cooperazione, partenariato, rispetto: questa è la via europea alla gestione delle migrazioni, ed è anche per questo che il nostro lavoro acquista un’importanza particolare, in un mondo che sempre più si chiude nell’illusione dei muri. Qui il video del mio intervento oggi a Malta. E il segno della cooperazione, del rispetto e del partenariato è anche quello che oggi ci ha portato a bordo della nave San Giorgio per consegnare, insieme al primo ministro maltese Joseph Muscat e al ministro della Difesa italiano Roberta Pinotti, i diplomi di fine corso al primo gruppo di guardiacoste libici addestrati dall’Operazione dell’Unione Europea Sophia. Nelle acque internazionali abbiamo in questo anno salvato più di 33.000 persone, consegnato alla giustizia più di 100 sospetti trafficanti, reso inutilizzabili quasi 400 imbarcazioni. Ora, con la formazione della guardia costiera libica, rafforzeremo la capacità dei nostri partner di operare nelle acque...