Dodici cose da portare nel 2018

Dodici cose da portare nel 2018

È stato un anno difficile per il mondo, ma come ogni anno anche il 2017 ci ha dato momenti importanti e alcune cose buone, ottenute spesso con tanto lavoro, tanta energia e un gran lavoro di squadra. Come ogni primo dell’anno, provo a ricordare le dodici cose dell’anno appena finito che porto con me nell’anno nuovo. Dodici momenti speciali, che hanno segnato il mio 2017.   Il rilancio dell’Unione, a partire dalla difesa È stato l’anno della ripresa del cammino di unità dell’Europa. Due immagini per raccontarlo: l’anniversario dei sessant’anni della nostra Unione, il 25 marzo a Roma. Non una cerimonia per celebrare il passato, ma un impegno concreto a rilanciare e rafforzare l’Unione Europea, insieme (ne avevo scritto qui). A partire dall’Europa della difesa: dopo mesi di lavoro serrato, a dicembre, ho potuto annunciare l’inizio di una cooperazione strutturata permanente in materia di difesa. È uno dei sogni dei fondatori dell’Unione che si realizza, insieme a un pacchetto di misure che comprende anche un fondo europeo per la difesa e una rafforzata cooperazione con la Nato (ho spiegato tutto il contenuto di questo pacchetto difesa davanti al Parlamento europeo, qui il video). È un modo per essere più efficaci e più autonomi, da europei, anche nel campo della sicurezza. E diventare un punto di riferimento sempre più affidabile per i nostri partner nel mondo.   Al lavoro con l’Africa per i migranti Un momento che racconta migliaia di storie: a novembre ad Abidjan, in Costa d’Avorio, con i primi ministri dei paesi dell’Unione europea e dell’Unione africana, per il primo Summit tra le nostre due Unioni. Il segno di...
Missione compiuta sulla difesa europea. E il lavoro è già ripreso

Missione compiuta sulla difesa europea. E il lavoro è già ripreso

Scrivo dopo una settimana storica per l’Unione europea. Lunedì scorso, con i ministri degli Esteri dell’Unione, abbiamo avviato ufficialmente una Cooperazione strutturata permanente tra 25 Stati europei in materia di difesa: un impegno vincolante a investire insieme, a far crescere insieme la nostra industria della difesa, ad agire insieme per la pace e la sicurezza. Si comincia con diciassette progetti concreti di cooperazione – ne ho parlato martedì alla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo. Giovedì, al Consiglio europeo, abbiamo celebrato questo successo con i capi di Stato e di governo. Ma il lavoro è già ripreso: mercoledì sera a Bruxelles con Javier Solana e Joschka Fischer – due grandi europei che hanno lavorato tanto per il rilancio della nostra Unione nel campo della politica estera e di difesa – ho presentato sei idee sui prossimi passi della difesa europea. Perché ora che abbiamo gli strumenti, abbiamo il dovere di farli fruttare nel migliore dei modi. Qui il mio discorso. Venerdì, poi, ho avuto il piacere di tornare al quartier generale della NATO insieme a chi lavora con me quotidianamente, ospiti di Jens Stoltenberg e dei suoi collaboratori. È il segno concreto che il lavoro per la difesa europea va di pari passo con una cooperazione ancora più stretta con l’Alleanza atlantica. Ma la scorsa settimana non è stata dedicata solo alla difesa. Lunedì scorso ho accolto il premier israeliano Benjamin Netanyahu a Bruxelles insieme ai ventotto ministri degli Esteri degli Stati membri dell’Unione. Era la prima visita di un premier israeliano alle istituzioni europee in più di vent’anni. Una visita che segna, oggi, un rapporto di amicizia, pur nella...
Dallo Stato dell’Unione all’Assemblea generale dell’Onu

Dallo Stato dell’Unione all’Assemblea generale dell’Onu

Scrivo in partenza per New York, per la settimana ministeriale dell’Assemblea generale dell’Onu, e dopo una sessione importante del Parlamento europeo a Strasburgo. Importante per i temi su cui abbiamo lavorato insieme ai parlamentari, e per il discorso sullo stato dell’Unione del presidente Juncker. È stato un discorso bello e coraggioso, con tanti riferimenti ai grandi temi di politica estera su cui l’Unione Europea è e continuerà ad essere in prima linea: il lavoro per una Unione Europea della sicurezza e della difesa; il percorso dei Balcani occidentali verso l’Unione Europea; il nostro ruolo di leadership per la lotta ai cambiamenti climatici e per un commercio internazionale che sia libero ed equo; l’investimento per la crescita del continente africano. Free&fair #trade, partnership with #Africa, EU #defence, EU perspective for Balkans, leadership on #ClimateChange A great #SOTEU @JunckerEU — Federica Mogherini (@FedericaMog) 13 settembre 2017 .@JunckerEU “L’Europe ne progresse que quand elle fait preuve d’audace”: solidarité, unité, droits, égalité #EUdacityOfHope #SOTEU — Federica Mogherini (@FedericaMog) 13 settembre 2017 Su molti di questi temi ho lavorato nei tre giorni trascorsi con i parlamentari europei. Martedì ero in Aula per discutere di migrazioni: del lavoro che stiamo facendo e dei primi risultati che stiamo iniziando ad ottenere – in particolare per salvare vite umane, per creare sviluppo in Africa e per migliorare le condizioni di vita dei migranti lungo la rotta, in Libia e nel Sahel (qui il mio intervento e la replica ai parlamentari). A Strasburgo abbiamo lavorato anche sulla Corea del Nord, in una settimana segnata da una nuova provocazione di Pyongyang (qui il comunicato dopo il lancio di un nuovo...
Una cattiva notizia, e qualche risultato importante

Una cattiva notizia, e qualche risultato importante

Scrivo di ritorno da Crans Montana, in Svizzera, dove negli ultimi due giorni ho partecipato alla fase conclusiva dei negoziati su Cipro condotti dalle Nazioni Unite. Lunghi giorni e notti di lavoro, conclusi senza un accordo tra le parti. Una pessima notizia, perché la pace a Cipro avrebbe messo fine a più di quaranta anni di crisi, dimostrando una volta di più il potere della diplomazia, portando non solo stabilità e sicurezza ma anche opportunità economiche nella regione. Da domani sarà più difficile immaginare un percorso che consenta alle parti di riavviare il negoziato. Ma l’Unione Europea continua a essere impegnata per la cooperazione nella regione, e pronta ad accogliere come suo stato membro un’isola unita, riconciliata e in pace. Il resto della settimana è stato invece segnato da risultati importanti. Lunedì scorso ho invitato a Bruxelles i presidenti di Serbia e Kosovo, Aleksandar Vucic e Hashim Thaci: insieme abbiamo deciso di aprire una nuova fase del dialogo tra Belgrado e Pristina, per la normalizzazione dei rapporti e per far avanzare tutti i Balcani nel percorso verso l’Unione Europea. Qui il comunicato. E ieri, sempre a Bruxelles, Unione Europea e Giappone hanno firmato un accordo importantissimo di libero scambio e di cooperazione politica. Importante non solo perché il Giappone è un nostro partner storico e una delle più grandi economie del mondo. Insieme stiamo dimostrando che la miglior risposta ai problemi della globalizzazione non è il ritorno al protezionismo, ma la collaborazione coi nostri partner per scrivere regole migliori per tutti – con più garanzie per il lavoratori, per l’ambiente, per i prodotti d’eccellenza. Di commercio, ma anche di...
La via europea per gestire le migrazioni

La via europea per gestire le migrazioni

Scrivo di ritorno da Malta, dal vertice informale dei 28 leader europei, dove ho presentato le proposte per un’azione europea comune per gestire i flussi migratori nel Mediterraneo, a partire dal sostegno all’accordo firmato ieri a Roma con la Libia. C’è una via europea alla gestione dei flussi migratori: attraverso la cooperazione con i paesi di transito e di origine dei flussi, il rispetto dei diritti umani, il sostegno al Commissariato Onu per i rifugiati e all’Organizzazione internazionale per la migrazione, la lotta alle organizzazioni criminali che si arricchiscono sulla pelle dei nuovi schiavi. Qui le parole che ho scambiato coi giornalisti stamattina, qui la mia intervista al Corriere della Sera, qui il mio intervento in aula al Parlamento Europeo in preparazione del Summit. A Malta, tutta l’Unione ha dato il suo sostegno all’accordo firmato ieri tra il premier italiano Paolo Gentiloni e il premier libico Fayez al Serraj. Poche ore prima della firma, avevo incontrato al Serraj a Bruxelles: al centro del nostro dialogo non solo l’immigrazione, ma innanzitutto la situazione politica e di sicurezza nel paese, e come possiamo aiutare la Libia a trovare l’unità di cui ha bisogno. Qui la conferenza stampa dopo l’incontro di ieri. E della situazione in Libia ho parlato anche oggi pomeriggio al telefono col ministro degli esteri russo, Sergei Lavrov. Ma abbiamo anche affrontato la questione dell’Ucraina, dove è urgente che si fermi subito la nuova escalation di violenza. Ed il lavoro diplomatico per mettere fine al conflitto in Siria, con la Conferenza che organizzeremo a Bruxelles in primavera sul futuro del paese e della regione. Al nostro vertice a Malta abbiamo discusso...