Per il futuro della Siria

Per il futuro della Siria

Oggi scrivo di ritorno da Lussemburgo, dove ho presieduto un Consiglio affari esteri nel corso del quale abbiamo seguito insieme le notizie terribili che arrivavano da San Pietroburgo. Ho espresso le condoglianze dell’Unione Europea a Sergei Lavrov – qui il comunicato. Il Consiglio oggi è stato dedicato prevalentemente alla Siria. Da domani ospiteremo infatti a Bruxelles la conferenza internazionale per sostenere il futuro della Siria: un incontro con più di 70 delegazioni per continuare a sostenere la popolazione siriana dentro e fuori il paese, ma anche – e con forza – per accompagnare i negoziati di Ginevra e la mediazione dell’Onu, e per cominciare a discutere di come mobilitare le risorse necessarie per ricostruire la Siria dopo la guerra, quando sarà cominciata la transizione. Oggi, coi ministri degli esteri, abbiamo definito la posizione comune europea, con una strategia comune dell’Unione Europea per la Siria. Qui il testo delle conclusioni che abbiamo adottato, qui il testo della Strategia, qui le parole che ho scambiato coi giornalisti prima del Consiglio, qui la conferenza stampa finale. A Lussemburgo abbiamo ospitato anche il segretario generale della Lega Araba, Ahmed Aboul Gheit, dopo che la scorsa settimana avevo avuto l’onore di partecipare al vertice della Lega araba in Giordania. La mia presenza al summit in Giordania e la partecipazione di Abul Gheit al Consiglio oggi sono un riconoscimento della cooperazione sempre più stretta tra Unione europea e Lega araba, fondamentale per risolvere le crisi aperte nella nostra regione comune. Oggi in particolare ci siamo concentrati su Libia e Yemen – qui le conclusioni del Consiglio –, ma anche su Siria, Iraq, e processo di pace tra...
A Malta, coi nostri partner africani e libici

A Malta, coi nostri partner africani e libici

Scrivo in viaggio verso gli Stati Uniti, dove avrò una serie di primi incontri con la nuova Amministrazione americana, a partire dal segretario di Stato Rex Tillerson e dal National Security Advisor Michael Flynn. Ne scriverò nei prossimi giorni. Ma oggi voglio raccontare innanzitutto una giornata importante di lavoro con la Presidenza maltese e con i nostri partner libici e africani. Prima all’incontro per fare il punto sul lavoro sulla migrazione che stiamo facendo insieme – Europa, Africa, organizzazioni internazionali come l’Agenzia Onu per i rifugiati (Unhcr) e l’Organizzazione per le migrazioni (Iom) – dopo il vertice di Valletta di un anno fa: smantellare le reti dei trafficanti, salvare vite, investire nello sviluppo locale. Un lavoro che inizia a dare i primi frutti, e che continueremo a portare avanti insieme. Cooperazione, partenariato, rispetto: questa è la via europea alla gestione delle migrazioni, ed è anche per questo che il nostro lavoro acquista un’importanza particolare, in un mondo che sempre più si chiude nell’illusione dei muri. Qui il video del mio intervento oggi a Malta. E il segno della cooperazione, del rispetto e del partenariato è anche quello che oggi ci ha portato a bordo della nave San Giorgio per consegnare, insieme al primo ministro maltese Joseph Muscat e al ministro della Difesa italiano Roberta Pinotti, i diplomi di fine corso al primo gruppo di guardiacoste libici addestrati dall’Operazione dell’Unione Europea Sophia. Nelle acque internazionali abbiamo in questo anno salvato più di 33.000 persone, consegnato alla giustizia più di 100 sospetti trafficanti, reso inutilizzabili quasi 400 imbarcazioni. Ora, con la formazione della guardia costiera libica, rafforzeremo la capacità dei nostri partner di operare nelle acque...
Dodici cose da portare nel 2017

Dodici cose da portare nel 2017

Primo giorno dell’anno, tempo di bilanci e propositi per i mesi che verranno. Il 2016 è stato un anno molto difficile, e il 2017 si apre con un terribile attacco a Istanbul che ci ricorda in modo drammatico che il lavoro da fare – per sconfiggere il terrorismo, così come per mettere fine ai troppi conflitti della regione – è un lavoro da fare insieme. Insieme, cercando e costruendo ogni giorno l’unità delle nostre comunità; e insieme ai nostri partner, iniziando dai nostri vicini. L’anno che inizia non sarà facile, ma ci sono alcune cose che siamo riusciti a costruire nel 2016 e che possiamo portare con noi per aiutarci lungo la strada. Questi sono i dodici momenti che porto con me, per guidare il lavoro di questo 2017.   Una Strategia Globale per la nostra politica estera È stata il frutto del lavoro di mesi, che si è concluso in un momento molto particolare.  I cittadini della Gran Bretagna avevano appena votato per lasciare l’Unione Europea. Alcuni pensavano fosse meglio aspettare tempi migliori, ma per me era ancora più importante, proprio in quelle ore, delineare una Strategia condivisa, di tutta l’Unione, per la nostra politica estera e di sicurezza comune. Così, dopo mesi di un grande lavoro collettivo, ho presentato la Strategia Globale al Consiglio Europeo del 28 giugno: un’idea chiara e condivisa sul percorso da seguire, sui bisogni dei nostri cittadini, su ciò che dobbiamo cambiare e – anche e soprattutto – sulla nostra forza, che dobbiamo usare in modo più orgoglioso e consapevole, insieme, da europei. Da giugno a oggi la Strategia Globale ha già iniziato a...
Difesa e sviluppo: scelte concrete per un’Europa più forte

Difesa e sviluppo: scelte concrete per un’Europa più forte

Ci sono tante cose da raccontare sugli ultimi tre giorni. Comincio con due temi in apparenza distanti, ma complementari e che procedono in parallelo: la difesa europea e la cooperazione allo sviluppo. Oggi ho presentato il Piano d’azione europeo per la difesa, che per la parte industriale e della ricerca ho preparato insieme a Jyrki Katainen e Elzbieta Bienkowska. Si tratta del secondo “pilastro” di un unico pacchetto sulla difesa europea: vogliamo rendere l’Europa più sicura con una politica di difesa davvero comune, con un’industria della difesa più forte, e con una cooperazione più stretta con la Nato. Qui la conferenza stampa di oggi.​ Per lo stesso motivo, oggi pomeriggio ho partecipato (prima volta per un Alto Rappresentante) a un’esercitazione congiunta organizzata dalla nostra Agenzia europea di difesa: perché c’è molto da fare per la difesa europea, ma alcune cose concrete, buone e importanti, le facciamo già. Il lavoro che stiamo facendo sulla difesa deriva dalla Strategia Globale che ho presentato l’estate scorsa: lavoriamo tutti insieme, Unione e Stati membri, perché insieme possiamo fare di più e fare meglio. Lo stesso vale nel campo dello sviluppo. Lunedì ho presieduto il Consiglio Affari Esteri nel formato sviluppo. Abbiamo parlato del lavoro in corso con i nostri amici africani, sui migration compact, ma anche del pacchetto di misure che ho presentato per realizzare concretamente gli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Qui le parole che ho scambiato coi giornalisti dopo il Consiglio. Chiudo con tre incontri importanti. Lunedì ho accolto a Bruxelles il ministro degli Esteri indonesiano, Retno Marsudi, per la prima riunione del “Comitato congiunto” Unione Europea-Indonesia: è il segno di relazioni...
Diario dall’Onu, giorno 5: difficoltà e successi

Diario dall’Onu, giorno 5: difficoltà e successi

Scrivo alla fine di una settimana molto intesa alle Nazioni Unite, che ho concluso ieri con la presentazione alla Columbia University della Strategia Globale dell’Unione Europea (qui c’è il video del mio intervento). Queste giornate a New York sono state attraversate da momenti di soddisfazione, e momenti di profonda frustrazione. Nell’arco di poche ore, in questi giorni, ho vissuto direttamente la distanza tra i successi e le difficoltà della diplomazia multilaterale. Giovedì, ad esempio: prima ho presieduto la riunione dei ministri dei sette paesi con i quali abbiamo concluso l’anno scorso l’accordo sul nucleare iraniano, e insieme a Javad Zarif, John Kerry, Sergei Lavrov e ai ministri di Cina, Germania, Francia e Gran Bretagna, abbiamo concordato che la realizzazione dell’intesa sta procedendo correttamente, come verificato dall’AIEA in tre successivi rapporti (qui la conferenza stampa al termine dell’incontro). Segno che la diplomazia non solo funziona, ma produce risultati solidi nel tempo. Poi, pochi minuti dopo, insieme a quegli stessi ministri ed altri, abbiamo vissuto una delle pagine più tristi e frustranti del nostro lavoro sulla Siria, con una riunione del Gruppo Internazionale di Sostegno alla Siria che non è riuscita a raggiungere alcun accordo per un cessate il fuoco. Se c’è una cosa che l’accordo iraniano ci ha insegnato è che anche gli obiettivi più difficili sono raggiungibili, con determinazione e perseveranza. Quindi, anche nei momenti più difficili il lavoro continua – e proprio oggi sono a Boston per provare a trovare delle strade da percorrere, sulla Siria e sugli altri conflitti della nostra regione, insieme a Kerry e agli altri ministri del Quint (Germania, Francia, Gran Bretagna e Italia). E il...