Un partner forte, affidabile, indispensabile

Un partner forte, affidabile, indispensabile

Scrivo alla fine di una settimana particolarmente densa di incontri, tra Bruxelles con la ministeriale Nato, Bonn per il G20, e Monaco per la Security Conference. Il messaggio che ho raccolto nei tantissimi incontri bilaterali che ho avuto – e che ho rilanciato dal palco di Monaco – è che nel mondo si guarda all’Unione Europea come un partner forte, affidabile, cooperativo, indispensabile. Molto più forte di quanto noi stessi spesso pensiamo. E ancora più indispensabile in tempi pericolosi e confusi, in cui le regole sono troppo spesso percepite come una costrizione per alcuni invece che come una garanzia per tutti. L’Unione Europea è un punto di riferimento quando si parla di pace, multilateralismo, sviluppo, diritti, commercio libero ed equo. E anche quando si parla di sicurezza, per le operazioni militari e le missioni civili che abbiamo nel mondo, per la nostra collaborazione con la Nato. Ma non solo. È un’illusione credere di affrontare le sfide che abbiamo davanti solo con la forza militare. L’Unione Europea investe in sviluppo, in promozione dei diritti, in istruzione, in politiche contro i cambiamenti climatici, in società forti – piuttosto che nella pericolosa illusione che “uomini forti” possano rendere stabili i propri paesi. Non è filantropia, non sono “buoni sentimenti”, ma un investimento razionale anche sulla nostra sicurezza. L’ho detto ieri dal palco della Munich Security Conference, qui il video. Le disuguaglianze creano instabilità e fragilità, e di questo abbiamo parlato al G20 di Bonn. Non si tratta più, come in passato, di ragionare su cosa possiamo fare “per” l’Africa, ma di cosa dobbiamo fare insieme, “con” l’Africa. Siamo partner per la pace a la sicurezza, per la...
Tra Vienna e Oslo, un’Europa per la pace

Tra Vienna e Oslo, un’Europa per la pace

Due giorni tra Vienna e Oslo, e ora di ritorno a Bruxelles. Ieri mattina ero in Austria per i vent’anni dal Trattato sulla messa al bando totale dei test nucleari: non una cerimonia commemorativa, ma un incontro di lavoro per ricordare a tutti noi che – dopo due decenni – il Trattato non è ancora entrato in vigore. Mancano ancora la firma e la ratifica di alcuni paesi fondamentali: ieri l’Unione Europea si è impegnata a facilitare l’entrata in vigore del Trattato, dialogando coi governi interessati ma anche coi loro cittadini. In tempi di nuove minacce alla sicurezza globale, il disarmo e la non proliferazione diventano ancora più fondamentali – e non possiamo smettere di ricordarlo alle nostre opinioni pubbliche. Qui il video del mio intervento a Vienna. E di sfide alla pace e alla nostra sicurezza ho parlato anche ieri sera a Oslo, al Centro dedicato ai premi Nobel per la pace. È stata anche un’occasione per ringraziare il Comitato del Nobel per il premio assegnato alla nostra Unione nel 2012: troppo spesso ci dimentichiamo che senza integrazione europea non avremmo vissuto questi settant’anni di pace nei nostri paesi. Fa bene ripeterlo, oggi che per la prima la nostra Unione viene messa in discussione. Qui il mio discorso al Centro Nobel per la pace. Per i nostri partner globali è evidente il contributo dell’Europa alla pace e alla sicurezza del mondo. Ne ho avuta l’ennesima conferma stamattina, ancora ad Oslo, durante un dialogo col ministro degli esteri iraniano Javad Zarif e con quello norvegese Borge Brende, per aprire l’Oslo Forum (qui il video). Ora di ritorno Bruxelles, alla cena...
Una pagina nuova nei nostri rapporti con l’Iran

Una pagina nuova nei nostri rapporti con l’Iran

Oggi scrivo di ritorno da Teheran, dove ieri ho guidato la visita della prima delegazione dell’Unione europea dopo l’entrata in vigore dell’accordo sul nucleare iraniano e la revoca delle sanzioni, insieme ad altri sette Commissari. È stato il mio secondo viaggio ufficiale in Iran. Ma mentre a luglio dell’anno scorso – pochi giorni dopo l’accordo – al centro di tutti i miei incontri c’era la sua messa in opera, questa volta – tre mesi dopo la sua piena implementazione – abbiamo gettato le basi per una cooperazione strutturata tra Teheran e l’Unione Europea in una serie di settori strategici per entrambi: dall’energia all’economia, dalla cultura all’immigrazione, dalla ricerca ai trasporti, dalla politica estera all’istruzione. Sarà una cooperazione utile ai nostri cittadini sia in Europa sia in Iran: penso soprattutto a quei tantissimi giovani che avevano salutato con entusiasmo ed orgoglio l’accordo sul nucleare nelle piazze delle loro città, e oggi vogliono e devono vedere i risultati che questa nuova pagina delle nostre relazioni offre a tutti loro. La visita di ieri ha aperto la strada a questo: tradurre le opportunità offerte dall’accordo in progetti concreti, in tanti diversi settori che sono importanti per la vita dei nostri cittadini. Sarà una cooperazione costruttiva, un dialogo aperto ed anche critico, perché sappiamo entrambi che ci sono questioni su cui innegabilmente abbiamo posizioni diverse. Come i diritti umani, un tema centrale nei nostri rapporti. Ne abbiamo parlato a lungo ieri, ed abbiamo deciso di avviare un dialogo strutturato che sarà uno dei pilastri delle nostre relazioni. Così come sarà strutturato il dialogo a livello politico, tra me ed il ministro degli esteri Zarif, per...