Dodici cose da portare nel 2017

Dodici cose da portare nel 2017

Primo giorno dell’anno, tempo di bilanci e propositi per i mesi che verranno. Il 2016 è stato un anno molto difficile, e il 2017 si apre con un terribile attacco a Istanbul che ci ricorda in modo drammatico che il lavoro da fare – per sconfiggere il terrorismo, così come per mettere fine ai troppi conflitti della regione – è un lavoro da fare insieme. Insieme, cercando e costruendo ogni giorno l’unità delle nostre comunità; e insieme ai nostri partner, iniziando dai nostri vicini. L’anno che inizia non sarà facile, ma ci sono alcune cose che siamo riusciti a costruire nel 2016 e che possiamo portare con noi per aiutarci lungo la strada. Questi sono i dodici momenti che porto con me, per guidare il lavoro di questo 2017.   Una Strategia Globale per la nostra politica estera È stata il frutto del lavoro di mesi, che si è concluso in un momento molto particolare.  I cittadini della Gran Bretagna avevano appena votato per lasciare l’Unione Europea. Alcuni pensavano fosse meglio aspettare tempi migliori, ma per me era ancora più importante, proprio in quelle ore, delineare una Strategia condivisa, di tutta l’Unione, per la nostra politica estera e di sicurezza comune. Così, dopo mesi di un grande lavoro collettivo, ho presentato la Strategia Globale al Consiglio Europeo del 28 giugno: un’idea chiara e condivisa sul percorso da seguire, sui bisogni dei nostri cittadini, su ciò che dobbiamo cambiare e – anche e soprattutto – sulla nostra forza, che dobbiamo usare in modo più orgoglioso e consapevole, insieme, da europei. Da giugno a oggi la Strategia Globale ha già iniziato a...
Difesa e sviluppo: scelte concrete per un’Europa più forte

Difesa e sviluppo: scelte concrete per un’Europa più forte

Ci sono tante cose da raccontare sugli ultimi tre giorni. Comincio con due temi in apparenza distanti, ma complementari e che procedono in parallelo: la difesa europea e la cooperazione allo sviluppo. Oggi ho presentato il Piano d’azione europeo per la difesa, che per la parte industriale e della ricerca ho preparato insieme a Jyrki Katainen e Elzbieta Bienkowska. Si tratta del secondo “pilastro” di un unico pacchetto sulla difesa europea: vogliamo rendere l’Europa più sicura con una politica di difesa davvero comune, con un’industria della difesa più forte, e con una cooperazione più stretta con la Nato. Qui la conferenza stampa di oggi.​ Per lo stesso motivo, oggi pomeriggio ho partecipato (prima volta per un Alto Rappresentante) a un’esercitazione congiunta organizzata dalla nostra Agenzia europea di difesa: perché c’è molto da fare per la difesa europea, ma alcune cose concrete, buone e importanti, le facciamo già. Il lavoro che stiamo facendo sulla difesa deriva dalla Strategia Globale che ho presentato l’estate scorsa: lavoriamo tutti insieme, Unione e Stati membri, perché insieme possiamo fare di più e fare meglio. Lo stesso vale nel campo dello sviluppo. Lunedì ho presieduto il Consiglio Affari Esteri nel formato sviluppo. Abbiamo parlato del lavoro in corso con i nostri amici africani, sui migration compact, ma anche del pacchetto di misure che ho presentato per realizzare concretamente gli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Qui le parole che ho scambiato coi giornalisti dopo il Consiglio. Chiudo con tre incontri importanti. Lunedì ho accolto a Bruxelles il ministro degli Esteri indonesiano, Retno Marsudi, per la prima riunione del “Comitato congiunto” Unione Europea-Indonesia: è il segno di relazioni...
Diario dall’Onu, giorno 5: difficoltà e successi

Diario dall’Onu, giorno 5: difficoltà e successi

Scrivo alla fine di una settimana molto intesa alle Nazioni Unite, che ho concluso ieri con la presentazione alla Columbia University della Strategia Globale dell’Unione Europea (qui c’è il video del mio intervento). Queste giornate a New York sono state attraversate da momenti di soddisfazione, e momenti di profonda frustrazione. Nell’arco di poche ore, in questi giorni, ho vissuto direttamente la distanza tra i successi e le difficoltà della diplomazia multilaterale. Giovedì, ad esempio: prima ho presieduto la riunione dei ministri dei sette paesi con i quali abbiamo concluso l’anno scorso l’accordo sul nucleare iraniano, e insieme a Javad Zarif, John Kerry, Sergei Lavrov e ai ministri di Cina, Germania, Francia e Gran Bretagna, abbiamo concordato che la realizzazione dell’intesa sta procedendo correttamente, come verificato dall’AIEA in tre successivi rapporti (qui la conferenza stampa al termine dell’incontro). Segno che la diplomazia non solo funziona, ma produce risultati solidi nel tempo. Poi, pochi minuti dopo, insieme a quegli stessi ministri ed altri, abbiamo vissuto una delle pagine più tristi e frustranti del nostro lavoro sulla Siria, con una riunione del Gruppo Internazionale di Sostegno alla Siria che non è riuscita a raggiungere alcun accordo per un cessate il fuoco. Se c’è una cosa che l’accordo iraniano ci ha insegnato è che anche gli obiettivi più difficili sono raggiungibili, con determinazione e perseveranza. Quindi, anche nei momenti più difficili il lavoro continua – e proprio oggi sono a Boston per provare a trovare delle strade da percorrere, sulla Siria e sugli altri conflitti della nostra regione, insieme a Kerry e agli altri ministri del Quint (Germania, Francia, Gran Bretagna e Italia). E il...
Siria, Libia, Est: al lavoro coi ministri degli Esteri

Siria, Libia, Est: al lavoro coi ministri degli Esteri

Oggi scrivo in partenza per la mia sesta visita in America Latina, che toccherà il Messico e la Colombia, all’indomani di un consiglio dei ministri degli Esteri dell’Unione Europea particolarmente importante. Abbiamo dedicato parte dei lavori ai nostri partner dell’Europa orientale, incontrando i ministri degli esteri di Armenia, Azerbaijan, Bielorussia, Georgia, Moldova e Ucraina, e discutendo con loro il modo migliore per sostenere le riforme, la sicurezza e la pace nella regione. Poi abbiamo lavorato alla nostra politica comune per la Siria, l’Iraq e il contrasto a Daesh. Decidendo innanzitutto di aumentare il coinvolgimento dell’Unione Europea nel processo politico guidato dall’inviato speciale dell’Onu Staffan de Mistura, per avviare la transizione in Siria. Lì siamo impegnati soprattutto sul versante umanitario, come primo donatore di aiuti, anche attraverso la nostra presenza sul terreno. Ma stiamo giocando un ruolo fondamentale pure nel gruppo internazionale di sostegno per la Siria, e tra Bruxelles e Ginevra lavoriamo costantemente con le parti. Proprio ieri mattina, prima della riunione, ho ricevuto i rappresentanti della Syrian National Coalition, la coalizione dell’opposizione siriana. È indispensabile iniziare al più presto un processo politico che avvii il processo di pace, e crei le condizioni per sconfiggere Daesh. Ogni giorno vediamo ancora l’orrore della guerra fare troppe vittime, e spingere altre persone nelle mani di trafficanti senza scrupoli pur di cercare salvezza altrove. Ed è sul fenomeno globale delle grandi migrazioni che abbiamo concentrato la maggior parte del nostro lavoro ieri in Consiglio. Innanzitutto accogliendo la richiesta del primo ministro libico Fayez al Serraj, che avevo nuovamente incontrato una settimana fa a Vienna, di addestrare la guardia costiera libica con la nostra operazione navale europea...
Quando l’Europa è davvero unita

Quando l’Europa è davvero unita

Un Consiglio Affari Esteri importante, quello di oggi a Bruxelles. Importante per i temi in agenda – dalla situazione in Libia ai nostri rapporti con la Russia, dal rilancio del processo di pace in Medio Oriente al viaggio che sto programmando insieme ad altri colleghi Commissari in Iran – ma importante anche per la grande unità che stiamo dimostrando su ciascuna delle questioni sul tavolo. Leggiamo di continuo delle divisioni all’interno della nostra Unione, ma in riunioni come quella di oggi è evidente che abbiamo interessi e obiettivi comuni, anche e soprattutto sulle questioni più calde. Qui il video della conferenza stampa finale. Dopo il Consiglio altri due incontri importanti. Prima ho partecipato, insieme al presidente Ollanta Humala, alla firma dell’accordo che da domani consentirà ai nostri cittadini di viaggiare senza visto per periodi di breve durata. È l’ennesimo segnale di un rapporto sempre più stretto tra Europa e America Latina, dopo l’accordo di libera circolazione firmato con la Colombia due mesi fa, il rilancio dei rapporti con l’Argentina e lo storico accordo di cooperazione con Cuba della scorsa settimana. In serata ho presieduto il secondo consiglio di associazione con la Moldova, insieme al premier Pavel Filip. Come ribadito dal Consiglio Affari Esteri di oggi, abbiamo un interesse strategico a rafforzare i rapporti coi nostri vicini orientali. Aiutarli sulla strada delle riforme è interesse nostro e loro, e di tutti i cittadini di questo...