Una cattiva notizia, e qualche risultato importante

Una cattiva notizia, e qualche risultato importante

Scrivo di ritorno da Crans Montana, in Svizzera, dove negli ultimi due giorni ho partecipato alla fase conclusiva dei negoziati su Cipro condotti dalle Nazioni Unite. Lunghi giorni e notti di lavoro, conclusi senza un accordo tra le parti. Una pessima notizia, perché la pace a Cipro avrebbe messo fine a più di quaranta anni di crisi, dimostrando una volta di più il potere della diplomazia, portando non solo stabilità e sicurezza ma anche opportunità economiche nella regione. Da domani sarà più difficile immaginare un percorso che consenta alle parti di riavviare il negoziato. Ma l’Unione Europea continua a essere impegnata per la cooperazione nella regione, e pronta ad accogliere come suo stato membro un’isola unita, riconciliata e in pace. Il resto della settimana è stato invece segnato da risultati importanti. Lunedì scorso ho invitato a Bruxelles i presidenti di Serbia e Kosovo, Aleksandar Vucic e Hashim Thaci: insieme abbiamo deciso di aprire una nuova fase del dialogo tra Belgrado e Pristina, per la normalizzazione dei rapporti e per far avanzare tutti i Balcani nel percorso verso l’Unione Europea. Qui il comunicato. E ieri, sempre a Bruxelles, Unione Europea e Giappone hanno firmato un accordo importantissimo di libero scambio e di cooperazione politica. Importante non solo perché il Giappone è un nostro partner storico e una delle più grandi economie del mondo. Insieme stiamo dimostrando che la miglior risposta ai problemi della globalizzazione non è il ritorno al protezionismo, ma la collaborazione coi nostri partner per scrivere regole migliori per tutti – con più garanzie per il lavoratori, per l’ambiente, per i prodotti d’eccellenza. Di commercio, ma anche di...
Un’alleanza globale per difendere l’accordo sul clima

Un’alleanza globale per difendere l’accordo sul clima

L’accordo di Parigi sul clima ha rappresentato un’assunzione di responsabilità collettiva verso il futuro. Tra un interesse di breve respiro e uno a lungo termine, per una volta economie industrializzate e paesi in via di sviluppo – unite – hanno dimostrato lungimiranza e deciso di mettere un argine ai cambiamenti climatici. Di fronte ai disastri naturali, alle crisi umanitarie ed economiche, e ai grandi movimenti migratori provocati dai cambiamenti climatici in diverse aree del mondo, è un investimento vero in stabilità, in sicurezza, in sviluppo sostenibile. Per tutto il pianeta. Noi, come Unione Europea, non cambiamo direzione. Anzi. Se ieri il Presidente americano Donald Trump ha annunciato che gli Stati Uniti usciranno dall’accordo, così come è, noi restiamo determinati ad attuare in pieno quell’intesa. Su questo non vi sono dubbi, l’ho ribadito anche al vicepresidente americano Mike Pence quando mi ha chiamata ieri per spiegare all’Unione Europea la decisione presa. Andiamo avanti e non da soli: costruendo alleanze globali a sostegno di una sfida globale. Da tempo abbiamo costruito collaborazioni forti sulla lotta al cambiamento climatico con quei paesi e quelle aree del mondo che hanno la nostra stessa determinazione. Come l’America Latina – e in questi giorni ne ho avuto conferma nella mia visita in Cile e Argentina. Come l’Unione Africana. Insieme abbiamo ribadito che la cooperazione sul clima è una priorità vitale (qui il comunicato). O come la Cina. Ne abbiamo parlato a lungo nel summit Unione Europea-Cina che abbiamo tenuto ieri e oggi a Bruxelles. Pechino ha confermato gli impegni presi e la determinazione a impegnarsi sullo scacchiere internazionale a sostegno dell’accordo di Parigi, ma anche del sistema multilaterale, e a...
Di ritorno dagli Stati Uniti

Di ritorno dagli Stati Uniti

Scrivo di ritorno da tre giornate di incontri a Washington, a poco più di un mese dalla mia ultima visita, in una fase ancora di transizione per la nuova amministrazione. Ho avuto colloqui alla Casa Bianca con il vicepresidente Mike Pence, che avevo già visto a Bruxelles poche settimane fa, con il consigliere per la sicurezza nazionale H.R. McMaster, con il segretario di Stato Rex Tillerson e il segretario alla Difesa James Mattis ai margini della riunione della Coalizione Globale anti-Daesh. E numerosi incontri con deputati e senatori al Congresso. È stata l’occasione di parlare non solo delle nostre relazioni politiche ed economiche, che restano forti, ma anche delle grandi crisi su cui insieme siamo impegnati. A cominciare dalla Siria, dalla Libia, dal Medio Oriente e dall’Ucraina. E dalla lotta al terrorismo. A Washington infatti ho anche partecipato alla riunione ministeriale della coalizione anti-Daesh, proprio nel giorno nel primo anniversario degli attentati a Bruxelles: la memoria di quel giorno è ancora dolorosa, e abbiamo rivissuto la stessa ansia per Londra in quelle stesse ore. Ho ricordato quel giorno, e la reazione dell’Unione europea, in un’intervista alla radio belga. E dei rapporti tra Unione Europea e Usa, ho parlato nei miei incontri in Campidoglio con diversi senatori, con i membri dell’Istituto Internazionale Repubblicano e il presidente della Commissione democratica nazionale Perez. E nelle mie interviste con Fox News, la BBC e la CNN. La riunione contro il terrorismo è stata l’occasione anche per incontri bilaterali dedicati alla situazione in Iraq, Siria, Libia e Medio Oriente – tra gli altri con il premier iracheno Haider al Abadi, con il ministro degli Esteri...
Una riunione importante della Commissione Europea

Una riunione importante della Commissione Europea

Scrivo dopo una riunione importante del Collegio dei Commissari europei. Tra poco più di un mese celebreremo i sessant’anni dei Trattati di Roma, il primo passo che la nostra comunità ha fatto verso la creazione dell’Unione Europea. Ricordare e celebrare il passato, i sessanta anni di pace che la nostra Unione ci ha garantito, non basta: deve essere un’occasione per guardare al presente e al futuro dell’Unione, a come cambiarla per far sì che continui ad essere il più riuscito processo di integrazione regionale nella storia del mondo. La Commissione presenterà un Libro bianco sul futuro dell’Europa: una riflessione sui successi dell’Unione – che è stata e continua a essere garanzia di pace, democrazia e crescita economica all’interno dei nostri confini – ma anche sulle riforme necessarie per affrontare un mondo nuovo e diverso dal passato. E nel mondo, la nostra Unione è punto di riferimento indispensabile quando si parla di pace, multilateralismo, crescita economica, diritti, commercio libero ed equo. Al Collegio abbiamo discusso anche di Italia, del lavoro che il governo ha fatto e sta facendo per rilanciare l’economia. Ne avevo parlato ieri con Pier Carlo Padoan: la strada è quella giusta, bisogna andare avanti per rafforzare la crescita e contenere il debito. Il dialogo continua, non solo per ridurre il debito pubblico, ma con il sostegno e l’incoraggiamento a proseguire e accelerare le riforme – che stanno già aiutando l’economia italiana a ripartire. Del ruolo dell’Europa nel mondo abbiamo parlato anche lunedì col vicepresidente americano Mike Pence. Una visita ufficiale all’Unione Europea che è stata importante, sia dal punto di vista simbolico, sia perché ci ha consentito...