Le responsabilità dell’Europa dopo il voto americano

Le responsabilità dell’Europa dopo il voto americano

Non è stata una settimana come le altre. Con l’elezione di Donald Trump gli Stati Uniti entrano in una fase del tutto diversa, i cui contorni non sono ancora definiti, soprattutto nel campo della politica estera. Inizieremo a lavorare con la nuova amministrazione una volta che si insedierà, e con il Transition team già in queste settimane, sulla base dei principi e degli interessi europei. Con amicizia, perché i rapporti con gli Stati Uniti sono più profondi di qualsiasi svolta politica, ma anche con la certezza che le scelte politiche dell’Europa non si determinano a Washington, e che abbiamo oggi la responsabilità di svolgere sempre più quel ruolo di “potenza indispensabile” per la pace e la sicurezza nella nostra regione e nel mondo. Ne ho parlato con Christiane Amanpour sulla CNN e con la Deutsche Welle ieri a Bonn, dove ero per ricevere il Premio internazionale per la democrazia. E per essere all’altezza, sarà fondamentale costruire insieme una vera Unione della sicurezza e della difesa. Lunedì presenterò ai ministri degli Esteri e della Difesa dei Ventotto il nostro piano per rafforzare la cooperazione in questo settore. Perché per prevenire la prossima crisi, per dare opportunità per i giovani della nostra regione e per aiutare i nostri vicini a crescere c’è bisogno di un’Europa più forte, anche sulla sicurezza. Ne ho parlato nei giorni scorsi al Forum della NATO sull’industria insieme al Segretario Generale Jens Stoltenberg, e alla conferenza annuale dell’Agenzia Europea della Difesa, qui i due video. Al Consiglio Affari Esteri di lunedì parleremo anche di Turchia, dopo l’ondata di arresti che ha riguardato, tra gli altri, i leader del...
Oltre le crisi, al lavoro insieme all’Africa

Oltre le crisi, al lavoro insieme all’Africa

Scrivo dopo aver partecipato – insieme a Gianni Pittella e Martin Schulz – alla “Settimana dell’Africa” che il gruppo dei Socialisti e Democratici ha promosso al Parlamento Europeo (qui c’è il video dell’incontro di oggi), e mentre sono in viaggio per Addis Abeba, dove domani guiderò la delegazione dell’Unione Europea nell’incontro che abbiamo ogni anno tra il Collegio della Commissione Europea e quello dell’Unione Africana. Sarà l’occasione per continuare il buon lavoro che insieme abbiamo iniziato in questo ultimo anno, su molte questioni di interesse comune e su cui solo una forte cooperazione tra Europa e Africa può portare risultati, per entrambi: dalla gestione delle migrazioni alla sicurezza e al contrasto al terrorismo, dal cambiamento climatico allo sviluppo economico, dall’energia ai diritti umani. Senza dimenticare, ovviamente, le molte crisi ed i molti conflitti che ancora attraversano il continente e su cui Unione Europea e Unione Africana lavorano insieme – a cominciare dalla Libia. Ma mentre la nostra attenzione è (giustamente) concentrata sugli scenari di crisi più vicini, è fondamentale che portiamo avanti con costanza il nostro lavoro su quelle crisi che non occupano spesso le prime pagine dei giornali, ma la cui soluzione contribuirebbe in modo determinante alla sicurezza dei cittadini europei. Per questo, ieri ho incontrato l’inviato speciale dell’Onu per lo Yemen, Ismail Ould Cheikh Ahmed: insieme abbiamo lavorato alla preparazione dei negoziati che si riapriranno il 18 aprile. L’Unione Europea gioca un ruolo determinante sul piano degli aiuti umanitari, ma anche del sostegno politico e tecnico ai negoziati, in particolare con il nostro lavoro diplomatico con gli attori regionali, dal Golfo al Corno d’Africa all’Iran. Qui la nostra conferenza...